In seguito agli assalti avvenuti questa domenica nei pressi del Duomo, le violenze non danno parvenza di cessare. Cosa sta succedendo?
Un periodo di agitazioni
Come ben sappiamo, in questi giorni si sono tenute diverse proteste in tutta Italia in riferimento a diversi temi. Tra le principali cause delle contestazioni possiamo evidenziare il carovita, l’aumento progressivo dei costi dell’energia, la staticità dei salari, l’inflazione alle stelle, oltre alla recente rimozione dell’educazione affettiva obbligatoria e al tetto agli studenti stranieri nelle classi, da poco introdotto.
Tuttavia, tra le proteste dei cittadini, non sono mancate quelle non pacifiche. Nella confusione emersa in questi giorni, infatti, abbiamo assistito anche ad episodi di violenza. Nella fattispecie, a Milano questa domenica sono state assaltate le vetrine di alcuni negozi nei pressi del Duomo, da cui risultano 14 persone ferite, tutti poliziotti. Ad essere responsabili di tali assalti sarebbero stati dei gruppi estesi di maranza, armati di petardi, pietre o bottiglie. Secondo quanto riportato da MilanoToday, dei 271 individui fermati dalle autorità, 220 risultano essere i minorenni.
Tra questi, alcuni hanno affermato di vedere nel tumulto un modo per farsi sentire dai piani alti, abbracciando, a loro modo, la causa condivisa di studenti e lavoratori. Fatto sta che, basandoci su quanto esposto dai giornali di ieri, appare plausibile il rischio di ripercussioni in altre aree e circola il timore di essere vittima di ulteriori violenze.
Cosa è circolato?
Nella giornata di ieri, hanno cominciato a girare avvisi via social, in diverse forme, per allertare gli utenti. Tra questi, a fare più scalpore sono avvisi legati a dei gruppi neofascisti, i quali si sarebbero organizzati col fine di andare in giro per “picchiare stranieri a vista”.
Tra i luoghi presi di mira, oltre ai musei e alle banche, a destare sollecitudine sono anche le minacce alle università. Nello specifico, si parla di possibili assalti agli istituti privati, tra i quali non mancherebbe la IULM. In simile misura, suscitano apprensione i messaggi in circolo nelle chat studentesche.
In alcune conversazioni sono state riportate minacce di incendi agli edifici e di pestaggio agli stranieri, nonché di stupri alle ragazze, in seguito alle quali i collettivi dei diversi istituti si sono mobilitati per capire più a fondo la natura di questi messaggi. Nella notte di ieri, è venuto fuori che si trattasse principalmente di allarmismi.
Cosa sta succedendo?
Questa mattina, a dispetto di quanto preannunciato, sembra che la situazione sia, grossomodo, tranquilla. Ciò constatato, qual è la ragione di tutto questo allarmismo? Basandoci su quanto è emerso nelle ultime ore, le presunte minacce alle istituzioni si sarebbero rivelate uno strumento mediatico per incutere timore agli studenti, tra i quali i manifestanti del 17 ottobre. Si pensa che a diffondere questi messaggi siano stati dei propagandisti di destra, sebbene chi sia effettivamente il responsabile non lo si possa sapere con certezza.
Ad ogni modo, sia per le manifestazioni, sia per gli scioperi, sia per le proteste o per le minacce, va oltre ogni dubbio che le tensioni nel nostro Paese continuino a crescere, specialmente adesso, con le elezioni politiche ormai alle porte.
Cosa ci resta?
Sicuramente, ciò che non manca è lo shock per molti di noi. Nondimeno, la smentita degli assalti postulati per stamattina non è sufficiente per poter smettere di preoccuparsi. Sappiamo che negli ultimi anni gli episodi di violenza non si sono fatti mancare, per questo è bene informarsi in qualsiasi circostanza, in quanto tali eventi possono scaturire quando meno ce lo si aspetta.
D’altro canto, il terreno mediatico è fertile di informazioni come di allarmismi, dunque è consigliato di verificare le proprie fonti, prima di diffondere messaggi non veritieri. Il fatto di incespicare in una fake news, non a caso, è qualcosa di ancora molto frequente.
In definitiva, la situazione mediatica sembra essersi ristabilizzata, ma non è illogico aspettarsi nuovi sviluppi nei prossimi mesi.
immagine di copertina: messaggio di allerta via Instagram
