Wes Anderson – alla ricerca di una perfezione imperfetta

Il sogno, e l’incubo, più grande di Wes Anderson è sempre stato adattare un racconto del suo eroe letterario, JD Salinger. L’autore de Il giovane Holden non poteva sopportare l’idea che una sua opera potesse essere adattata sul grande schermo. Infatti, sottolineava come la forza delle parole potesse vivere e sopravvivere solo all’interno delle pagine di un romanzo. Come dare forma e sostanza alla voce del narratore, alle sue riflessioni schiette e autentiche? Come tradurre sullo schermo lo sguardo impertinente e disilluso del sedicenne Holden Caulfield?

Concime cap. 11: Rovine da abitare

Viviamo un momento complicato e congelato in cui ci siamo ritrovati paralizzati. È stato però anche un periodo di formazione e di crescita personale e comunitaria. Parlando con la restauratrice Chiara Lorenzetti e Daniel Bilenko, conduttore e documentarista radiofonico, è stata riscontrata la faticosa necessità di gettarsi nel torrente maleodorante con cui la pandemia ha fatto irruzione del quotidiano.

Davide Shorty: da Sanremo Giovani a “fusion.”

Classe 1989 Davide Sciortino, in arte Davide Shorty, è un rapper cantautore e producer siciliano. Nato e cresciuto a Palermo, si è poi trasferito a Londra, dove ha vissuto parecchi anni e qui ha completato il suo background musicale, dapprima circoscritto al hip-hop di strada, con il mondo internazionale della musica. Radio IULM ha avuto la possibilità di partecipare alla sua intervista.

Sarah Everard, la sua storia è anche la nostra

Era una semplice ragazza, lavorava come direttrice marketing in un’agenzia londinese, e il 3 marzo decise di uscire per andare a trovare un suo amico. Sarah Everard nel suo ritorno a casa, però, incontrò il suo destino, un destino maligno che paradossalmente era incarnato nella figura della giustizia, un poliziotto. Quell’incontro ha posto fine alla sua vita, e l’unica colpa di Sarah è essere nata donna.

Wong Kar-wai – amore e nostalgia tra le strade di Hong Kong

Al suo arrivo a Hong Kong, a soli cinque anni, Wong Kar-wai si ritrova ad affrontare un mondo sconosciuto. Avendo vissuto tutta la sua infanzia a Shanghai, la metropoli, con il suo curioso dialetto così differente da quello della città d’origine, lo disorienta. L’impossibilità di comunicare con chi gli sta intorno, al di fuori della sua famiglia, lo porta spesso a rifugiarsi nei cinema della città. Insieme alla madre, trascorre le giornate in un luogo dove non servono le parole per comprendersi, basta il linguaggio delle immagini per immergersi il quel mondo così distante ma anche incredibilmente tangibile. E Wong Kar-wai ne resta assuefatto.