Andrea Kimi Antonelli vince ad Austin dopo una pole inaspettata e dopo aver gestito alla perfezione gli pneumatici in gara, tra una settimana ci sarà subito il Messico in cui potrà finalmente laurearsi campione del mondo per la prima volta.
Prove libere
La Ferrari si distingue per essere dominatrice delle prove libere di Austin e chiudendo ogni sessione con un suo pilota in prima posizione: FP1 e FP2 con Charles Leclerc e invece FP3 con Lewis Hamilton.
In particolare il monegasco si è ritrovato subito a suo agio ma anche l’inglese ha confermato positivamente gli aggiornamenti portati sulla SF-26 e ha raddrizzato il suo fine settimana dopo le difficoltà riscontrate nelle prime due sessioni di prove libere .
In mezzo alle due Ferrari si è inserito Max Verstappen, che dopo due vittorie consecutive continua ad essere il grande favorito per poter vincere nuovamente (sostenuto anche da una vettura in grado di adattarsi velocemente). Alle spalle di questi tre compare la Mercedes, portandosi dietro i problemi che il nuovo pacchetto di aggiornamenti continua a provocare.
Antonelli si dimostra comunque più veloce di Russell ma non riuscendo ad avvicinarsi più di tanto a quelli davanti. Inoltre lo stesso italiano ha spolverato il tema dei giri cancellati per track limits, problema tipico provocato dal layout della pista del COTA che ha toccato quasi tutta la griglia.
Qualifiche
Antonelli si guadagna la pole position ad Austin e lo fa in un modo che lo paragona inevitabilmente a un campione perché è stato capace di trovare il guizzo decisivo quando nessuno se l’aspettava. Per l’italiano non è stato semplice mettere tutto assieme, come testimoniano i diversi errori commessi durante le prove libere, ma alla fine ha trovato il modo di far funzionare la sua Mercedes.
Nel primo giro del Q3 Antonelli ha fatto la differenza proprio nelle curve lente del terzo settore, strappando il miglior intertempo alla Ferrari. A fine giro segna un tempo quasi 8 decimi più veloce di George Russell, a riprova di come ci sia tanto di Kimi nella pole di Austin.
Max Verstappen invece, indicato da tanti come il favorito della qualifica, ha assaggiato il sapore della beffa perché proprio in Q3 si è ritrovato una Red Bull improvvisamente sbilanciata.
La buona notizia per il team di Milton Keynes è però il terzo posto di Isack Hadjar. Nonostante le difficoltà iniziali del weekend, il francese è riuscito a trovare un soluzione con l’assetto in grado di andare incontro alle sue esigenze di guida.
La grande delusione di giornata è indubbiamente la Ferrari, costretta ad accontentarsi della quarta e quinta posizione dopo aver monopolizzato le sessioni di prove libere.
È possibile che anche la SF-26 abbia sofferto l’intensificarsi del vento, come accaduto a Verstappen, ma il problema principale è stato che la Rossa si è ritrovata troppo sbilanciata in avanti inducendo al surriscaldamento delle gomme.
Un risultato che ha mandato su tutte le furie lo stesso Leclerc:
Il deficit del motore? Sicuramente c’è e si vede subito dai dati, ma c’era comunque da inizio weekend e fino a questo momento eravamo riusciti a fare la differenza nelle curve. Purtroppo, non appena non è più tutto perfetto con le gomme, perdiamo tanto, ed è questo quello che è successo negli ultimi due giri.
Gara
A dominare la gara fin dalla partenza è stato uno straordinario Andrea Kimi Antonelli, che non ha mai perso la leadership del Gran Premio ma soprattutto ha dimostrato una costanza impressionante per tutti i 56 giri di Austin. Nonostante tra i primi 5 fosse l’unico a partire con la gomma media ha avuto uno stacco di reazione velocissimo e dopo la prima curva si era già assicurato i metri necessari per mantenere la prima posizione.
Dopo i pit stop anticipati dei suoi rivali, come Verstappen e Leclerc, si temeva che la strategia di una sola sosta dell’italiano potesse non funzionare. Questa ha invece risaltato ancora di più le qualità di Kimi nel gestire le gomme e quindi evitare il degrado termico di cui la pista di Austin ne è sempre stata protagonista.
Oltre a questo Antonelli ha dimostrato molta costanza di performance perché tutti i giri li ha sempre conclusi con tempi molto veloci e guadagnando non solo sui rivali ma soprattutto sul compagno di squadra George Russell. L’inglese è infatti arrivato a quasi un minuto dall’italiano, dando ancora di più dimensione alla prestazione di Antonelli. Infine la penalità di 5 secondi inflitta al britannico a inizio gara non è necessaria per spiegare la differenza di passo così importante.
Kimi già a Singapore sentiva aria di vittoria per Austin, ma il weekend in Texas non era cominciato nel migliore dei modi. Il pilota italiano ha però fatto ciò che contraddistingue un campione da tutti gli altri: nonostante la giovane età ha lavorato insieme alla squadra per migliorarsi e alla fine questo ha ripagato.
Ferrari: sfiorato il secondo doppio podio stagionale
Altro grande protagonista della domenica è senz’altro Charles Leclerc, che ha disputato una delle gare più belle di questa stagione perché è riuscito a estrapolare il massimo della vettura aggiungendo il suo ineguagliabile talento.
Ha avuto anche lui uno spunto davvero fulmineo in partenza superando subito Hadjar terzo e lottando già in curva 1 con Max. Il vero spettacolo lo ha però regalato subito dopo con un sorpasso di estremo coraggio in curva 5, in uno dei tratti più veloci e impegnativi dell’intero circuito (lo snake). Manovra che ancora una volta dimostra la bravura e la determinazione del monegasco, soprattutto perché fatta ad uno dei piloti più aggressivi in pista.
Sapevo che sarebbe stato un duello ravvicinato. Max è un animale e a volte, quando chiudo la visiera, mi sembra di poterlo essere anche io. Ed è proprio questo che rende tutto così emozionante, perché so che non mi lascerà molto spazio e lo stesso farò io con lui.
Anche Hamilton ha disputato una buona gara, considerando che in partenza ha avuto lo slancio migliore portandosi addirittura a lottare con Leclerc e Verstappen. Con il trascorrere dei giri ha però sofferto di qualche difficoltà a causa dell’eccessivo sottosterzo. Nonostante per tutto il weekend il campione inglese ha fatto fatica a prevedere le variazioni di bilanciamento, verso la fine della gara stava recuperando i pochi secondi che lo separavano dal podio ma la Virtual Safety Car al 51esimo giro ne ha cancellato ogni tipo di speranza.
La Ferrari deve quindi essere soddisfatta della prestazione dimostrata, anche perché proprio ad Austin ha portato l’ultimo pacchetto di aggiornamenti della stagione (che è sembrato funzionare alla grande). Nonostante la pecca continui a rimanere la velocità in rettilineo, la vettura aggiornata ha permesso di sfruttare una finestra di assetto molto più ampia e quindi ha consentito ai piloti di disporre di una monoposto ben bilanciata sia nelle curve veloci che in quelle lente.
Red Bull con Verstappen
Dopo due vittorie consecutive Max Verstappen si è dovuto accontentare del terzo posto in Texas, “salvato” da una Virtual Safety Car che ha frenato la rimonta di Lewis Hamilton negli ultimi giri.
Al contrario di tutti gli altri piloti, Verstappen non ha mai utilizzato la gomma dura, dimostratasi la migliore nel rapporto tra velocità e degrado. Lettura strategica che ha condizionato negativamente la prestazione del pilota olandese, che nelle interviste post gara ha commentato così:
La partenza non è stata buona, così come la scelta degli pneumatici. Soft, soft, medium: non era quanto avevamo concordato in precedenza. Non capisco davvero perché sia successo. Niente gomme hard? Non le hanno montate sulla mia macchina e non era quello che avevamo pattuito. Era evidente a tutti che, tornando alle soft nel secondo stint, si sarebbe dovuta fare a una strategia a due soste. Avevamo concordato di usare le medie; dovrò chiarire la faccenda. Non ho idea del perché sia andata così”.
La RB22 aveva mostrato per tutto il fine settimana qualità importanti, ma Austin ha evidenziato i limiti nella capacità di adattarsi alle condizioni variabili e all’asfalto così sconnesso del COTA. In particolare, il progressivo aumento del sottosterzo ha contribuito a rendere più difficile la gestione della monoposto ma anche il compromesso di assetto scelto dalla squadra si è rivelato con una finestra particolarmente ridotta.
