L’intelligenza artificiale, si sa, è divenuta ormai uno strumento largamente utilizzato e accettato in qualsiasi ambito della nostra quotidianità. Da quello scolastico, all’elaborazione e revisione di documenti, fino al settore militare. Insomma, l’AI ad oggi è un mezzo invasivo che prende piede nel mondo ad una velocità strabiliante e accompagna l’uomo persino sul campo di battaglia. Eppure non possiamo negare che, in fondo, percepiamo la sua presenza più inquietante che entusiasmante.
“E tu, che lavoro vuoi fare da grande?” È la fatidica domanda, pronunciata con insolente curiosità dall’Ansia in persona che, una volta impadronitasi degli adulti, tra cui genitori, nonni e parenti, parla ai bambini proiettando su di loro le aspettative altrui. Ma cosa succede se le aspettative e le priorità dei giovani di oggi, della cosiddetta Gen Z, non rispecchiano più quelle di una volta?
Il mercato del lavoro è profondamente cambiato, ma questa evoluzione continua a generare incomprensioni tra le generazioni, alimentando l’idea che i ragazzi siano meno motivati. Ma è davvero così? La Generazione Z risponde: è tempo di cambiare rotta.
Nell’ultimo decennio, l’Intelligenza Artificiale ha trovato un impiego sempre maggiore nella vita quotidiana, supportando attività come la scrittura di testi e la creazione di immagini.
Come ogni strumento, il suo utilizzo ha portato alla luce sia vantaggi che criticità, specialmente nell’ambito delle professioni creative in cui si teme un impatto negativo. Parallelamente all’evoluzione degli strumenti di IA, cresce infatti l’apprensione degli esseri umani verso il loro impiego e la necessità di regolamentazioni volte a garantirne un uso etico e sostenibile.
L’utilizzo sempre più diffuso dell’intelligenza artificiale in ambito cinematografico desta molte perplessità. Da Amazon Prime, a YouTube e Meta, fino ad arrivare ad Hollywood, questa nuova tecnologia si fa sempre più spazio nei processi produttivi e distributivi dei media. Il doppiaggio è chiamato sempre più spesso a fronteggiare la sfida dell’IA: l’urgenza di una regolamentazione per la protezione della professione è l’argomento principale dell’appello dell’ANAD, Associazione Nazionale Doppiatori.
Torna in scena il tema dell’Essenziale sul palco del Wired Next Festival: due giornate di eventi a Milano che hanno avuto come focus la riflessione su cos’è oggi essenziale per comprendere come la tecnologia stia segnando un mondo che non è totalmente polarizzato ma fatto di molte sfumature. A parlarne il Professore Paolo Legrenzi.
Esploriamo il ruolo dell’intelligenza artificiale nel panorama musicale. È il futuro della creatività o una minaccia per gli artisti? Analizzeremo le origini e la storia dell’utilizzo dei computer nella creazione musicale, esaminando i valori etici, morali e le applicazioni emergenti di questa tecnologia come il voice cloning e il loro…
L’Intelligenza Artificiale non ha personalità giuridica. Questo potrebbe complicare le cose, non certo il velo d’ambiguità attorno al suo valore artistico.
Mercoledì 25 gennaio è stato inaugurato IULM AI Lab, il nuovo laboratorio di Intelligenza Artificiale nel cuore del nostro Ateneo. Per l’occasione, a dimostrare gli infiniti campi di applicazione dell’AI, l’arte e la creatività umana si sono unite alla scienza in una performance teatrale unica nel suo genere.
