ANORMALE: Come funziona la tavola Ouija?

Quali sono i segreti dietro la tavola Ouija? Esiste una spiegazione scientifica che può spiegarne il funzionamento?

La tavola Ouija è uno strumento diffusosi nella seconda metà dell’Ottocento, che permetterebbe di ricevere messaggi dall’aldilà tramite l’utilizzo di una planchette in grado di spostarsi sulle lettere che compongono le risposte alle domande rivolte allo spirito di un defunto.

Venne commercializzata dall’uomo d’affari americano Elijah Bond, che brevettò la planchette e la unì alla tavola con l’alfabeto stampato sopra. Il brevetto risulta essere stato effettuato nel 1890 ed emesso nel 1981 con il numero 446.054 U.S.A.

Un impiegato di Bond, William Fuld, riuscì ad avviare la propria attività di produzione della tavola, che venne poi acquistata dalla Kennard Novelty Company. Fu proprio Fuld a reinventarne la storia, associandola all’antico Egitto.

Tavola Ouija prodotta dalla Hasbro

Oggi i diritti della “Ouija” sono di proprietà del marchio Hasbro. Molto curioso per uno strumento dai presunti poteri paranormali.

Il funzionamento

Durante gli anni della prima guerra mondiale, le sedute spiritiche a tema “Ouija” divennero sempre più frequenti: erano molte le famiglie che si rivolgevano agli spiritisti per contattare i propri cari direttamente dall’aldilá, in cambio di soldi e/o beni.

Lo studio sul suo funzionamento risale però al 1853, grazie ad una ricerca effettuata dallo scienziato inglese Michael Faraday. Faraday descrisse il funzionamento dei movimenti ideomotori mentre studiava il funzionamento del table-turning, un’altra tipologia di seduta spiritica.

L’effetto ideomotorio è un fenomeno psicologico nel quale un soggetto fa dei movimenti in maniera inconsapevole. Sostanzialmente, un pensiero o un’immagine mentale provocano delle reazioni muscolari in maniera automatica e, in questo caso, in maniera quasi impercettibile.

Seduta spiritca con tavola Ouija

C’è però un altro fattore da tenere in considerazione: il sense of Agency (SoA).

Il sense of Agency è una percezione soggettiva che ci porta a pensare che le nostre azioni portino a conseguenze coerenti. Quindi, ad ogni azione corrisponde una conseguenza immaginata, del tipo: se spingo il bicchiere oltre il bordo del tavolo, il bicchiere cade.

Questo secondo quanto riportato dal C.I.C.A.P.

Inoltre, sul sito del comitato, è disponibile il risultato dello studio condotto dai ricercatori dell’Aarhus University (Danimarca), i quali hanno indagato il ruolo del Sense of Agency durante una seduta spiritica con la Ouija.

Se le conseguenze reali corrispondono a quelle predette, il legame causa-effetto è evidente: son stato io a far cadere il bicchiere. Ma se la realtà non combacia con quanto atteso, ad esempio se il bicchiere si mette a fluttuare a mezz’aria, la mia responsabilità percepita diminuisce, e così il mio SoA.

L’esito completo e il modus operandi con il quale è stata svolta l’indagine sono disponibili qui.

Realtà o finzione?

L’illusionista James Randi ha dedicato parte della sua vita a cercare di capire e spiegare al popolo alcuni dei meccanismi messi in atto dai medium per svolgere i loro prestigi. Per una persona priva di questo background culturale e professionale alcune performance potrebbero indurre a trovare risposte nell’occulto. Ad esempio, Randi dimostrò che bendando i soggetti i risultati ottenuti durante la seduta non avevano senso. Privandoli della vista, i fenomeni psicologici sopra descritti non potevano manifestarsi.

Inoltre, svolgono un ruolo molto importante l’atmosfera nel quale si opera e la volontà di un soggetto di credere al paranormale.

Nel corso della sua vita, James mise in palio 1.000.000$ (la cifra è cresciuta dal 1964) per chiunque fosse riuscito a dimostrare l’esistenza di un qualcosa collegato all’occulto, in condizione di controllo. Tutt’oggi il premio non è stato incassato da nessuno.

Assegno da un milione di dollari mai incassato. La firma è di James Randi.

Il divulgatore scientifico Massimo Polidoro ha piú volte raccontato le ricerche condotte dall’artista sul mondo del paranormale tramite contenuti web, libri e articoli.

Prima di Randi, nel 1923, fu Harry Houdini a mettere in palio 10.000$ per chiunque avesse dimostrato l’esistenza di un fenomeno paranormale.

Il mentalista e scrittore inglese, Derren Brown, ha parlato dell’effetto ideomotorio come spiegazione fisica del funzionamento della tavola Ouija nel suo libro Confessioni di un mentalista.

Il performer italiano Francesco Busani ha invece pensato di portare lo strumento sulla scena, utilizzandolo a fini d’intrattenimento. Senza la pretesa di appoggiarsi a presunti poteri paranormali, o di essere uno scienziato, Busani ha scritto un libro sul potenziale utilizzo della tavola Ouija nel mentalismo, cosa che lui ha già inscenato nei suoi spettacoli.

Anormale? Assolutamente no!

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