Immagina il tuo Erasmus come una serie infinita di pomeriggi trascorsi a leggere in un café, dove le lezioni finiscono con un pique-nique sotto la Tour Eiffel e le serate si allungano tra le luci bohémien di Montmartre. Parigi offre questo e molto di più: una città dove l’arte, la storia e l’accademia si fondono in un’esperienza di vita unica. Ma come si fa a vivere in questa metropoli frenetica, studiare nelle sue prestigiose università e al contempo divertirsi, senza prosciugare il conto in banca? Nessuno può svelare i segreti della capitale francese meglio degli studenti Erasmus, che stanno imparando a chiamare casa un minuscolo appartamento al sesto piano senza ascensore.
C’è un momento, nel percorso di ogni studente Erasmus, in cui la scelta della meta smette di essere solo una bandierina sulla mappa e si trasforma in un futuro fatto di avventure e scoperte. Oggi puntiamo la bussola verso una capitale che non ha bisogno di presentazioni, ma che nasconde innumerevoli sfumature per chi decide di viverla davvero: Parigi.
La Città Lumière, con il suo mix di storia, arte e vita universitaria frenetica, è da sempre tra le destinazioni più sognate. Ma com’è davvero l’Erasmus tra le rive della Senna? Lo raccontano, attraverso questa intervista corale, gli studenti che stanno vivendo la loro esperienza proprio lì.
Pronti a fare le valigie? Scopriamo cosa ha da dirci chi ha già fatto di Parigi la propria casa temporanea.
Cosa ti ha spinto a scegliere proprio Parigi come destinazione Erasmus?
Lara, 20 anni, Italia (Milano), 4 mesi, Studentessa IULM di Lingue, Cultura e Comunicazione Digitale, Erasmus per lo studio
Sto vivendo la mia esperienza Erasmus a Parigi, la mia prima scelta fin da subito. Una città piena di cultura, possibilità e stimoli di ogni tipo: un sogno ad occhi aperti.
Matilde, 22 anni, Portogallo (Lisbona), 6 mesi, Studentessa di Comunicazione Applicata: Marketing, Pubblicità e Relazioni Pubbliche, Erasmus per lo studio
Parigi è sempre stata la mia prima scelta. Anche se riuscire a stabilire un piano di studi che potesse andare bene è stato un po’ difficile, il mio amore per la città è sempre stato troppo grande. Era un mio sogno riuscire a vivere in questa città, quindi sapevo di doverci provare fino alla fine.
Blanca, 22 anni, Spagna (Madrid), 4 mesi, Studentessa di Marketing e Digital Business, Erasmus per lo studio
Prima di questa esperienza ero già stata in Erasmus a San Diego e quella era stata la mia prima scelta. Quando ho deciso di partire per una seconda volta ero molto indecisa tra Parigi e Roma, ma alla fine ho scelto Parigi!
Qual era la tua conoscenza della lingua prima di partire?
Già prima di partire conoscevo abbastanza bene il francese, perciò questa non era la mia preoccupazione numero uno. Tuttavia, anche se si parte senza basi o scarse, cosa che può spaventare all’inizio, sono sicura che al ritorno il livello sarà senza dubbio salito e migliorato. Infatti, qui poche persone parlano bene inglese, perciò si è per certi versi “obbligati” a saper un minimo parlare francese, questo può risultare come un grande stimolo per impararlo sempre di più. (Lara)
Non parlavo francese… solo le nozioni di base come “bonjour” e “merci”. All’inizio ero preoccupata, ma ho capito subito che finché inizi ogni interazione con un educato “bonjour”, le persone non hanno problemi a passare all’inglese. Almeno nelle zone centrali, la maggior parte delle persone parla inglese ed è molto comprensiva. So che molte persone pensano che i francesi siano arroganti, ma la mia esperienza è stata l’opposto: sono stati incredibilmente gentili, pazienti e disposti ad aiutare. (Matilde)
Ho imparato il francese a scuola tanti anni fa, ma ormai mi ero dimenticata praticamente tutto. Anche se molte persone mi dicevano che i francesi sono maleducati e non parlano l’inglese, non ero preoccupata perché sapevo che ci sarebbero stati altri studenti internazionali. Cerco di fare del mio meglio per parlare la lingua, ma a volta è meglio parlare semplicemente in inglese. Ho iniziato ad esercitarmi grazie a delle applicazioni prima di partire per ripassare i concetti principali e cercare di ricordarmi ciò che già sapevo, in modo da poter avere delle semplici interazioni al bar, nei negozi, ecc. Il mio consiglio è quello di provare ad imparare qualcosina, perchè dimostra che ci tieni e ci stai provando, ma se non ci riesci, non hai nulla da temere. Se sarai gentile e spiegherai che non sei del posto le persone capiranno. Sii semplicemente dolce e rispettoso. (Blanca)
Quali sono gli aspetti migliori di Parigi?
Scegliere di partire per il proprio Erasmus in una città come Parigi significa da una parte vivere un’esperienza unica in una delle capitali più affascinanti e ricche di cultura d’Europa, dall’altra adattarsi al costo di vita alto e al suo ritmo frenetico. Uno dei suoi pregi è sicuramente l’essere ricca di cultura, ospitando musei e Università conosciute e rinomate in tutto il mondo. In più, avrai la possibilità di conoscere molti studenti internazionali, ma anche del posto. Inoltre, mezzi funzionano molto bene, infatti ci si può spostare in pochissimo tempo da una parte all’altra. (Lara)
La cosa migliore è l’infinità di cose da fare. Ogni giorno c’è qualcosa di nuovo da vedere o scoprire. L’arte, la bellezza delle strade, il cibo straordinario: tutto è fonte di ispirazione. (Matilde)
Le cose migliori potrebbero anche essere le cose peggiori: è soggettivo. Però, Parigi è una città bellissima con tantissime cose da fare, sicuramente non ti annoierai mai! È una città adatta a qualsiasi tipo di persona: chiunque può trovare il suo posto qua. C’è molta varietà culturale e molte persone che provengono da diverse nazioni. Si hanno molte opportunità di incontrare tante persone diverse e poterci fare amicizia. (Blanca)
Quali sono invece gli aspetti peggiori?
Purtroppo il costo della vita è medio-alto, la burocrazia per trovare un alloggio è lunga e il clima è un po’ imprevedibile a volte: aspetti un po’ “noiosi”, ma siamo comunque a Parigi! (Lara)
L’aspetto peggiore è probabilmente il caos costante. È una città molto affollata e, per chi non ama la folla, può risultare opprimente, soprattutto nei fine settimana, quando i musei sono pieni di turisti. (Matilde)
Trattandosi di una grande città non riuscirai mai a conoscere tutti, come invece avresti potuto fare in una piccola città. È una città molto costosa e viaggiare non è per niente economico. Il clima non è dei migliori, soprattutto rispetto al clima a cui sono abituata in Spagna. Ma in generale Parigi è incredibile! (Blanca)
Qual è un aspetto che hai scoperto della cultura francese?
Uno stereotipo divertente che avevo in testa prima di partire era quello che tutti i parigini girassero con una baguette sotto il braccio: ora posso dire che è effettivamente così! All’orario di uscita dal lavoro, le boulangeries si riempiono di persone. Tutti ordinano una baguette che si portano a casa, rigorosamente sotto braccio o nella borsa, e mangiano insieme alla cena, oppure se si ha già fame, si comincia a mangiarla anche per strada. (Lara)
Non direi di aver trovato nulla di particolarmente strano, perché ci sono persone provenienti da tutto il mondo, quindi trovi sempre qualcosa che ti sembra familiare. Ma la cosa divertente è quanti francesi vanno in giro con le baguette in mano, come se fosse un oggetto essenziale… quasi come portare le chiavi di casa (ndr: ride). (Matilde)
I bagni sono strani perché in qualsiasi casa in Francia avrai in una stanza la doccia e nell’altra la toilette: qualcosa di molto diverso da qualsiasi altro paese del mondo, ma in realtà abbastanza utile. Poi, i parigini sembrano sempre avere fretta: camminano velocemente, anche se non stanno andando da nessuna parte. Inoltre, non ho mai visto così tante persone trascorrere del tempo da sole come a Parigi. In più, i francesi possono essere i più gentili, ma anche i più cattivi: sono molto seri e poco sorridenti, qualcosa di molto diverso dalla cultura spagnola. Le sedie dei tavolini dei bar sono sempre entrambe rivolte verso la strada invece che verso la persona con cui sei. Immagino che questo accada anche perché molte persone sono sole ed altrimenti sarebbe un po’ strano, ma probabilmente anche perché è molto divertente osservare la gente, ma è sicuramente anche strano! (Blanca)
Come hai trovato il tuo alloggio? Che consigli daresti a chi cerca un alloggio a Parigi?
L’alloggio è l’argomento più scomodo e complicato purtroppo. Le procedure sono lunghe e pesanti, ma appena trovato è tutto in discesa. Io ho trovato il mio alloggio tramite un’app: ne esistono molte sulle quali ci si può iscrivere e guardare le offerte di residence studenteschi, appartamenti in condivisione o monolocali. Conviene fare richiesta a più di uno, perché i posti sono pochi e i tempi di attesa di risposta sono lunghi. Perciò è importante anche iniziare a cercare molto prima, per essere sicuri di assicurarsi un posto. Per questi motivi ero molto preoccupata, soprattutto perché a luglio non ero ancora sicura di aver trovato un posto, nonostante avessi mandato la richiesta a molte residenze. Alla fine sono stata accettata ed ho ottenuto la mia camera in un residence al confine di Parigi sud. Possiamo dire che è una sfida complicata, ma non impossibile, ci vuole pazienza e fortuna. (Lara)
Ho preso in considerazione diverse residenze studentesche, ma la maggior parte erano solo stanze singole con cucine e bagni in comune, estremamente costose, richiedevano depositi, garanzie e non sempre includevano acqua, internet, ecc. Alla fine ho scelto un affitto a lungo termine attraverso una piattaforma. Ho pensato che fosse molto più sicuro perché il pagamento andava direttamente al proprietario e solo dopo aver verificato che il posto corrispondeva all’annuncio. Se qualcosa non fosse andato, la piattaforma mi avrebbe rimborsato e avrebbe trovato un altro posto. Per me è stata la scelta migliore: ho trovato uno studio con tutto incluso e senza bisogno di depositi o garanzia. Il mio consiglio è di guardare presto e di fare attenzione alle foto, perché a Parigi, molti posti sembrano molto più grandi in foto. (Matilde)
Ho guardato molti video sui social media in cui le persone consigliavano le loro residenze e raccontavano la loro esperienza. Conoscevo anche persone che abitavano in altre residenze, quindi ho semplicemente confrontato posizione, prezzi e alloggio. So che cercare appartamenti a Parigi è molto difficile, ma per me – che vivo in un monolocale in una residenza – è stato piuttosto semplice. Consiglierei di fare lo stesso che ho fatto io: chiedere alle persone che conosci, cercare sui social, dove molte persone parlano delle loro esperienze, e confrontare tutte le opzioni. (Blanca)
Quali sono le differenze tra la tua Università e quella di Parigi?
Qui la maggior parte degli esami sono parziali durante il semestre: nota positiva così durante la sessione si ha meno materiale da preparare. Poi, la maggior parte dei test sono scritti, si sostengono pochissime prove orali, anche se personalmente le preferisco. Infine, qui gli esami della sessione hanno un appello, deciso dal prof., se non si può darlo quel giorno, bisogna aspettare la prossima sessione. (Lara)
Qui i professori sono molto più rilassati. Sanno che siamo in Erasmus e che vogliamo goderci l’esperienza. La maggior parte delle mie valutazioni sono progetti di gruppo svolti durante le lezioni e ho solo tre esami scritti a Gennaio. Inoltre, i voti tendono ad essere più alti senza richiedere lo stesso livello di impegno di Lisbona. La mia università è molto più teorica, con molti test scritti e uno studio intenso fuori dalle lezioni. Qui le lezioni sono più pratiche, dinamiche e leggere. Nel complesso è un’esperienza molto più rilassata. (Matilde)
La quantità di persone con cui faccio lezione è abbastanza simile perché si tratta di piccoli gruppi. La differenza più grande direi è il rapporto con l’insegnante. Qui abbiamo una lezione dalla durata di 3 ore una volta alla settimana, il che rende più difficile conoscere l’insegnante rispetto alla mia università, dove incontriamo l’insegnante più o meno ogni giorno. Sento che qui ho più compiti, ma che sono più facili rispetto alla mia università. (Blanca)
Cosa diresti a chi sta pensando di trascorrere l’Erasmus a Parigi?
Gli direi sicuramente di stare tranquilli e che tutte le ansie e preoccupazioni che si provano prima di partire spariranno non appena arrivati. Un consiglio più pratico può essere quello di portarsi abbigliamenti di vario tipo, perché anche a settembre possono capitare giornate dove ci sono 10 gradi! In più, sicuramente un ombrello piccolo da portare sempre in borsa, non si sa mai. (Lara)
Direi loro di godersi ogni angolo di questa città. Parigi è bellissima, piena di vita e non ci si annoia mai. È il posto perfetto per incontrare persone provenienti da tutto il mondo e sperimentare cose nuove. Anche quando senti nostalgia di casa, c’è sempre qualcosa qui che ti porta conforto. È una città che non dorme mai, piena di movimento, luce, arte e cibo straordinario. Puoi provare qualcosa di nuovo ogni singolo giorno. (Matilde)
Fai tutto! Visita tutto ciò che puoi! Non stressarti troppo, ci saranno sicuramente cose che non potrai visitare, ma fai una lista e stabilisci le tue priorità. Viaggia per la Francia, è una nazione davvero bella e molto sottovalutata. Incontra persone francesi e internazionali, fai amicizia e stabilisci un programma fitto di impegni. Il meglio dell’Erasmus sono le persone con cui lo condividi e ci sono persone che hanno così tanto da insegnarti. Non aver paura di essere te stesso, Parigi è un posto dove tutti si distinguono e hanno un ruolo. Cerca di romanticizzare ogni piccola cosa. (Blanca)
Che cosa rimpiangi di non aver messo in valigia?
Avrei dovuto portare più capi pesanti, perché quando c’è il vento fa veramente molto freddo. (Lara)
Avrei voluto portare più vestiti invernali. Sapevo che avrebbe fatto freddo, ma non mi aspettavo che facesse così freddo: un giorno ha persino nevicato! Tuttavia, tutto ciò di cui potresti aver bisogno può essere acquistato qui facilmente, perché ci sono molte opzioni per ogni budget. (Matilde)
Un cappotto caldo perché fa molto freddo, ma in realtà lo si può anche comprare qui. Quegli ingredienti per cucinare che ami, ma che qui non riesci a trovare. Stivali, impermeabili se possibile, indispensabili quando piove. Abiti eleganti o tacchi, da indossare quando si esce in qualche posto che li richiede. (Blanca)
Se potessi tornare indietro e dire qualcosa a te stesso prima della partenza, che cosa diresti?
Mi direi di stare più tranquilla, perché tutta quell’ansia nasceva solo dall’incertezza di non sapere cosa mi aspettava. Appena avrei capito cosa mi sarei persa se non fossi partita, me ne sarei pentita. Incontrerai persone meravigliose che ti faranno vivere un’esperienza indimenticabile, e porterai tutto questo per sempre nel cuore. (Lara)
Mi direi di non essere così nervosa. Non c’era motivo di farsi prendere dal panico all’idea di vivere da soli per la prima volta in un nuovo Paese, senza parlare francese e senza parlare fluentemente inglese. Queste paure sono normali, ma inutili. Si è rivelata una delle migliori decisioni che io abbia mai preso. Questa esperienza mi ha permesso di scoprire una nuova versione di me stessa e di crescere a livello personale e sociale. Mi direi anche di non preoccuparmi se non apprezzo la vita notturna o gli alcolici: questo non definisce la tua esperienza Erasmus. Ho continuato a fare amicizia e ho scoperto tante cose che mi piacciono davvero, senza dovermi sforzare a fare nulla. Godetevelo, saranno i mesi più belli della vostra vita!! (Matilde)
Non cercare di trovare il gruppo perfetto di amici nel momento in cui arrivi nella tua città. Datti la possibilità di incontrare altre persone, perché più persone incontri, più è probabile che troverai quelle più adatte a te. Cerca di fare progetti, viaggiare, uscire, ma non dimenticare di goderti la città. A volte iniziamo a vivere in automatico e dimentichiamo di goderci le piccole cose. Non c’è niente di sbagliato nel sentirsi tristi o nostalgici: sei solo, lontano da casa, in una città nuova, è normale! Non sarai sempre al massimo della tua forma. (Blanca)
Immagine in evidenza: Lara Gaviglio
