Moda e motori convivono in un paddock che negli ultimi anni ha preso la forma di una passerella. Dalla collezione Ferrari SS22, alle collaborazioni tra scuderie e brand, come quella tra Balenciaga e Alpinestars.
ll fenomeno del “motorcore” e le strategie sui social
Ormai non si può più definire il mondo della Formula 1 come un ecosistema chiuso, legato esclusivamente all’ingegneria, alla tecnica e alla velocità. Il paddock, grazie a protagonisti come Hamilton, si è trasformato in una passerella di moda a cielo aperto. Trend come il “motorcore” sono stati spesso notati nelle settimane di moda internazionali: designer si ispirano agli elementi più tipici delle corse, come la bandiera a scacchi e giacche da corsa in pelle patchwork. Emblematica la collezione Chanel Cruise 22/23 presentata a Monte Carlo, tra jumpsuit e caschi con l’iconico No.5.
Alla base di questa rivoluzione stilistica e commerciale c’è alla base un cambiamento della strategia di comunicazione della Formula 1. La famosa docu-serie F1 Drive to Survive, ma soprattutto le piattaforme social come TikTok e Instagram, hanno avvicinato un nuovo tipo di pubblico al mondo del motorsport. Nei weekend di gara, le analisi delle performance e delle qualifiche, sono spesso affiancate all’attenzione posta agli outfit sfoggiati all’entrata nel circuito. Alexandra Leclerc è una figura esemplare di questo fenomeno, che con la sua eleganza ha attirato l’attenzione di diversi brand, tra cui il colosso beauty Rhode. Mentre diversi sono diventati ambassador global di grand marchi, anche lontani dalla sfera del motorsport, come Leclerc per L’oréal Paris.
Scuderie e Fashion Brand: L’Evoluzione del Merchandising
I numeri del settore parlano chiaro: la Formula 1 è attualmente il secondo sport in più rapida crescita per contributo all’Earned Media Value (EMV) dei marchi moda, con un incremento del 35% annuo. Il ritorno sull’investimento per chi entra nel circus è altissimo.
Le storiche partnership per la fornitura di abbigliamento tecnico si sono evolute. Assistiamo oggi alla creazione di collezioni streetwear direzionali, collaborazioni “Hype” e capsule collection esclusive che vanno a ruba in poche ore. Un esempio lampante è la sinergia tra Mercedes e Tommy Hilfiger (che ha prodotto capsule unisex con brand streetwear come Awake NY), o la strategia di McLaren che, collaborando con Reiss, ha ridotto i classici “kit replica” per dare spazio a giacche varsity in pelle e completi in seta.
La vera svolta però è avvenuta quando dei top team sono riusciti a ritagliarsi il loro spazio fisico nelle settimane di moda. L’esempio più emblematico è la Ferrari che con la collezione SS22, presentata tra le le linee di montaggio a Maranello e il suo successivo ingresso alla Milan Fashion Week, detta un cambiamento radicale per il brand. Si distacca così dal vecchio concetto di gadget sportivo, elevandosi ad abbigliamento ed accessori di alta moda.
Il target fu quindi definitivamente riscritto. Non si punta più solamente all’appassionato del motorsport, ma anche al consumatore del lusso contemporaneo. Si tratta quindi di un nuovo pubblico, esigente, fluido e giovane, in cui è presente anche una buona percentuale femminile, pronto ad investire su un lifestyle fatto di un connubio tra glamour e adrenalina.
immagine di copertina: Gemini generated
