Il sonno è una perdita di tempo? Il sonno occupa un terzo della nostra vita e spesso nella nostra società iperproduttiva viene posto in secondo piano. Dormire non è solo un’attività piacevole, è un processo di manutenzione della nostra mente e del corpo. Oggi in IULM, il Dottore Davide Ferraris e l’ingegnere Edoardo Polo hanno spiegato i benefici del sonno e della regolazione delle emozioni sulla nostra salute.
Sonno, Emozioni e sitema nervoso- un dialogo tra bioingegneria e psicologia.
Il sistema nervoso autonomo è diviso in due rami: simpatico e parasimpatico, i quali si comportano in maniera complementare e a volte antagonista. Il sistema nervoso parasimpatico è responsabile della digestione, della riparazione degli organi , e agisce con una latenza di millisecondi. Contrariamente, il sistema nervoso simpatico è un sistema di allerta– fight or flight– per rispondere velocemente agli stimoli. Durante le fasi NREM e REM del sonno, questi due sistemi si bilanciano.
Durante il sonno avvengono sei processi fondamentali: si consolida la memoria; si rafforza il sistema immunitario; si rimuovono proteine tossiche; il cuore si riposa e si ripara; si effettua una regolazione emotiva, attraverso la metabolizzazione di esperienze emotive; le sinapsi si rafforzano.
Il sonno è il filo d’oro che lega salute e corpo
Thomas Dekker
Il sonno come farmaco
Nel campo dell’ingegneria biomedica, come nella psicologia, un sonno sregolato, è un sintomo fondamentale durante un’ anamnesi. Il quale influenza la nostra salute generale, e in aggiunta, è un metodo per la prevenzione del cancro. Inoltre il sonno è un portale di accesso a contenuti rimossi dalla cosceinza, sebbene ancora presenti nel nostro inconscio. La disciplina della psicanalisi, ideata da Freud e presentata nel 1900, come inaugurazione del nuovo millennio, riconosce come i sogni siano una proiezione visiva dei nostri traumi rielaborati. Perciò il sonno diventa anche rielaborazione del pensiero.
Il dottor Ferraris lavora anche con pazienti oncologici, come coordinatore del reparto di psiconcologia LILT Milano Monza Brianza. Attraverso la regolazione dei pensieri, si cerca di accogliere la malattia: l’obiettivo è allontare i pensieri negativi per creare stabilità emotiva nel paziente.
Come i pensieri influiscono sul sonno
Spesso può succedere di aver difficoltà ad addormentarsi, questo provoca in noi frustrazione e rabbia, ci ritroviamo in un loop di pensieri. Il problema non sono i pensieri negativi, ma il pensiero di non riuscire a smettere di pensare. Questa ruminazione conduce ad una sregolazione emotiva, la quale attiva il sistema dell’allerta. Secondo lo psicologo Paul Gilbert, fondatore della Compassion Focused Therapy, in noi coesistono tre sistemi: minaccia, drive e soothing. Il primo si attiva in maniera cronica attraverso la ruminazione dei pensieri, lasciandoci in uno stato di ansia. Il secondo, risponde prontamente agli stimoli e ne ricerca continuamente di nuovi. Il terzo è un sistema lenitivo, di calma interiore: bisogna allenarlo, attraverso esercizi di respirazione e mindfulness, in maniera tale da bilanciare i due sistemi e risultarne il preponderante.

Allenamento a casa
Per ottenere un sonno ideale, dovremmo applicare questi semplici quanto fondamentali accortezze: rispetta il tuo orologio biologico: cerca di mantenere orari costanti, per coricarti e svegliarti, con una differenza massima di 30 minuti. Evita luce blu, come schermi e tv, fino ad un’ora prima di dormire, poichè possono ridurre fino al 50% la melatonina. Controllare l’andamento del sonno attraverso la tecnologia (smartwatch- wearable technology) può essere utile, ma bisogna evitare di ossessionarsi sulle proprie prestazioni, le quali sono approsimative. Respira profondamente, attraverso la regola dei 4-6 secondi: (inspira per quattro ed espira per sei secondi), opure pratica mindulfuness o meditazione.
immagine in evidenza e nell corpo dell’articolo: scattate da Ragazzo Asia
