Wicked – Parte 2 ci ha cambiato per il meglio

Dopo un anno di attesa dall’uscita del primo film, la seconda parte di Wicked è ufficialmente uscita nelle sale italiane. La storia cinematografica di Glinda ed Elphaba volge al termine.

For Good

Wicked: For Good chiude il cerchio magico che ha avvolto le due protagoniste indiscusse del mondo di Oz: Elphaba e Glinda. Se il primo film era prettamente conoscitivo, il gran finale è una rappresentazione più matura e profonda di due protagoniste alle prese con i problemi che affliggono la loro società.

Il primo capitolo ci aveva lasciato in sospeso la fuga di Elphaba ed è da lì che si riprende tutto. Elphaba è agli occhi di tutti il nemico, la strega cattiva che minaccia il reame di Oz. Glinda è invece una pedina nelle mani di Madame Morrible, il vero villain della storia, che fin dall’inizio aveva compreso quando potente fosse la magia di Elphaba. Glinda La Buona (Glinda The Good) deve incarnare l’immagine dell’eroina armoniosa e buona capace di infondere speranza nel popolo bisognoso di essere rassicurato. “You have to lift their spirits” è ciò che le ripete incessantemente Madame Morrible. Nel frattempo Fiyero è il capo della guardia reale, mentre Nessarose diventa un’autorità importante all’interno del regime di Oz, potere che a sua volta userà per tenere Boq sempre più vicino a sé in maniera ossessiva.

In questa seconda parte diventano chiari i profondi legami tra il musical e il film originale del Mago di Oz. La storia infatti ci porta a scoprire le origini e le motivazioni che muovono il Leone codardo, l’Uomo di latta e lo Spaventapasseri. Scopriamo anche che la giovane Dorothy è vittima di ben altro che un semplice tornado nel Kansas, e sulla sua pelle si giocano gli intrighi politici del mondo fantastico. La bambina è anche presente all’interno della pellicola, ma con un piccolo escamotage. Infatti, a causa del profondo affetto del mondo del teatro verso l’interprete originale che ha reso il personaggio iconico, Judy Garland, la produzione ha deciso di non rendere mai visibile il volto della nuova attrice.

Nessuno vuole essere Glinda

Se nel primo capitolo abbiamo meglio compreso il punto di vista di Elphaba, in questo secondo atto è il turno di Glinda. Questa divisione non è nuova, anzi è rimasta in linea con la struttura del musical teatrale. L’introspezione di Glinda, sorretta dalla recitazione di Ariana Grande, è sicuramente uno dei punti forte di questo sequel. Come era possibile aspettarsi, Galinda è in verità molto di più della classica ragazza popolare e superficiale. Il suo è un percorso di disvelamento di tutte le insicurezze di cui si è fatta carico pur di sentirsi accettata. “Se loro ti amano, va bene così” le riferisce la madre in un flashback che ci mostra Glinda di forse 8 anni.

Di lì a poco Glinda perderà tutto ciò che più di caro ha, a partire da Fiyero che la lascerà all’altare per unirsi ad Elphaba e alla sua causa. La strega buona dovrà imparare ad accettare il suo lato malvagio per poter scoprire la sua parte realmente buona. Tutti vorremmo essere Elphaba, ma forse non abbiamo compreso Glinda fino in fondo per capire quanto anche la sua storia possa toccarci da vicino.

Glinda nel trailer di Wicked – Parte 2

Un’unica serata speciale

Per chi non è un grande fan del musical originale, le canzoni di questo secondo film potrebbero sembrare sottotono rispetto a quelle precedenti. Indubbiamente, questa seconda parte ha un tono e un linguaggio meno pop rispetto alla prima, composta da canzoni come Popular, Dancing Through Life e Defying Gravity. Tuttavia canzoni come No Good Deed e, soprattutto, For Good, trasmettono quella forza e maturità necessaria alla conclusione di questa storia.

Rispetto all’originale di Idina Menzel e Kristin Chenoweth, le versioni di Ariana Grande e Cynthia Erivo non deludono affatto le aspettative. Tra le altre cose poco prima dell’uscita italiana è stato anche pubblicato “Wicked: One Wonderful Night“, uno speciale televisivo NBC pubblicato in vista del grande finale cinematografico. In questa occasione Idina Menzel e Kristin Chenoweth si sono unite per una toccante performance a quattro voci di For Good, recuperabile su Spotify insieme a tutto l’album live.

Altro momento estremamente significativo nel corso della serata è stato il tributo delle due protagoniste alla responsabile dell’originale successo della storia. Cynthia e Ariana si sono infatti esibite nel leggendario duetto/medley di Barbara Streisand e Judy Garland in Get Happy/Happy Days Are Here Again. Un passaggio di testimone tra le generazioni di donne che hanno scritto e stanno scrivendo la storia di una forma d’arte spesso sottovalutata, il musical.

Note negative

Non tutti però hanno apprezzato questa seconda parte. Le critiche maggiori hanno coinvolto la durata del film, così come era accaduto anche l’anno scorso. La prima parte, uscita il 22 novembre 2024, ha una durata di 160 minuti, che corrisponde più o meno alla durata complessiva dell’intero musical. Eppure la cesura tra le due parti cinematografiche corrisponde alla divisione tra primo e secondo atto. Tuttavia la durata del primo atto è giustificata dalla necessità di introdurre nel migliore dei modi il mondo e i personaggi. La seconda parte invece dura 138 minuti, e lo spettatore è già pienamente immerso nella storia, non trattandosi questo di un sequel ma di una continuazione diretta. Il minutaggio aggiuntivo rispetto alla durata originale è stato interpretato come un tentativo di “allungare il brodo”, un’aggiunta di elementi superflui per evitare di creare un dislivello troppo pronunciato tra le due parti.

A favore di questa teoria gioca l’aggiunta di due canzoni non presenti nella colonna sonora originale. I brani sono No Place Like Home e The Girl in the Bubble, assoli cantati rispettivamente da Elphaba e Glinda. Sono entrambe canzoni molto introspettive, che scavano in profondità nella psicologia e nelle motivazioni delle protagoniste, ma che rischiano di rendere il messaggio ridondante e troppo didascalico.

Altre critiche sono state riservate ad aspetti più tecnici del film, che però rovinano il godimento generale da parte anche di un pubblico non esperto. L’elemento più discusso è stato il lavoro de-aging effettuato sull’attore del Mago, Jeff Goldblum, che restituisce un effetto uncanny e appare anche abbastanza superfluo.

Anche il finale lascia un po’ a desiderare nella messa in scena: la dipartita di Elphaba viene mascherata con una botola sotto il pavimento. Chiaramente è uno stratagemma pensato appositamente per le regole del teatro, in quel contesto giustificato dalla sospensione dell’incredulità. Tuttavia il cinema segue regole ben diverse. Non è ben chiaro il motivo di questa scelta, una delle possibili spiegazioni potrebbe riguardare le volontà di Stephen Schwartz, creatore e compositore di Wicked, il quale per 21 anni ha respinto qualsiasi proposta di adattamento cinematografico che potessero stravolgere la trama. In questo caso sicuramente una strada alternativa avrebbe giovato al film, soprattutto per chi il musical non l’ha mai visto.

Siamo cambiate, per il meglio

Nonostante tutto la magia di Wicked ci ha accompagnato per più di un anno e mezzo, grazie a una campagna promozionale costruita ad hoc come ogni blockbuster. La forza di questa storia risiede anche nel celare un messaggio potente all’intero di un universo fantastico, pieno di colori e musiche ipnotiche. Quasi senza neanche accorgercene siamo portati a chiederci quale sia l’origine del male, se le persone nascano malvagie o siano i pregiudizi degli altri a renderle tali.

Veniamo invitati a guardare oltre, a indagare più a fondo su chi ci viene presentato come nemico, ma anche su chi si presenta come eroe e salvatore. Sono temi importanti, filosofici e eternamente attuali che Wicked ci chiama ad affrontare nel modo più semplice ma anche più efficace possibile.

Che siate fan del musical originale o lo siate diventati di recente, poco importa: alla fine è il viaggio che conta davvero. Forse insieme a Glinda ed Elphaba, anche noi siamo cambiate, per il meglio.

Because I knew you
I have been changed for good

For Good – Cynthia Erivo, Ariana Grande

Immagine in evidenza: TV Insider

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