Stando a ciò che ci dicono, in Erasmus si imparano tante cose: cucinare, lavare, affinare una lingua, culture nuove, materie diverse… Ed è vero, ma non è tutto.
Per la mia personale esperienza, l’Erasmus mi ha insegnato, soprattutto a saper stare da sola. Ho così imparato ad affrontare la vita anche in quei momenti in cui ero sempre stata abituata ad avere qualcuno a farmi da spalla.
Stare da soli
Una sottigliezza fondamentale che ho imparato a riconoscere grazie all’esperienza Erasmus è la differenza tra stare da soli quando si ha voglia di stare da soli e stare da soli perchè si è soli. Sebbene credessi di conoscerne il significato, mi sono resa conto soltanto una volta ritrovatami da sola davvero di cosa significhi vivere per conto proprio.
Fortunatamente, io sono una a cui la solitudine non dà fastidio, ma riconosco senza problemi le difficoltà che mi si sono presentate nel ritrovarmi sola anche nei momenti in cui invece avrei tanto voluto la compagnia di qualcuno.
In questi casi è fondamentale sapere che non sempre ci sarà qualcuno disponibile per farti fare due risate, specialmente se magari i fusi orari non coincidono. È dunque importante imparare a reggersi sulle proprie gambe quanto prima, con l’obiettivo di smettere di vedere il vivere da soli come una sorta di sopravvivenza e diventare in grado di farlo senza quasi neanche accorgersene.
Amici, vicini e lontani
In Erasmus realizzerai veramente su chi potrai fare affidamento, ed è qui che amici e familiari entrano in gioco.
Stando a lungo lontano da casa ti renderai conto di quanta gente ti voglia davvero bene e sia pronta a chiamarti nei momenti di noia per cercare di farti passare un po’ il tempo, così come capirai su quali amici fare un po’ meno affidamento una volta tornato.
Messa così forse potrebbe sembrare un po’ troppo sempliciotta e brutale, ma alla fine cos’è la verità, se non sempliciotta e brutale? Ciò non significa ovviamente che se un tuo cugino o un tuo amico di infanzia non hanno trovato il modo o il tempo di videochiamarti, allora ti abbiano dimenticato. Un’altra qualità estremamente rilevante che l’Erasmus insegna è infatti quella di saper dare il giusto valore e peso al tempo. Capirai che chi non è riuscito a chiamarti magari non lo ha fatto per mancanza di interesse, ma perchè ti renderai conto tu stesso di come la vita, a volte, possa mettersi in mezzo.
Non potendo dunque fare affidamento soltanto su chi ti aspetta a casa, è indispensabile riuscire a costruire dei rapporti anche – se non soprattutto – con la gente che si incontra. Farsi amici altri studenti Erasmus ti aiuta indubbiamente a sentirti meno solo, non soltanto fisicamente, ma anche a livello esperienziale. Ti renderai conto che tutto ciò che provi non è strano, e che lo stanno provando anche altri. La mancanza di casa, del tuo cane, di tuo fratello o del tuo fidanzato che tanto ti agognano, per qualcuno non è altro che la mancanza di nonna, del gatto, della cugina e del migliore amico. Ognuno, a modo suo, attraversa la stessa esperienza che stai vivendo tu, e avere con chi condividerla dimezza il peso per entrambe le parti.
Che cosa fare?
E comunque, non è che da soli non ci si possa divertire; bisogna soltanto scoprire quali nuove attività, finora forse snobbate, si possano fare.
Personalmente parlando, non sono mai stata una grande fan delle passeggiate senza scopo in città. Allontanandomi da casa, però, mi sono resa conto che tutto è meglio di chiudersi in quattro mura a scrollare il telefono, anche vagare senza una meta. Ed è così, in maniera quasi casuale, che si scoprono nuovi tratti di sè.
Dedicarsi alla lettura è un ottimo antidoto alla solitudine, e durante le belle giornate può essere un’ottima idea decidere di recarsi in un parco per farlo. So che forse per alcuni all’inizio potrebbe sembrare strano, specialmente se siamo sempre abituati a muoverci con qualcuno, ma ti assicuro che nessuno ti giudicherà se, all’ombra di un albero in fiore, starai serenamente leggendo il tuo nuovo romanzo preferito.
Imparare a cucinare qualcosa di nuovo, guardarsi un film, visitare un museo o recuperare quel programma TV che dici di voler vedere da tanto… forse possono non venirti tutte in mente adesso, ma ti assicuro che anche da soli ci sono tante attività che ci si può permettere di provare.
Crearsi una routine
Consiglio spassionato che darei a chiunque, non soltanto a chi parte per l’Erasmus, è: creati la tua routine. Per quanto noioso possa suonare come suggerimento, ritengo che sia fondamentale sapere di avere qualcosa da fare. Oltre ad aiutarti a mandare avanti la giornata, avere dei piccoli obiettivi quotidiani ti fa arrivare a sera più soddisfatto e, a parer mio, dimenticare un po’ la solitudine.
Tenersi affaccendati non significa imporsi di fare l’impossibile: organizzare quando fare la spesa, decidere quali turni seguire in palestra, bersi un caffè o lavare il bucato sono tutte attività incredibilmente semplici che, però, al termine della settimana, ti faranno sentire di aver fatto più cose.
Imparerai come l’ordine, da nemico assoluto, possa invece diventare un importante compagno di viaggio.
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