“Symposium. Cuori rifioriti” di Azzurra Costance: il linguaggio segreto di Platone

Tutti amano indossare maschere per fingere di essere chi non sono. Si possono indossare maschere per nascondersi, per sentirsi liberi. Ma cosa succede quando quella stessa maschera che è stata scelta con tanta cura finisce per essere una prigione? Come si fa a vivere una storia d’amore se questa è confinata dietro a ruoli fittizi che le maschere non fanno altro che alimentare?

“Symposium. Cuori rifioriti”

“Symposium. Cuori rifioriti” è il nuovo romanzo di Azzurra Costance uscito in tutte le librerie ieri, 16 ottobre 2026. Nato su una piattaforma di auto-pubblicazione online che permette agli utenti di leggere e scrivere storie gratuitamente, questo romanzo ha finalmente varcato il confine raggiungendo la stampa e ottenendo un posto importante negli scaffali delle librerie italiane. Al suo interno ci si immerge in un viaggio caratterizzato dalle molte facce dell’amore, un viaggio che si trasforma in un codice segreto, un linguaggio amoroso tra due persone che non dovrebbero, per nessun motivo, stare insieme.

Le origini: il Simposio di Platone

Prima di entrare all’interno del romanzo, è importante parlare dell’origine di questo titolo, ovvero uno dei dialoghi più celebri di Platone, il “Simposio” (o Convivio), scritto tra il 385 e il 380 a.C. La scena narrata dal filosofo è ambientata, invece, nel 461 a.C. a casa del giovane poeta tragico Agatone, che ha appena vinto le Lenee. 

Per Lenee si intende una delle feste religiose più importanti dell’antica Atene, dedicate a Dioniso. In questa occasione, si celebravano processioni, sacrifici e concorsi teatrali, ai quali partecipavano poeti già affermati e la vittoria era considerata molto prestigiosa. Il nome deriva da lenos, il torchio, perché la festa era legata al vino e alla vendemmia anche se si svolgeva in Inverno, nel mese di Gamelione, nonché tra gennaio e febbraio. Lo stesso mese prende nome da gámos, matrimonio, poichè era il mese in cui tradizionalmente si celebravano le nozze in quanto l’inverno inoltrato offriva una pausa dai lavori agricoli nei campi. 

La vittoria di Agatone alle Lenee è quindi significativa: è un successo importante che giustifica il banchetto celebrativo che lui stesso organizza in casa sua. Dopo il banchetto, i convitati decidono di dedicare la serata a un tema comune: ciascuno pronuncia un discorso in lode dell’amore, Eros. Da questo gioco prende forma un dialogo che, attraverso voci diverse, esplora la natura e il valore dell’amore in tutte le sue sfumature.

I discorsi dei convitati ne “Il Simposio”

A turno, ogni convitato definisce l’amore. Inizia Fedro, il più giovane, che rappresenta Eros come il più antico degli dèi e insieme il più benefico: sostiene che l’amore sia capace di ispirare coraggio e virtù, perché chi ama desidera apparire degno agli occhi dell’amato. Prende poi la parola Pausania, che introduce una distinzione importante: esiste un amore volgare, rivolto solo al corpo, e un amore celeste, legato all’anima, alla cultura e alla virtù, e solo il secondo merita lode. In seguito, Erissimaco, un medico, allarga il discorso alla natura intera: Eros è l’armonia che tiene insieme gli opposti, dal corpo umano alla musica e alle stagioni.

Interviene quindi Aristofane, il commediografo, che regala uno dei miti più famosi del dialogo: quello degli Androgini. Sostiene che un tempo gli esseri umani fossero doppi, con due volti, quattro braccia e quattro gambe: Zeus, per punirne la loro arroganza, li tagliò in due. Da allora ogni persona cerca la propria metà perduta, e l’amore non è altro che il desiderio di ricongiungersi a ciò che ci è stato tolto. 

In ultimo, Agatone, l’anfitrione, loda Eros come un dio giovane, bello e gentile, fonte di ogni bene e di ogni bellezza.

Il discorso di Socrate e la Scala dell’amore

A questo punto prende la parola Socrate, che però non parla per sé: riferisce l’insegnamento ricevuto dalla sacerdotessa Diotima di Mantinea. La sua visione rovescia quella degli altri: dice che Eros non è un dio, ma un daimon (demone), un essere intermedio tra gli dèi e gli uomini, figlio di Poros (l’Espediente) e di Penia (la Povertà). Per questo è sempre in tensione: desidera ciò che non ha, e proprio questa mancanza lo spinge verso il bello e il bene. L’amore, spiega Diotima, è desiderio di possedere il bello e il bene per sempre, e in ultima analisi desiderio di immortalità sia attraverso la generazione fisica, sia attraverso le opere e il sapere.

Da qui nasce la celebre “Scala dell’amore” (scala amoris): si comincia amando un singolo corpo bello, poi tutti i corpi, poi le anime, poi le leggi e le scienze, fino ad ascendere alla contemplazione del bello in sé, eterno, immutabile e assoluto. È questo il vertice del cammino filosofico: l’amore che, partendo dal sensibile, conduce all’intelligibile.

La fine del Simposio

La serata viene poi interrotta dall’irruzione di Alcibiade, giovane e brillante, completamente ubriaco. Il suo discorso non è in lode di Eros ma di Socrate: lo paragona a un sileno, una statuetta dall’esterno rozzo e grottesco che però, una volta aperta, rivela tesori preziosi. Racconta così il suo tentativo fallito di sedurre il filosofo, e ne esalta la temperanza e la profondità. Il dialogo si chiude poi con una discussione più leggera.

Trama di “Symposium. Cuori rifioriti”

Dopo aver definito che cosa si intende per Simposio, si può finalmente parlare del libro in sé. Robbie Clark, una brillante studentessa di Harvard, al seguito di vicissitudini amorose e tradimenti ricorrenti verificatesi quando era ancora molto giovane, ha smesso di credere nell’amore. Indossa infatti una maschera: dietro l’apparenza di una ragazza forte, determinata e senza paura, si nasconde, invece, un cuore ferito convinto che l’amore possa solo generare altre sofferenze. Per spezzare la monotonia universitaria e dar voce ai suoi demoni interiori, inizia a frequentare un esclusivo locale notturno di Boston, il Velvet. In questo luogo le persone si nascondono dietro delle maschere e vivono i loro desideri, le loro pulsioni e lati di sé che sono obbligati a camuffare nella vita di tutti i giorni. Robbie, in quel locale ambiguo ma dall’atmosfera travolgente, si imbatte in un uomo enigmatico, conosciuto come “il Lupo”.

La trama: maschere e ruoli fittizzi

Fra i due nasce subito un’intesa irrefrenabile e complicata. Il Lupo riesce a tirare fuori parti di Robbie che lei pensava di aver sepolto per sempre: la mette davanti alle sue contraddizioni e nelle condizioni di interrogarsi sulle sue credenze amorose, sul desiderio e sulla libertà. Un misto di eccitazione, desiderio e segreti pullula il Velvet. Il tutto si complica quando la giovane scopre che dietro la maschera seducente si nasconde Anders Anderson, il suo professore di filosofia all’Università di Harvard. Tutte le “certezze” di Robbie crollano quando si rende conto che ciò che le stava portando gioia non era altro che una finzione, una storia d’amore che lei era impossibilitata a vivere. Si crea quindi un conflitto tra ragione, sentimento, etica e passione.

I due non riescono, però, ad allontanarsi. Le lezioni dedicate al Simposio di Platone, le riflessioni filosofiche sull’amore (Eros), sull’anima gemella e sulla natura del desiderio finiscono per diventare un tutt’uno della storia amorosa tra Robbie e Anders: diventa un linguaggio segreto tutto loro. Nel corso dello sviluppo della storia, i due devono combattere con ciò che il College pensa di loro, ma anche con le loro paure e devono rendersi conto che spesso ciò che si pensa di desiderare, non è ciò di cui si ha realmente bisogno. Riusciranno ad amarsi senza creare ulteriori danni e ad ottenere il vero oggetto del desiderio a cui tanto ambiscono?

Preferirei mille volte finire nel secondo girone dell’Inferno per l’eternità, piuttosto che trattenermi dall’averti durante la vita terrena.

I Tropes e i protagonisti

Questa storia intreccia l’amore contemporaneo all’idea classica dell’Eros. È un romanzo che sfiora differenti e profonde tematiche le quali possono essere ricondotte ai seguenti Tropes:

  • Dark Romance
  • Forbidden
  • Professor x Student
  • Philosophy lessons
  • Dual point of view
  • Trauma and Suspance

Robbie e Anders hanno due caratteri forti e spesso non facili da gestire. Sono ambiziosi e credono di avere già tutte le risposte, soprattutto lei. Ma è davvero così? La narrazione di Azzurra Costance, permette di immergersi totalmente in questa storia, di imparare ad amare i due protagonisti per rendersi conto che molto spesso quello di cui si crede di non avere bisogno, è in realtà ciò che permette di salvarsi. 

A chi è indirizzato il libro?

Se ti piace leggere romanzi che parlano di amore in modo innovativo, ma conservando un collegamento classico del termine, questo libro fa al caso tuo.

”Symposius. Cuori rifioriti” è un libro che va di pari passo con le teorie filosofiche, ne è pregno. Addentrandosi in questa storia, ci si rende conto di come molto spesso si creda di aver già capito tutto dalla vita, di aver ottenuto tutte le risposte a cui si ambiva. Ma non è così. Questa storia d’amore mette in evidenza le fragilità dei protagonisti per fare in modo che i lettori ne traggano ispirazione, per diventare una versione migliore di sé stessi e per continuare a credere nell’amore anche quando si pensa che sia perduto per sempre. È questo il vertice del cammino filosofico: l’amore che, partendo dal sensibile, conduce all’intellegibile.

Immagine di copertina: illustrazione generata da Microsoft Copilot. Riferimento artistico all’Università di Harvard e al Simposio di Platone. L’Università di Harvard non è affiliata né coinvolta nella pubblicazione.

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