Il 21 ottobre al cinema Multisala Colosseo, a Milano, è stato presentato dagli attori, dal regista e dal produttore il film Je so’ Pazzo. Massimiliano Caiazzo, Mariasole Pollio, Nicola Prosatore e Filippo Valsecchi hanno raccontato in che modo sono riusciti a dar forma al film, unendo musica e cinema in un biopic musicale.
Il biopic musicale
Il film Je so’ pazzo, diretto da Nicola Prosatore, è un film biografico che racconta la storia di Pino Daniele. Uscito nelle sale il 15 ottobre 2026, il film ripercorre la storia del cantautore napoletano, dagli esordi della sua carriera fino al concerto gratuito svolto a Piazza del Plebiscito nel 1981, davanti a 200.000 persone. Oltre a narrare le vicende di Pino Daniele, il film mostra la vita a Napoli tra gli anni Sessanta e gli anni Ottanta, passando dai rioni al Vomero.
Nel film non viene raccontata solo la vita del musicista, ma si vede la storia di un uomo che lotta con sé stesso, che soffre a causa dei conflitti familiari e che vuole diventare qualcuno. La sua storia si intreccia continuamente con l’amore altalenante che prova per la sua città. Napoli, in questi anni, è una città di conflitti, contraddizioni e legami, significativa nella costruzione dell’identità dell’artista.
I due protagonisti
Mariasole Pollio interpreta Dorina, il primo grande amore di Pino Daniele, una donna dal carattere forte. L’attrice ha sottolineato di non essere riuscita a confrontarsi pienamente con i sentimenti della stessa Dorina. Lei ha cercato di ascoltarla, di viverla, di rispettare i suoi silenzi e di abbandonarsi completamente alla sua storia. Il suo approccio è stato quello dell’ascolto. Mariasole Pollio ha raccontato quanto sia stato importante il sostegno delle persone con cui ha lavorato, che l’hanno aiutata a comprendere dimensioni lontane dalla sua esperienza personale: la maternità, il matrimonio e la vita di una donna adulta.
A vestire i panni di Pino Daniele è Massimiliano Caiazzo, che ha affrontato un intenso lavoro di preparazione, soprattutto sul corpo e sulla voce, per avvicinarsi alla figura del musicista. La costruzione del personaggio è passata attraverso ricerche approfondite, interviste e la visione di numerosi filmati, strumenti che gli hanno permesso di entrare nel mondo dell’artista. Solo grazie a questa preparazione, è riuscito a restituire sullo schermo la complessità di un gigante della musica italiana.
La presentazione del film
La rilevanza di Je so’ pazzo oggi è fondamentale, come ha sottolineato il produttore Filippo Valsecchi, alla luce delle violente manifestazioni avvenute recentemente a Milano. Il film racconta in che modo la rabbia e il disagio possano trasformarsi in energia creativa, diventando il punto di partenza per raggiungere traguardi straordinari.
Il regista Nicola Prosatore ha spiegato che il suo obiettivo è mostrare il Pino Daniele che tutti conoscono. Je so’ pazzo è un biopic musicale, ma è anche un film di formazione: viene raccontata la storia di un ragazzo che diventa un mito. Il regista spiega che al centro del racconto non c’è un semplice cantante, ma un giovane rivoluzionario, che è riuscito a trasformare il proprio disagio in poesia.
Alla fine del talk, Prosatore ha ribadito quanto siano state preziose le testimonianze raccolte prima e durante la registrazione del film. I racconti di chi ha conosciuto Pino Daniele hanno contribuito a delineare un ritratto autentico e a ricostruire la Napoli degli anni Sessanta e Ottanta. Il film mostra in questo modo il contesto in cui il cantautore ha sviluppato la propria identità artistica.
Immagine in evidenza: Aurora Terbio
