Pigmalione: l’artista che amò la sua creazione

Chi l’ha detto che non possiamo innamorarci di qualcosa che è fermo nel tempo, come una scultura? Oggi, affidandoci alla mitologia greca, parliamo del mito di Pigmalione e Galatea.

…scolpì con arte mirabile il candido avorio,

e gli diede una forma con cui non può nascere nessuna donna,

e s’innamorò della sua opera.

L’aspetto è quello di una ragazza vera,

e si crederebbe che sia viva e voglia muoversi,

salvo il pudore; a tal punto l’arte nasconde l’arte.

La guarda e si consuma d’amore per il corpo finto.

Ovidio, Le Metamorfosi, libro X

Sono Gabriella Silvestri e vi do il benvenuto su MITOmania, dove esploreremo i miti più particolari e sconosciuti delle culture antiche!

Dalla pietra…

Il mito lo troviamo nel libro X delle Metamorfosi di Ovidio. Pigmalione è un abile scultore di Cipro che conduceva una vita solitaria. Decide di non sposarsi, perché disgustato dalle Propetidi, giovani donne di Amatunte punite da Afrodite. Trova rifugio nell’arte e scolpisce nell’avorio la statua della donna dei suoi sogni. La scultura è così bella che Pigmalione se ne innamora. La osservava per ore, le toccava le dita e la baciava, sperando di avvertire un movimento. La onorava con vestiti, gioielli e doni, e la faceva anche riposare nel suo stesso letto.

Venne il giorno della festa di Afrodite. Pigmalione si recò al tempio per fare delle offerte e chiedere alla dea di rendere la statua sua moglie. Afrodite lo ascoltò e il giorno stesso, quando Pigmalione baciò le labbra della statua distesa al suo fianco, le labbra erano calde, il petto della statua sembrava cedere al minimo tocco. La scultura prese vita e “sollevando alla luce gli occhi timidi, vide insieme il cielo e l’amante” (Ovidio). I due si sposarono e Afrodite fu presente al matrimonio e benedisse la bambina che generarono, Pafo, “da cui l’isola ebbe il suo nome” (Ovidio).

Esiste una seconda versione. Per Arnobio, apologista cristiano, Pigmalione era re di Cipro oltre ad essere scultore. Disprezzava l’amore e passava le sue giornate a lavorare su una scultura di una donna, il suo capolavoro. Afrodite lo punì facendolo innamorare della scultura, ma alla fine provò pietà e trasformò la scultura. Alcuni autori del XVIII secolo decisero di chiamarla Galatea.

…alla vita

Il mito è stato rappresentato anche attraverso l’arte, con il pittore francese Jean-Léon Gérôme. La realizza nel 1890. Esistono due versioni dell’opera e la più celebre è conservata al museo d’Arte Metropolitana di New York.

L’amore eterno del pittore e della scultura è stato immortalato, come giusto che sia, nell’arte stessa.

Il mito continua… solo su MITOmania!

Alla prossima settimana!

Gabriella Silvestri

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