Fattore campo: giocare in casa fa vincere di più?

Il fattore campo è uno dei fenomeni più studiati dalla ricerca sportiva degli ultimi cinquant’anni. Giocare in casa dà un vantaggio, ma gli studiosi discutono ancora sulle cause.

Cosa dicono i numeri

Il fattore campo ha una definizione precisa. Gli psicologi Courneya e Carron lo descrivono come il risultato costante per cui, con un calendario equilibrato, le squadre di casa vincono più della metà delle partite. Il loro studio del 1992 è ancora un punto di riferimento.

I dati cambiano da sport a sport. In una meta-analisi, cioè una ricerca che mette insieme molti studi, il valore più alto è nel calcio, con il 67,4% di vittorie in casa. Seguono rugby (63,7%), basket (62,9%), tennis (61,5%), pugilato (60,8%) e hockey (59,5%). In ogni disciplina il campo di casa porta un vantaggio.

Il peso del pubblico

Il primo sospettato è il pubblico. Gli studi mostrano che il vantaggio cresce quando i tifosi sono più numerosi e più vicini al campo.

Un modo in cui il tifo potrebbe contare passa dagli arbitri. In un esperimento del 2002 guidato da Nevill, alcuni arbitri hanno valutato le stesse azioni con il rumore del pubblico e altri in silenzio. Chi sentiva il tifo ha assegnato il 15,5% di falli in meno contro la squadra di casa. È un’influenza inconscia: nessuno lo fa di proposito.

Cosa è successo a stadi vuoti

La pandemia ha creato un esperimento naturale. Nel 2020 i campionati europei sono ripartiti senza tifosi, nelle partite chiamate ghost games. Ricercatori delle università di Northumbria e Leeds hanno analizzato quasi 5.000 partite in 11 Paesi, tra cui la Serie A.

Con il pubblico, le squadre di casa ottenevano in media 0,39 punti in più a partita rispetto alla trasferta. Senza pubblico il vantaggio è sceso a 0,22 punti, quasi la metà. Inoltre gli arbitri hanno fischiato più falli contro le squadre di casa.

Il quadro però non è semplice. Quando si considera quanto una squadra domina la partita, l’influenza dei tifosi sui fischi arbitrali si indebolisce molto. Un’altra ricerca ha trovato che le squadre di casa mantenevano un vantaggio anche senza pubblico. Il tifo, quindi, non basta a spiegare tutto.

Non solo tifo

Gli studiosi indicano altri fattori. Pollard ne elenca otto: influenza del pubblico, fatica del viaggio, familiarità con il campo, arbitri, territorialità, tattiche speciali, fattori psicologici e regolamenti.

Alcuni sono facili da capire. Chi gioca in casa conosce il campo, gli spazi e le abitudini dello stadio. Chi arriva da lontano ha fatto un viaggio. Il vantaggio aumenta con la distanza percorsa dalla squadra ospite. Anche la mente conta: sentirsi nel proprio territorio può dare sicurezza.

Un vantaggio con molte cause

Il fattore campo non ha una sola spiegazione. Pubblico, arbitri, abitudine al campo e fatica del viaggio si mescolano, e il loro peso cambia da sport a sport e da campionato a campionato.

Resta una domanda aperta: quanto vince la squadra di casa grazie ai tifosi e quanto grazie a se stessa?

Immagine in evidenza: generata con AI, ChatGPT

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