Da diversi anni ormai la squadra norvegese del Bodø Glimt si è fatta conoscere in tutta Europa, collezionando vittorie prestigiose contro club di primissimo livello. Domani sera i norvegesi saranno a Milano per il ritorno del playoff di Champions League contro l’Inter, una sfida che vale l’accesso agli ottavi di finale. I neroazzurri saranno chiamati a ribaltare il 3-1 subito all’andata, ma contro questa squadra in continua crescita non sarà affatto una passeggiata. Ecco la storia e i segreti di questa favola calcistica norvegese.
Il passato del Bodø Glimt
Fino al 1971 alla squadra non era nemmeno consentito iscriversi per partecipare al massimo campionato nazionale. Il motivo era puramente geografico. Il club provenendo da una cittadina di appena 50.000 abitanti, situata sopra il Circolo Polare Artico, era considerato troppo distante dai centri calcistici del Paese. Le trasferte sarebbero state eccessivamente troppo lunghe e dispendiose. Inoltre il clima rigido, caratterizzato da venti gelidi, veniva ritenuto poco favorevole allo sviluppo del movimento calcistico. Il debutto nella massima serie arriverà soltanto nel 1976. Da quell’anno la storia del club è stata segnata da continui saliscendi tra prima e seconda divisione. Nel 2009 rischia addirittura il fallimento, ma l’intervento dei tifosi, che contribuiscono economicamente per salvarla, si rivela decisivo. Del resto, si tratta infatti di un’associazione sportiva profondamente radicata nel territorio: la squadra della comunità di Bodø.
L’ascesa del club
La svolta arriva nel 2020, quando il club conquista del primo campionato norvegese della sua storia, dopo oltre cento anni di attesa. Sotto la guida del direttore sportivo Bjorkan e dell’allenatore Knudsen, si apre una nuova realtà. Da allora il Bodø Glimt è diventato una vera e propria potenza in patria, vincendo quattro titoli nelle ultime sei stagioni.
I segreti dell’ascesa
Come raccontato da Ola Solbakken (ex attaccante della Roma tra le altre), gli allenamenti di Knutsen si distinguono per intensità, organizzazione e attenzione ai dettagli. Questi sono caratterizzati dal concetto di “sovra-allenamento“. L’obiettivo è quello di stressare i giocatori fino al limite, così che in partita siano facilitati. La rosa giovane e ambiziosa è composta prevalentemente da elementi provenienti dal vivaio o da squadre locali. Knutsen presenta in campo la squadra col classico 4-3-3 fondato su passaggi rasoterra, combinazioni veloci, ritmo, intensità e pressing alto. Secondo alcune fonti vicine al club, una parte del successo del Bodø Glimt sarebbe legata anche alla presenza di Mannsverk, un ex pilota di aerei che fa da mental coach ai giocatori. Attraverso incontri individuali programmati prima delle partite, aiuta ogni componente della rosa a migliorare concentrazione e consapevolezza.
La consapevolezza europea
Parallelamente, il club si è distinto anche per le sorprendenti campagne internazionali e noi italiani lo sappiamo bene. Nel settembre 2020, in una stagione segnata dalla pandemia, il Milan affrontò i norvegesi a San Siro nei preliminari di Europa League, riuscendo a imporsi con un sofferto 3-2. All’epoca il Bodo era considerato una squadretta nota soprattutto per la gigantesca trota esposta accanto agli spalti. Eppure proprio quella partita rappresentò un punto di svolta. Uscendo a testa alta da San Siro, il club acquisì consapevolezza nei propri mezzi e iniziò a costruire le basi della sua definitiva affermazione sulla scena internazionale.
Il bilancio contro le italiane
Il bilancio delle sfide contro le squadre italiane è tutt’altro che negativo. Nella stagione 2021-2022 molti ricorderanno, in particolare i tifosi romanisti, l’umiliante sconfitta per 6-1 subita in Norvegia dalla Roma di José Mourinho, nella fase a girone di Conference League. I giallorossi però seppero prendersi la rivincita, eliminando proprio i norvegesi alle fasi finali della competizione, poi conquistata dalla stessa Roma. La storia degli incroci tra il Bodø e le italiane non si ferma qui. Lo scorso anno la formazione guidata dal preparatissimo Knutsen elimina la Lazio di Baroni ai quarti di finale di Europa League, diventando la prima squadra norvegese a raggiungere la semifinale di una competizione europea. In questa stagione, invece, è arrivata una sconfitta casalinga contro la Juventus, al termine di una gara combattuta fino all’ultimo minuto.
Il cammino sorprendente in Champions
Quest’anno la squadra si è messa in luce anche in Champions League, conquistando un posto tra le prime 16 in classifica e guadagnandosi così la possibilità di giocarsi una storica qualificazione agli ottavi di finale contro i vicecampioni d’Europa. La formazione di Christian Chivu sarà chiamata a ribaltare il 3-1 dell’andata, per nulla scontato considerando il rendimento del Bodø lontano dalle mura amiche. Gli scandinavi sono riusciti infatti a mettere in difficoltà il Borussia Dortmund in uno degli stadi più caldi d’Europa, pareggiando per 2-2. Inoltre è riuscito a compiere l’impresa di vincere a Madrid contro l’Atletico (squadra che in casa non perdeva una partita ufficiale dal 4 aprile dell’anno precedente, quando fu sconfitta dal Barcellona in Coppa del Re).
Il fortino dell’Aspmyra Stadion
Ma la vera identità della squadra emerge soprattutto tra le mura amiche dell’ “Aspmyra Stadion”. Qui, nella città più a nord del calcio europeo, tutte le avversarie faticano a ottenere risultato. A rendere l’impresa ancora più complicata contribuiscono le temperature spesso sotto lo zero, il vento gelido e il campo sintetico. Quest’ultimo fattore favorisce il gioco rapido e intenso della formazione di casa. Oltre l’Inter battuta settimana scorsa, persino il Manchester City di Guardiola nello stesso stadio è uscito sconfitto solo 1 mese fa.

Inter – Bodo: la vigilia
I nerazzurri si preparano a scendere in campo a San Siro con la spinta dei 70.000 tifosi che credono nella rimonta. La formazione milanese dovrà fare a meno del capitano Lautaro Martinez infortunatosi proprio all’andata, e di Calhanoglu ancora alle prese con fastidi muscolari della gamba destra. Torna invece tra i convocati dopo tre mesi Denzel Dumfries. Chivu affiderà l’attacco dunque all’ormai certezza Pio Esposito affiancato da un Thuram che ha bisogno di sbloccarsi. A centrocampo Mkhitaryan avanti su Sucic e insieme a Zielinski tornerà Barella dal primo minuto, quest’ultimo rimasto fuori a Lecce per squalifica. Esterni Luis Enrique e l’imprescindibile Dimarco e la difesa composta dai tre titolarissimi Bisseck, Akanji, Bastoni. Dall’altra parte Knudsen dovrebbe confermare l’11 iniziale che ha fatto la differenza all’andata, con una maggiore attenzione in difesa, per cercare di ottenere una storica qualificazione alle fasi finali della massima competizione europea.
I salmonari che sorprendono il mondo
Ormai i maggiori giornalisti e opinionisti non sottovalutano più questa squadra, non viene più definita “una squadra di salmonari” come fece Paolo Di Canio in un intervento di qualche anno fa. L’evoluzione di questo non più sconosciuto club norvegese e i suoi successi degli ultimi anni sono la dimostrazione di come nel calcio le idee possano ancora prevalere sui soldi, un’organizzazione solida battere il blasone, l’ambizione superare il talento. Riuscirà domani sera la squadra di Knudsen a sorpendere ancora una volta il mondo?
