Modellini, costumi originali e materiali inediti dei più grandi capolavori di Wes Anderson, tutti esposti al Design Museum di Londra in una mostra che farà impazzire gli appassionati e affascinerà i meno esperti.
La mostra
Il 21 novembre 2025 si è aperta al Design Museum di Londra la mostra su Wes Anderson più grande che si mai arrivata in Inghilterra. Rimarrà visitabile fino al 26 luglio 2026 ed è stata realizzata in collaborazione con la Cinémathèque française. La mostra contiene più di 700 oggetti ed è strutturata come un grande viaggio all’interno dei trent’anni e più di carriera del regista.
L’intero ambiente è estremamente suggestivo e a regnare è senza dubbio il colore. Le pareti sono rosso fuoco e in pieno stile del regista tutto è estremamente saturato. Anche le musiche che accompagnano la visita sono molto suggestive in quanto sono quelle che hanno fatto la storia dei suoi film.
Ogni parte del percorso è dedicata a un film in particolare, partendo da Bottle Rocket, il primo cortometraggio del regista risalente al 1993, fino ad arrivare a La trama fenicia, del 2025. Di tutti i film che hanno segnata la sua carriera è spiegata in breve la trama e per la maggior parte è anche visibile un piccolo spezzone della pellicola.
Bottle Rocket invece, proprio perché praticamente sconosciuto, è visibile per la prima volta interamente. La cosa interessante è che la collaborazione mai interrotta con Owen Wilson è cominciata proprio tra i banchi di scuola dell’università, con questo corto che ha lanciato entrambi nel mondo del cinema.

Grand Budapest Hotel e Asteroid city
Esposti troviamo numerosi materiali mai visti prima, come abbozzi di script scritti a penna o primi storyboard, anche questi disegnati a mano. Per ogni film inoltre c’è una mappa, anche questa fatta dallo stesso Wes Anderson con matite colorate, che ci permette di sbirciare nella mente del regista per capire come lui stesso ha visualizzato le ambientazioni dei suoi film.
Senza dubbio a catturare l’attenzione sono anche i costumi originali che hanno reso iconici film come Grand Budapest Hotel o Asteroid city. Il fatto di poter stare a pochi centimetri da questi capolavori di stoffa e di poterli guardare a 360° permette di apprezzare fino in fondo la ricchezza dei dettagli e la cura con cui sono stati realizzati.
Altrettanto interessante è poter vedere dal vivo i set che sono stati utilizzati, che siano modellini o meno. Un esempio è senza dubbio il gigantesco e magnifico modellino del Grand Budapest Hotel. È la più ovvia rappresentazione dell’attenzione maniacale del regista per la simmetria e la precisione. Non può che lasciare mozzafiato. Alla fine della mostra poi è possibile vedere le originali vending machine di Asteroid city. La loro stranezza ha senza dubbio contribuito a rendere iconico il film, infatti oltre che a merendine o bibite è possibile acquistare calze a rete, proiettili, e persino terreni.


La stop motion
Tra i film più apprezzati del regista non si può certo dimenticare Fantastic Mr.Fox o L’isola dei cani, entrambi realizzati con la complessa tecnica dello stop motion. Questi film infatti sono stati creati con veri e propri burattini manovrati da esperti e fotografati ad ogni cambio di posizione. In questo modo quando i diversi fotogrammi vengono montati insieme creano un’illusione di movimento.
Anderson è da sempre stato molto appassionato dalla tecnica, tanto da utilizzarla anche per animare creature o animali in altri film, come in Le avventure acquatiche di Steve Zissou. Anche noi suoi film più recenti, nonostante abbia a disposizione la tecnologia per altre tecniche più semplici e meno dispendiose, predilige comunque lo stop motion (un esempio è l’alieno di Asteroid city).
In esposizione si possono trovare i burattini originali sia di Fantastic Mr.Fox sia dell’Isola dei cani. Oltre a quelli usati nel film, è interessante osservare anche i vari bozzetti che hanno portato alla versione definitiva dei personaggi. Anche in questo caso è possibile apprezzare la precisione e l’enorme lavoro che sta dietro ad ogni pupazzo: non solo l’ideazione ma anche la scultura delle prime versioni in argilla, il calco della definitiva e infine l’aggiunta di pelliccia e vestiti.

Consigli di viaggio
Certo, se è la prima volta che visitate Londra magari questa mostra non rientrerà nelle vostre priorità, ma altrimenti ne vale davvero la pena. È a pochissime fermate di pullman da Hyde Park, e nelle vicinanze c’è anche il Natural History Museum. Ora che si sta avvicinando l’estate, il clima è perfetto per fare un bel picnic all’aperto e poi prendere un po’ di fresco nei due musei, ovviamente affascinanti entrambi anche se per ragioni ben diverse.
Insomma, per gli appassionati è davvero una tappa immancabile e sono sicura che la peculiarità di Wes Anderson sarà in grado di affascinare anche chi conosce pochissimo della sua regia. I colori, le musiche, l’ambiente, tutto è studiato alla perfezione per impressionare e sorprendere anche i neofiti e per regalare davvero una magnifica esperienza.
immagine in evidenza: Viola Maggioni
