“American Pie” di Don McLean: il giorno in cui morì il rock

ll 3 febbraio 1959, un incidente aereo provocó la morte prematura di Buddy Holly ed altri nomi importanti della musica. Il disastro ebbe un tale impatto sulla cultura dell’epoca, da essere soprannominato “il giorno in cui la musica morí”. Nel 1971, Don McLean dedicó a questo evento American Pie, un brano ormai iconico, che colloca l’episodio in un quadro piú ampio. 

Oggi parliamo di un grande classico della storia del rock n’ roll, ormai entrato di diritto nella leggenda. Ed American Pie è essa stessa un tributo al rock , di cui ne fa un elogio, dimostrando come, alla fine, la musica sia sopravvissuta alla tragedia. 

Chi è Don McLean?

Per qualche verso American Pie puó essere considerata una one-hit wonder, o meteora. Anche se nessun altro dei suoi lavori potè competere con il livello di notorietá di quest’ultima, Don McLean viene considerato uno dei migliori cantautori americani del secolo scorso. Originario dello stato di New York, il suo stile musicale si ispira al country, al folk ma anche a Frank Sinatra. La sua discografia fa grande uso della chitarra acustica, ed occasionalmente del banjo, ed i suoi testi sono narrativi ed introspettivi. American Pie è tratta dall’album omonimo del 1971, che contiene altri brani che ebbero un moderato successo, come Vincent e Babylon. Possiamo citare anche la canzone And I Love You So, che venne reinterpretata da Elvis Presley.

Cover dell’album American Pie (1971), da amazon

Nel 2004, il nome di Don McLean venne inserito nella Songwriters Hall of Fame.

The Day the Music Died

Buddy Holly fu una delle icone del rock n’ roll degli anni ‘50. Perse la vita a soli 22 anni, il 3 febbraio 1959, a causa di un incidente aereo a Mason City, nello stato dell’Iowa, durante una tournèe. Insieme a lui, quel giorno morirono anche The Big Bopper e Ritchie Valens, anch’essi famosi nella scena rock dell’epoca. L’evento destò grande stupore e sconforto nell’opinone pubblica; toccò profondamente anche un giovane Don McLean, che all’epoca era un adolescente, e consegnava i giornali porta a porta.

Buddy Holly, da deezer

In American Pie, l’artista compone un’intricato incastro di metafore, che considera la simbolicità della tragedia. La “morte della musica” è anche l’epilogo di un’era, di uno stile di vita, di una parentesi di storia recente, che si chiuse per sempre. La fine degli anni ‘50 viene paragonata a una perdita dell’innocenza, dell’ottimismo e della semplicitá di un tempo da parte della societá americana. A questi valori, durante il corso degli anni ‘60 (e possiamo affermare anche dei decenni successivi), si sarebbero sostituiti contestazione, rabbia ed un continuo tumulto, soprattutto da parte dei giovani. Questo stesso disallineamento avvenne anche per McLean stesso, che percepí questo strappo come il sintomo del passaggio dall’infanzia all’etá adulta.

Questo messaggio è concentrato soprattutto nel ritornello, che dice addio a Miss American Pie: l’espressione deriva dalla frase “as American as apple pie”, e simbolicamente è un saluto a tutto ciò che costituiva il “sogno americano” del secondo dopoguerra.

So bye, bye, Miss American Pie
Drove my Chevy to the levee but the levee was dry
And them good ole boys were drinking whiskey 'n rye
Singin' this'll be the day that I die
This'll be the day that I die

DON MCLEAN

Criptica cronologia musicale

Con i suoi 8 minuti e 33 secondi, è tutt’ora una delle canzoni piú lunghe di sempre. Segue i canoni di una ballad, alternando continuamente le strofe, che raccontano ognuna una storia per metafore, al ritornello. Vi è anche un frequente cambio di ritmo, che evidenzia anche il cambio di carico emozionale nella voce. Le strofe seguono un arco narrativo cronologico: la prima strofa è autobiografica, e narra l’effetto della tragedia sul giovane McLean, che la apprese da un giornale che stava consegnando. Le strofe seguenti, invece, raccontano ció che accadde dopo quella fatidica data, dimostrando sia come si trasformò la societá americana, sia come, nonostante tutto, la musica abbia continuato a vivere.

Il racconto è formato da metafore a volte anche complesse da sciogliere, che citano, in modo indiretto, i principali cambiamenti avvenuti negli anni ‘60 nella musica e nella societá. Si parla della guerra in Vietnam e di quella nello spazio, della ribellione giovanile, della graduale perdita della fede religiosa. Viene citata l’esistenza di un “re” (identificato in Elvis Presley), un “giullare” (Bob Dylan), una “ragazza che cantava il blues” (Janis Joplin), e ci sono anche riferimenti ad Helter Skelter dei Beatles, ed a Sympathy for the Devil e Jumpin’ Jack Flash dei Rolling Stones. Tutto viene narrato come se fosse una fiaba, anche se per alcuni versi una fiaba tragica.

Legacy

Quando scrisse American Pie, McLean si pose l’obiettivo di creare una canzone che celebrasse la cultura americana senza toni troppo patriottici. Il suo stile di scrittura e di storytelling influenzó notevolmente tutto il cantuatorato contemporaneo e successivo, e nel 2017 è stata inserita nel National Recording Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti. Sono state realizzate numerose cover del brano, tra cui quella celeberrima di Madonna, pubblicata nel 2000.

Tra nostalgia e ironia, American Pie ci ricorda che, purtroppo, anche le cose belle finiscono. Ma dopo ogni fine c’è sempre un inizio, forse anche migliore. Il passato comunque ci rimane, come in una capsula del tempo. Per oggi è tutto, ci vediamo la prossima settimana su Unplugged.

Immagine in evidenza: rollingstone

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