Mick Herron riceve il Raymond Chandler Award in IULM

Lo scrittore Mick Herron ha ricevuto ieri mattina il Raymond Chandler Award nell’Auditorium della IULM, conferito dalla rettrice Valentina Garavaglia, in occasione di uno degli eventi della 35 edizione del Noir in Festival. Alla cerimonia erano presenti anche il prorettore Fabio Vittorini e il produttore cinematografico Adrian Wootton che, successivamente, hanno dialogato con Herron in merito alla sua produzione letteraria, al percorso che lo ha portato al successo e allo sviluppo televisivo dei suoi romanzi.

Mick Herron è uno fra gli scrittori contemporanei più rilevanti della narrativa letteraria che con i suoi romanzi di spionaggio ha rinnovato e dato valore ad un genere a lungo considerato minore nell’ambiente accademico e letterario. Con Slow Horses, pubblicato nel 2010, consolida una carriera brillante costruita su romanzi seriali, intricate storie di spionaggio e personaggi estremamente concreti che abitano un mondo complicato e oscuro, molto influenzato dalla storia politica britannica.

I romanzi

Durante il dialogo i temi trattati sono stati molti: dall’influenza che lo studio e la lettura dei classici hanno avuto nel suo percorso, al confronto fra i personaggi tipici della cultura dello spionaggio e gli “antieroi” di Herron. Notevole attenzione è stata posta sulla costruzione dei dialoghi all’interno dei romanzi, che è stata definita dallo scrittore una delle parti più complesse del suo lavoro.

I personaggi sono senza dubbio il cuore della narrativa di Herron: i botta e risposta tipici della comicità britannica riflettono interazioni concrete, che lo scrittore ha rivelato di leggere abitualmente ad alta voce per capire se la battuta “funzioni” o meno. Mick Herron inizia la sua carriera molto giovane con la scrittura e la pubblicazione di poesie. Da questa formazione deriva la sua attenzione non tanto alla parola quanto alla sillaba, e al costruire brevi dialoghi per renderli più efficaci.

Jackson Lamb, protagonista di una parte dei suoi romanzi seriali, è un personaggio molto discusso sia per la sua condotta immorale, sia per il fatto che non incarna affatto il phisique du rôle tipico della spia inglese e dei suoi predecessori nel genere. Herron non ha definito Lamb come un consapevole antieroe, ma piuttosto un uomo profondamente consapevole dei suoi tempi, radicato in un’epoca post-Brexit segnata da incertezza e confusione riguardo al comando.

Fabio Vittorini, Marina Fabbri, Mick Herron e Adrian Wootton. Foto di Laura Migliara

La serie televisiva

Nel 2022 esce Slow Horses, serie televisiva statunitense e britannica tratta dai romanzi di Mick Herron e distribuita da Apple TV+. Il cast vede protagonisti attori memorabili come Gary Oldman, nel ruolo di Jackson Lamb, e Jack Lowden. Herron si dice soddisfatto dell’adattamento e della resa cinematografica delle sue storie, pur non essendo particolarmente coinvolto nella produzione. Infatti Herron non è lo sceneggiatore della serie e non collabora direttamente con il team di scrittura, se non per assicurarsi che i personaggi rimangano fedeli a come li ha concepiti sulla pagina. Per Herron, infatti, il plot è un elemento secondario: la trama ha un ruolo marginale rispetto alla credibilità e alla concretezza dei personaggi, che rappresentano il nucleo centrale della sua poetica narrativa.

Un dettaglio divertente è che Herron ha svelato di essere apparso nella serie in alcuni piccoli “camei alla Hitchcock”: una volta mentre usciva da un albergo, un’altra davanti a un ristorante cinese, o in un momento in cui viene fermato un taxi. Brevi apparizioni che gli spettatori potrebbero non aver nemmeno notato, pur trovandosi davanti al creatore delle storie di Lamb e della sua bizzarra squadra dell’intelligence britannica.

La forza nel fallimento

La conversazione si è conclusa con un tema fondamentale: il fallimento. Una domanda dal pubblico ha toccato uno degli aspetti cardine dei suoi romanzi, popolati da uomini e donne che non sono riusciti a raggiungere i propri obiettivi. Herron ha spiegato di essere più interessato al fallimento che al successo per due ragioni: perché rende le storie meno noiose e perché ogni persona, almeno una volta nella vita, si è confrontata con il fallimento e può quindi empatizzare e riconoscersi in questo sentimento.

Herron conclude la cerimonia di premiazione con questa frase:

Le persone che nella vita non hanno mai fallito, non hanno mai vissuto veramente.

Mick Herron

Fortunatamente continueremo ancora a sentire parlare di Mick Herron, lo scrittore si è detto impegnato nella stesura di un nuovo romanzo (Bad Actors) ma anche interessato a continuare ad addentrarsi in mondi già scoperti come quello di Jackson Lamb o di un’altra sua grande protagonista, Zoe Bohem. Non ci resta che aspettare e nel frattempo non lasciarci sfuggire il suo ultimo romanzo, London Rules!

Immagine in evidenza: Laura Migliara

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