Ansia da “perfezione”: la dermorexia e la sua rapida diffusione

Quanti di noi potrebbero soffrire di dermorexia senza neanche rendersene conto? Questo fenomeno sempre più diffuso tra i giovanissimi (e non solo) indica l’attenzione ossessiva verso la cura e l’immagine della propria pelle, una tendenza particolarmente promossa e diffusa sui social. Infatti, se da un lato le nuove piattaforme digitali come TikTok o Instagram hanno consentito a chiunque volesse esprimere la propria opinione di avere uno spazio in cui farlo, allo stesso tempo hanno favorito la proliferazione di informazioni fasulle e scientificamente scorrette. I nuovi mezzi di comunicazione, quindi, sono diventati negli ultimi anni la culla dove termini come skincare sono stati coniati e plasmati da opinioni di dermatologi esperti ed influencer improvvisati. 

Mamma ho l’ansia!

Sebbene sia necessario consapevolizzare gli utenti che navigano sul web dell’importanza di prendersi cura della propria pelle, oggigiorno sono pubblicati su TikTok più di 38 milioni di contenuti con l’hashtag “skincare” e oltre 142 milioni su Instagram, numeri che hanno completamente storpiato una routine che dall’essere sana e bilanciata sta diventando sempre più ossessiva e fuori controllo. Questo cambiamento non è avvenuto solo nella vita delle giovani ragazze, che già all’età di 11 anni frequentano negozi i cui prodotti non coincidono con le loro esigenze, o donne adulte, che spesso per sfuggire alla paura di rughe e imperfezioni risalgono alla medicina estetica, ma anche nella vita di tutti quei ragazzi che sempre più frequentemente attingono, e quindi ne favoriscono la crescita, al mercato della cosmesi per acquistare prodotti come dopo barba, siero e contorno occhi. 

Ma l’eccessiva cura della pelle può davvero portare ai risultati desiderati o si rivela spesso controproducente?

I campioni di popolazione che si interfacciano con i contenuti presenti sui social con il passare del tempo hanno costruito delle vere e proprie community condividendo valori ed ideali promossi da figure poco esperte e consapevoli nel mondo della cura della pelle. Gli adolescenti, e non solo, divenuti sempre più passivi e incapaci di produrre un proprio pensiero critico, accolgono i messaggi e le promozioni dei nuovi influencer costruendo routine di bellezza gia 7 anni, implicando l’utilizzo di una media di 6 prodotti. 

Nonostante le ogni presenti sponsorizzazioni di prodotti skincare il dipartimento di dermatologia della Northwestern University Feinberg School of Medicine a seguito di un approfondito studio ha postato affermare come “l’uso contemporaneo di diversi principi attivi e l’uso ripetitivo di uno stesso principio sia causa di un elevatissimo rischio di sensibilità, dermatite o irritazione cutanea”. 

Potremmo quindi affermare che concretamente coloro che agiscono in nome dell’ossessione per la perfezione e la cura della pelle (dermorexia) tendono a percorre la strada opposta verso il deterioramento del proprio aspetto e lo sviluppo di malattie cutanee. Basterebbe, quindi, prendersi cura della propria pelle in modo moderato utilizzando detergenti naturali, creme idratanti e protezione solare, come ci consiglia la dottoressa Elisabetta Fulgione della Clinica Dermatologica dell’Università della Campania Luigi Vavitelli di Napoli, oppure, in caso di serie problematiche, rivolgersi a professionisti. 

L’esposizione nociva dei più piccoli a cosmetici e prodotti beauty

“Il bambino non è un piccolo adulto, pertanto le caratteristiche biologiche della pelle sono differenti” esordisce così Antonella Fabiano, la dermatologa dell’Ospedale dei Bambini Buzzi di Milano trattando proprio il tema della skincare nell’ottica del mondo infantile. Sebbene la sua affermazione potrebbe apparire scontata i fatti ci dimostrano l’opposto, uno studio del Times, infatti, osservò che negli Stati Uniti dal 2019 ogni due ore un bambino viene portato in ospedale a causa di infiammazioni e problematiche nate dall’eccessiva esposizione a prodotti di bellezza. La scienza a riguardo parla chiaro, lo strado di epidermide del volto completa la sua formazione entro i primi tre anni di vita di un individuo e prima di allora l’applicazione di prodotti inappropriati altera l’equilibrio ormonale della cute e la risposta di questa allo stesso prodotto applicato. 

I vantaggi per l’industria cosmetica 

Gli unici a beneficiare veramente di queste nuove tendenze ed essere protagonisti nel mondo della skincare sono le aziende che producono i cosmetici diffusi sul mercato. 

Se da un lato la cura della persona pone le sue radici in un passato molto lontano dove la bellezza e l’attenzione erano riservate alle donne più abbienti (ricordiamo ad esempio le mode dell’antico Egitto), oggi, attraverso le innovative modalità di comunicazione e promozione dei prodotti, le industrie possono sfruttare il lavoro degli influencer che riescono, chi meglio di altri, a costruire attorno ad un marchio un mondo valoriale ed etico che avvicina, crea comunità e raggiunge grandi masse di persone. 

Ed è quindi proprio grazie ai social che per le industrie cosmetiche è possibile comprendere le mode di maggiore tendenza attraverso i feedback diretti degli spettatori, coinvolgere l’audience nello sviluppo e nella personalizzazione del brand e, dunque, ottimizzare e aumentare le vendite adattandole efficacemente ai clienti. 

Immagine in evidenza: my-personaltrainer.it

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