L’isola che parla: Bali tra canti del Kecak, acque sacre e voci del mondo PT.1

Quest’anno dal 17 al 19 di ottobre si è svolto l’Asia WorldMUN che ha avuto luogo nell’isola indonesiana di Bali. In questo articolo ho scelto di descrivere cosa si è svolto in queste giornate, in cosa consiste un MUN e tante altre curiosità e luoghi da vedere in questa magica isola che consiglio se avete l’occasione di poterla andare a visitare.

Giorno 1

Siamo atterrati all’aeroporto internazionale di Bali Ngurah Rai alle ore 11:25 del mattino, per poi trasferirci all’Hotel Tijili Benoa dove è avvenuta la sistemazione nelle varie camere triple o doppie. 

Il dio Visnu, protettore dell’isola di Bali

Dopo aver completato la sistemazione, ci siamo recati al Garuda Wisnu Kencana Cultural Park che come dice il nome stesso è un importante parco culturale dove è situato il Mandala dedicato al dio Visnù e al suo compagno uccello Garuda. Da sopra una collina, come una presenza incombente, aleggia la statua sempre dedicata al dio Visnù che è alta 117 metri. Mentre tutte le altre statue all’interno del parco sono incomplete. La sua costruzione ha subito diverse battute d’arresto nel corso degli anni e suscitato proteste da parte della popolazione locale, anche in considerazione della posizione del parco al meridione di Bali, considerato meno sviluppato rispetto al Nord. Inoltre, proprio secondo i principi dell’induismo, che dovrebbe rappresentare e celebrare, la statua di Vishnu non dovrebbe trovarsi al Sud dell’isola.

Danza del fuoco balinese

Dopo aver completato il tour del parco culturale ha avuto luogo la cerimonia di apertura a del MUN che è iniziata con una danza del fuoco tipica balinese: Kecak. Questa danza ha come protagonista Garuda, l’uccello-divino, chiede l’amṛta, ovvero l’elisir della vita per liberare sua madre dalla schiavitù; in cambio accetta di diventare il veicolo (vahana) del dio Vishnu.
Alla base, la rappresentazione non è solo spettacolo ma simbolizza temi come liberazione, servizio, equilibrio cosmico e lotta tra forze, in particolare nel contesto indù-balinese, la dualità come buono/cattivo. Nel contesto balinese, la danza richiama anche gli elementi rituali: la posizione degli uomini in cerchio, i gesti e i movimenti suggeriscono una connessione con pratiche spirituali antiche, più che semplice intrattenimento. 

Dopo aver assistito alla danza del fuoco, ci siamo spostati di qualche metro (sempre all’interno del parco) per giungere alla cena di gala dove si sono degustati piatti tipici come il nasi goreng a base di riso o noodels fritti (come quello che ho preso io), pollo, gamberetti e uova, con l’aggiunta, talvolta, di verdure. 

Finita la cena c’è stata la chiusura della cerimonia, con la presentazione dei vari partecipanti. 

Concluso anche questo è avvenuto il trasferimento in hotel alle ore 21:30 poiché il giorno dopo la sveglia sarebbe stata alle 6:00!

Giorno 2 

Come preannunciato, la sveglia è stata molto presto. Alle sei del mattino nell’isola indonesiana è come se tutto tacesse: il traffico di motorini sfreccianti per le strade è come se per un momento si interrompesse e lasciasse spazio al cielo che si dipinge inizialmente di rosso per poi degradare dall’arancio al rosa.

Dopo aver ammirato la mia prima alba balinese, mi sono recata a fare colazione e poi ho raggiunto gli altri sul bus perché oggi era il gran giorno della conferenza! 

Alle 7:00 del mattino siamo partiti per arrivare al Nusa Dua Convention Centre, luogo dove si teneva la conferenza, per essere già operativi alle 8:00 con la Sessione informativa generale dove i diversi delegati che rappresentavano uno stato esponevano un loro speech riguardo il topic che era stato assegnato dalla commissione di cui si faceva parte. Erano tre: UNEP (per l’ambiente), UNHCR (per l’immigrazione) e UNESCO (per la cultura). Io, per esempio, rappresentavo la delegazione degli Emirati Arabi ed ero nella prima camera UNESCO. Nella prima sessione di speech ogni delegato esponeva un suo discorso riguardo l’alfabetizzazione. Gli speech erano amministrati dai chair che inoltre ne calcolavano la durata di ognuno

Tutta la mattinata, con le dovute pause caffè, è stata dedicata agli speech. Non si limitavano ad essere dei semplici discorsi perché alcuni delegati rispondevano alle domande degli altri delegati ed erano la giusta occasione per formare delle alleanze tra i vari stati. 

A seguito della pausa pranzo, le commissioni sono tornate nelle rispettive camere ed il pomeriggio è stato dedicato alla stesura di un working paper il quale ognuno veniva diviso per gruppi in base alle alleanze che si erano formate tra i vari stati, affinché si trovasse una risoluzione al problema dell’analfabetismo nei vari stati. 

Terminata la stesura del working e trovata la risoluzione i rispettivi gruppi esponevano il lavoro fatto ai chair i quali stabilivano quale strada adottare. Alla fine della giornata sono stata consegnati gli attestati di partecipazione. Ci siamo poi recati in albergo dopo questa giornata produttiva, anche perché la sveglia questa volta sarebbe stata alle 5:30 per andare ad Ubud.

Giorno 3

Il terzo ed anche ultimo giorno della conferenza è stato quello più leggero: sveglia alle 5:30 per prendere il bus per giungere nelle vicinanze di Ubud, meta turistica che si trova nella parte superiore dell’isola, che richiedeva circa un’ora e mezza di tragitto. 

Appena arrivati a Tegalalang siamo andati ad Alas Harum, che in lingua indonesiana significa letteralmente “foresta profumata”. È un eco-parco costruito in mezzo alle famose risaie terrazzate di Tegalalang, uno dei paesaggi più iconici di Bali, riconosciuto anche dall’UNESCO.

Il luogo nasce con l’idea di fondere tradizione e turismo esperienziale, offrendo ai visitatori uno spazio per conoscere la cultura agricola balinese, specialmente la coltivazione del riso e del caffè Luwak. Ma anche per vivere esperienze panoramiche, artistiche e adrenaliniche come le altalene sospese in aria o le ziplines.

Pur essendo oggi molto orientato al turismo, Alas Harum conserva elementi simbolici importanti: rappresenta l’armonia tra uomo e natura, un concetto spirituale centrale nella filosofia balinese chiamata Tri Hita Karana (l’equilibrio tra umanità, divinità e ambiente). Celebra la fertilità della terra e la cooperazione comunitaria tradizionale: “subak”, il sistema d’irrigazione collettivo che riflette una visione spirituale e sociale del lavoro agricolo.

All’entrata di Alas Harum ci sono dei piccoli animaletti dalle somiglianze feline che ci hanno colti questi sono i Luwak da cui dai loro escrementi si ricava il caffè più pregiato in tutto il mondo!

Successivamente si trova un bar dove si può prendere del tè freddo al limone del posto (se vi piacciono i sapori molto dolci ve lo consiglio). Superato il piccolo bar ci si addentra in quello che è il parco, ovvero una serie di percorsi sospesi per aria, altalene che sembrano far toccare il cielo, invita pool e diverse statuette tutto ciò costeggiato dalla risaie terrazzate coltivate con la massima cura.

Finito il tour, è tempo di shopping! Siamo andati verso un local market dove ho potuto acquistare diversi souvenir da regalare ai miei cari: da profumi con note molto dolci e calorose, al caffè dei Luwak, ma anche ai dolci del posto come le tortine alla marmellata. 

Terminato lo shopping siamo tornati in albergo per prepararci alla cerimonia di chiusura con il gala. Perciò alle 18:00 si esce dalle stanze per raggiungere il Nusa Dua Convention Center, dove dopo cena si è tenuta la cerimonia con la parata delle nazioni che hanno sfilato con un abito tipico per poi successivamente assegnare i vari premi a più meritevoli.

Così si è conclusa la conferenza del AWMUN di Bali

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1 Commento

  • Pubblicato il 5 Dicembre 2025 19:34 0Likes
    MirkoloneTheBloodyDiamond

    Wow che esperienza… Brasato! Mirko e out…

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