Domenica 15 marzo si terrà la premiazione più attesa in assoluto della stagione cinematografica. Più la serata si avvicina, più si accendono dibattiti e polemiche. Tra nomination bizzarre e dichiarazioni che rischiano di rovinare il lavoro di una vita, non si può far altro che preparasi allo show.
La serata
Ancora una volta sarà lo storico Dolby Theatre di Hollywood, a Los Angeles, ad ospitare la Notte degli Oscar 2026. In Italia la premiazione verrà trasmessa su Rai 1 a partire dalle 23.30, appunto nella notte tra il 15 e il 16 marzo. La cerimonia vera e propria avrà inizio circa all’1.00, ma sarà possibile guardare anche la diretta dal red carpet, seguita da Laura Squillaci per Rainews 24.
A condurre la serata sarà ancora una volta Conan O’Brien, forte del successo avuto nelle scorse edizioni. È stata poi rilasciata la lista completa di attori chiamati a presentare i singoli premi. Gli ultimi annunciati sono Will Arnett, Priyanka Chopra Jonas, Robert Downey Jr., Anne Hathaway, Paul Mescal e Gwyneth Paltrow. Questi si aggiungo ad altri nome già rivelati in precedenza come Javier Bardem, Chris Evans, Chase Infiniti, Demi Moore, Kumail Nanjiani e Maya Rudolph.
Inoltre vedremo tornare Adrian Brody, Kieran Culkin, Mikey Madison e Zoe Saldaña che l’hanno scorso si sono portati a casa il premio alla miglior performance attoriale, da protagonisti e non. Rimane invece una sorpresa quali premi annuncerà ciascun attore.
Le nomination
Per quanto riguarda le nomination, quest’anno ci sono state parecchie sorprese e novità. Per cominciare è stata annunciata l’aggiunta di una nuova categoria: miglior casting. Rientra tra i premi considerati più tecnici e riconosce il talento di chi si occupa di trovare i volti perfetti per dare vita ai personaggi e alla visione del regista.
Ovviamente il premio più atteso della serata è quello al miglior film. Considerando i risultati ai Golden Globes e ai SAG Awards, i due favoriti assoluti sembrano essere Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson, che ha totalizzato tredici candidature totali e Sinners di Ryan Coogler che ha battuto ogni record arrivano a 16 nominations.
Altri titoli in corsa per la categoria più ambita sono Bugonia di Yorgos Lanthimos, F1 di Joseph Kosinski, Frankenstein di Guillermo del Toro e Train Dreams di Clint Bentley. Questo premio inoltre condivide molti titoli con quello alla miglior regia: oltre ai due favoriti, in entrambe le categorie troviamo anche Hamnet di Chloé Zhao e Marty Supreme di Josh Safdie.
Ci sono infine due film internazionali in lizza per il miglior film, cosa molto rara per gli Oscar. Il primo è L’agente segreto di Kleber Mendonça Filho, proveniente dal Brasile. Il secondo invece è Sentimental Value di Joachim Trier, norvegese, in lista anche per il premio alla regia. Entrambi ovviamente sono candidati anche come miglior film straniero.
Gli attori
Altri premi molto seguiti e rincorsi sono ovviamente quelli al miglior attore o attrice. Le favorite come migliori attrici sono Jessie Buckley per Hamnet, Renate Reinsve per Sentimental Value e ovviamente Emma Stone per Bugonia. Ci sono però altre due candidate, ovvero Kate Hudson per Song Song Blue e Rose Byrne per If I Bad Lens I’d Kick You.
La storia si fa decisamente più interessante per quanto riguarda la categoria di miglior attore protagonista. Il grande favorito fino alla settimana scorsa era senza dubbio Timothée Chalamet per Marty Supreme. Tuttavia è crollato nei pronostici dopo una brutto commento riferito al balletto e all’opera, che ha definito “cose che rimangono in vita anche se a nessuno importano più”.
Lo scivolone potrebbe essergli costato il premio della vita. Questa uscita infatti sembrerebbe avergli fatto perdere il favore dell’ Academy, aprendo la strada a Leonardo DiCaprio con Una battaglia dopo l’altra e a Michael B. Jordan che interpreta un doppio ruolo in Sinners.
I premi tecnici
Le quattro categorie appena citate, insieme a quella per miglior sceneggiatura, vengono considerate le vere star della serata. Tuttavia esistono moltissimi altri premi, purtroppo quasi sempre rilegati in secondo piano: i premi tecnici.
Un esempio è il premio ai miglior costumi. Oltre a candidature indiscusse come Frankenstein e
Hamnet, molti hanno storto il naso alla candidatura di Avatar: Fuoco e cenere. Per quanto nessuno neghi un profondo studio degli abiti tribali e indigeni, c’è chi sostiene che trattandosi di un film interamente in CGI non sia corretto premiare i costumi fisici che non sono mai davvero comparsi all’interno del film.
Altra categoria rilegata in sottofondo è quella al miglior trucco. Anche qua ritroviamo titoli incontrati più volte come Frankenstein e Sinners, ma compare anche The Smashing Machine per il grande lavoro di protesi facciali che hanno cambiato i connotati a Dwayne Johnson.
La grande assente
Proprio nei premi tecnici si fa notare la grande assenza di quest’anno che ha lasciato molti stupiti. Wicked: for good, uscito a Novembre, è la parte due del famosissimo musical del West End, che l’anno scorso aveva totalizzato ben 10 candidature, quasi tutte in premi minori (per un’analisi più dettagliata trovate l’articolo che ne parla qui)
Non solo, la prima parte si era anche portata a casa due statuette, una come migliore scenografia e l’altra per miglior costumi. La spiegazione può banalmente risiedere nel fatto che trattandosi di un sequel sia stato penalizzato a favore di film “nuovi”. Tuttavia membri anonimi dell’ Academy hanno lasciato trasparire in diverse dichiarazioni che il vero motivo è da ricercarsi nella campagna promozionale del film.
Ad essere demonizzato sembrerebbe infatti essere il comportamento delle due protagoniste, Ariana Grande e Cynthia Erivo. Il loro rapporto è stato definito in molti modi, in alcuni casi anche “protettivo” e “simbiotico”, ma gli stessi membri dell’ Academy hanno usato parole come come “inquietante”, “morboso” e “tendente al cosplay dei loro personaggi”.
Il pubblico quindi, alla luce di queste rivelazioni, si è chiesto se questo sia davvero un criterio giusto di valutazione. Alcuni infatti ritengono che il fastidio personale provocato dalle due protagoniste non sia una giusta scusa per sminuire il lavoro di centinaia di persone che hanno lavorato dietro le quinte alla realizzazione dell’iconico film.
immagine in evidenza: Foto di Mirko Fabian su Unsplash
