Dal dolore al fiore: la metamorfosi di Clizia

Vi siete mai sentiti morire d’amore? Avete mai provato quella disperazione tale da arrivare ad annullarvi completamente per una persona che non vi tratta come meritate? È ciò che accade nel mito greco dietro al Girasole!

Lei, seduta per terra, senza veli,

giorno e notte rimaneva a guardare il dio,

seguendo con gli occhi il suo percorso.

Il corpo, languido, si coprì d’erba,

e un pallido volto diventò un fiore:

pur così trasformata, ama ancora il Sole,

e sempre si volge verso di lui.

(Ovidio, Metamorfosi, IV, 256-270)

Sono Gabriella Silvestri e vi do il benvenuto su MITOmania, dove esploreremo i miti più particolari e sconosciuti delle culture antiche!

Dal dolore…

Tutto ha inizio con l’oceanina Clizia, una delle tremila figlie del titano Oceano. Se oggi sappiamo la sua storia, lo dobbiamo ad Ovidio, Igino ed Esiodo che la raccontano nelle loro raccolte.

Clizia è innamorata del dio del Sole, Elio. Passa le sue giornate ad osservarlo muoversi nel cielo ed il dio, lusingato da queste attenzioni, ricambia i suoi sentimenti per un periodo. Infatti, dopo non troppo tempo, Elio si innamora di Leucotoe (in alcune versioni, sorella di Clizia). Il dio finisce per assumere le sembianze della madre per sedurre la ragazza. Clizia, gelosa e presa dall’ira, racconta tutto ad Orcamo, padre della giovane che ordina di seppellire Leucotoe viva in una buca.

Clizia, pentita, si lascia morire a terra, rifiutando cibo ed acqua e continuando a guardare il sole. Il dio, impietosito, la trasforma in un girasole: il fiore che segue sempre il sole. Inoltre, il dio era disperato per la morte di Leucotoe, così cosparse il luogo dove era stata sepolta di nettare profumato e, da quella terra, sarebbe nata la pianta dell’incenso.

…al fiore

Clizia, oltre a poterla rivedere ogni giorno da un qualsiasi fioraio o in un qualsiasi campo di girasoli, è stata rappresentata nell’arte. Di solito la si trova in lacrime o durante la sua metamorfosi in fiore, in particolare nella pittura.

Il girasole appare anche in alcuni autoritratti dell’artista Van Dyck, come segno di devozione a Carlo I.

Il mito continua… solo su MITOmania!

Alla prossima settimana!

Gabriella Silvestri

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