Siamo al 13 Ottobre 1963, nasce una delle persone più importanti e influenti del novecento: sto parlando della Prima ministra del Regno Unito Margaret Thatcher.
Dalla nascita ai primi passi in politica
Margaret Hilda Roberts nacque il 13 ottobre 1925 a Grantham, nel Lincolnshire. Crebbe nell’appartamento sopra la drogheria del padre, Alfred, un predicatore laico metodista e figura politica locale che le trasmise i valori dell’etica del lavoro, della responsabilità individuale e del libero mercato.
Grazie a una borsa di studio, frequentò il Somerville College di Oxford, dove si laureò in Chimica. Successivamente lavorò per un periodo come ricercatrice, contribuendo allo sviluppo dei gelati soft-serve.
La sua vera ambizione è però la politica. Negli anni ’50 decise di iscriversi a legge, diventando avvocata tributaria. Nel frattempo, nel 1951 sposò il ricco imprenditore Denis Thatcher e diede alla luce, nel 1953, i gemelli Mark e Carol.
Nel 1959 coronò il suo primo obiettivo: venne eletta in Parlamento come deputata conservatrice per il collegio londinese di Finchley.
La politica
Nel 1970, il Primo Ministro conservatore Edward Heath la nominò Ministro dell’Istruzione. Uno dei massimi provvedimenti fu l’abolizione della distribuzione gratuita del latte nelle scuole per i bambini sopra i sette anni. Questo la portò a guadagnarsi il soprannome di “Thatcher the Milk Snatcher” (la ladra di latte).
Dopo la sconfitta elettorale dei Conservatori nel 1974, Thatcher ruppe i ranghi e sfidò Edward Heath per la leadership del partito. Nel 1975 vinse a sorpresa, divenendo la prima donna a guidare una grande formazione politica occidentale. Nel 1976, dopo un duro discorso contro l’Unione Sovietica, un giornale di Mosca la ribattezzò “La Lady di Ferro”, un’etichetta che lei adottò con orgoglio.
The Prime Minister (1979-1990)
Primo mandato
Sfruttando il “Winter of Discontent” (l’inverno del malcontento), una stagione di continui scioperi sotto il governo laburista, vinse le elezioni del 1979 e divenne Prima Ministra. Applicò fin subito una dura politica monetarista, tagliando la spesa pubblica e alzando i tassi di interesse per frenare l’inflazione, causando inizialmente un drastico aumento della disoccupazione e crolli nei sondaggi. La svolta arrivò nell’Aprile del 1982, quando l’Argentina invase le Isole Falkland. Thatcher rispose inviando una massiccia task force navale nel Sud Atlantico. La rapida e netta vittoria militare fece esplodere il fervore patriottico britannico, garantendole una trionfale rielezione nel 1983.
Secondo mandato
Il secondo mandato è stato segnato dallo scontro frontale con i sindacati, in particolare la NUM (National Union of Mineworkers). Lo sciopero dei minatori del 1984-1985 fu un vero e proprio logoramento. I minatori e le loro famiglie si ritrovarono allo stremo finanziario, dovendosi ritirare dallo sciopero. Il 3 marzo 1985 il sindacato votò per il rientro al lavoro. Questo senza aver ottenuto una singola concessione dal governo sulle chiusure. Questa fu la sconfitta più potente del Paese per il sindacato, il quale segnò un punto di non ritorno per la storia britannica: le leggi sindacali furono inasprite, il numero degli iscritti crollò negli anni successivi e la capacità delle grandi sigle dei lavoratori di influenzare la politica nazionale o bloccare le riforme economiche fu annullata.
Nell’ottobre del 1984 sopravvisse miracolosamente a un attentato dinamitardo dell’IRA al Grand Hotel di Brighton, in cui morirono cinque persone.
In politica estera, instaurò un’alleanza ferrea con il Presidente americano Ronald Reagan, basata sulla comune visione neoliberista e anticomunista. Al contempo, giocò un ruolo cruciale nel disgelo della Guerra Fredda, essendo tra i primi leader occidentali a intuire la portata riformatrice del leader sovietico Michail Gorbaciov.
In ambito economico, promosse massicce privatizzazioni di aziende statali, tra cui la British Telecom, British Gas, British Airways, e la deregolamentazione dei mercati finanziari.
Terzo mandato
Rieletta per la terza volta consecutiva nel 1987, Thatcher sembrò inarrestabile, ma il suo stile sempre più autoritario iniziò ad alienare i suoi stessi ministri. La frattura definitiva avviene su due fronti: il suo crescente euroscetticismo, che ha infastidito l’ala moderata del partito, e soprattutto l’introduzione della Community Charge, nota come Poll Tax. Si trattava di un’imposta locale a quota fissa, uguale per tutti indipendentemente dal reddito. La misura venne percepita come fortemente iniqua, scatenando un tracollo nei sondaggi e violente rivolte di piazza nella primavera del 1990.
Fu così che nel novembre del 1990, il deputato conservatore Michael Heseltine sfidò la sua leadership. Pur ottenendo la maggioranza al primo turno, non riuscì a raggiungere il quorum necessario per evitare un secondo ballottaggio. Consultando i suoi ministri ad uno ad uno, si rese conto di aver perso l’appoggio del gabinetto. Il 28 novembre 1990 Margaret Thatcher rassegnò le sue dimissioni, dopo aver governato per 11 anni 208 giorni.
Fu la Prima Ministra più longeva di tutte della Regina Elisabetta II, una delle più longeve del panorama del Regno Unito del Novecento, posizionandosi al settimo posto della classifica della storia britannica.
Il dopo politica e la morte
Lasciò la Camera dei Comuni nel 1992, venendo nominata Baronessa ed entrando nella Camera dei Lord. Trascorse gli anni ’90 tenendo discorsi in tutto il mondo, scrivendo le sue memorie e fondando la sua omonima fondazione.
A partire dai primi anni 2000, una serie di piccoli ictus inizia a minare la sua salute e la sua memoria, costringendola a ritirarsi gradualmente dalla vita pubblica. Il declino fu aggravato dalla morte del marito Denis nel 2003.
Margaret Thatcher morì per un ictus l’8 aprile 2013, all’età di 87 anni, in una suite del Ritz Hotel di Londra. Il suo funerale cerimoniale si tenne nella Cattedrale di St Paul, con gli onori militari e alla presenza della Regina Elisabetta II e il Duca di Edimburgo, oltre che del Primo Ministro David Cameron.
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