Oggi, 16 ottobre, si celebra la Giornata Mondiale dell’Alimentazione. È un momento fondamentale per fare il punto sulla sicurezza alimentare nel mondo e nel nostro Paese.
Come nasce la FAO?
La FAO nasce il 16 ottobre 1945 in Canada come organizzazione per fare fronte alla crisi mondiale di fame e alla grave malnutrizione lasciate in eredità dalla Seconda guerra mondiale. Tuttavia, l’istituzione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione avviene nel 1979 e due anni dopo, nel 1981, si terrà la sua prima celebrazione. Da allora, ogni anno la giornata affronta uno specifico tema, adeguato anche all’epoca in cui si vive.
La giornata viene creata principalmente con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi di malnutrizione e povertà, ma anche per riflettere sulla necessità di garantire a tutti, senza discriminazioni, l’accesso a un’alimentazione adeguata.
Perché oggi è ancora importante?
Nonostante i molti progressi compiuti, ad oggi a milioni di persone continua a essere negata l’opportunità di avere cibo sufficiente sulle proprie tavole. Tuttavia, la malnutrizione (Che troppo spesso viene classificata solo come il “mangiare troppo poco”) presenta diversi aspetti, come le carenze micronutrizionali e l’obesità.
Ai giorni nostri, l’impatto di conflitti, cambiamenti climatici e crisi economiche all’ordine del giorno si riflette automaticamente sull’alimentazione globale, rendendo enormemente più difficile procurarsi non solo gli alimenti, ma soprattutto alimenti adeguati.
La situazione in Italia
Il nostro Paese, invidiato da tutto il mondo per la sua cultura gastronomica, si ritrova comunque ad affrontare un’insicurezza alimentare. Secondo i dati ISTAT del 2024, il 5,5% degli italiani presenta un segnale di insicurezza alimentare secondo la scala FIES (Food Insecurity Experience Scale). Questa misura comprende diversi livelli di difficoltà (tra cui quella economica) e non coincide esclusivamente con la fame vera e propria.
Sempre secondo i dati ISTAT, nello scorso anno il 29,4% delle famiglie ha dichiarato di aver limitato notevolmente la spesa, riducendo non solo la quantità ma anche la qualità del proprio carrello.
La capacità di acquistare cibo non si traduce di conseguenza in una dieta equilibrata e sana: la difficoltà economica può limitare notevolmente la possibilità di comprare regolarmente alimenti diversificati e nutrienti. Limitare la spesa non significa necessariamente smettere di acquistare cibo, ma rinunciare ai prodotti freschi e ridurre la varietà della propria dieta. Nelle statistiche pubblicate dall’ISTAT oggi, nel nostro Paese ci sono oltre 1,9 milioni di persone in difficoltà nell’acquistare il cibo necessario, con una prevalenza del 4% nel Meridione.
Il diritto di mangiare bene
Questa giornata non dovrebbe limitarsi a ricordarci la fame nel mondo, ma dovrebbe invitare tutti noi a riflettere sulle disuguaglianze che coinvolgono milioni di persone per questioni economiche. Nello specifico, per il nostro Paese rappresenta un invito a non chiudere gli occhi davanti a un fenomeno che spesso pensiamo lontano, ma che invece si trova proprio alle nostre porte e richiede un intervento concreto.
Immagine in evidenza: foto di Karen Preston su Unsplash

1 Commento
Monica
Mi è piaciuto molto!!!!