Sabato sera, 16 maggio 2026, Demna ha portato in scena la sua prima collezione Cruise per Gucci, trasformando Times Square in una passerella di alta moda a cielo aperto.
Nel cuore della città che non dorme mai, tra schermi LED e cartelloni pubblicitari giganteschi, Demna ha presentato per la prima volta “GucciCore”, il nuovo capitolo creativo della maison italiana.
Intorno alle 20:30, gli iconici billboard di Times Square hanno interrotto il loro flusso incessante di advertising per trasmettere in live streaming la sfilata, trasformando Manhattan in una campagna vivente fatta di moda, spettacolo e cultura pop.
Le celebrities in passerella
Non soltanto pubblico e ospiti in prima fila: molte celebrities hanno preso parte direttamente alla sfilata. Da Mariah Careya, Kim Kardashian, passando per Paris Hilton, Cindy Crawford ed Emily Ratajkowski, i volti scelti da Demna sembrano incarnare quella pluralità di identità e stili che definisce una metropoli come New York.
Il nuovo linguaggio estetico di Gucci
La collezione si costruisce attorno a business suit, trench coat, abiti lunghi e silhouette rigorose, pensate per rappresentare una molteplicità di linguaggi estetici che si intrecciano come le strade della città. È una moda meno urlata e più strategica, che non punta soltanto all’effetto scenico ma cerca, stagione dopo stagione, di rendere immediatamente riconoscibile il nuovo lessico di Gucci.
In questo guardaroba convivono riferimenti all’arte contemporanea, all’estetica urbana e all’heritage della maison: pellicce oversize, giacche gessate, chiodi in pelle e abiti formali dal fit aderente si alternano a piume, lustrini, fasce Web, stampe Flora, motivi animalier, jeans slavati e camicette di seta. Più che inseguire le tendenze del momento, GucciCore sembra voler riportare il marchio alle sue origini, riaffermandone l’identità attraverso una visione contemporanea e sensuale.
Il momento delicato della maison
La collezione arriva in un momento particolarmente delicato per la maison. Con la nomina di Demna nel marzo 2025, Gucci ha affidato al designer il compito di riportare il marchio al centro della scena dopo l’uscita di Sabato De Sarno e una fase di rallentamento che aveva indebolito l’impatto creativo della maison.
GucciCore sembra quindi voler rispondere a una domanda precisa: cosa rende Gucci riconoscibile oggi? La risposta di Demna passa attraverso un guardaroba più concreto e urbano, capace di unire tailoring e desiderabilità commerciale in un’immagine coerente e riconoscibile.
Una dichiarazione d’identità
La sfilata di Times Square non è stata soltanto un evento spettacolare, ma una vera dichiarazione strategica. Gucci utilizza il linguaggio della metropoli, della pubblicità e della cultura pop per ridefinire il proprio immaginario, cercando un equilibrio tra heritage italiano e nuova direzione creativa. In questo senso, GucciCore rappresenta il primo vero vocabolario permanente del Gucci di Demna: meno esercizio di stile, più affermazione d’identità.
Manhattan, inoltre, rappresenta un luogo profondamente simbolico per la maison: è qui che Gucci consolidò la propria espansione internazionale con l’apertura dei primi negozi negli Stati Uniti negli anni Cinquanta, segnando l’inizio della sua dimensione globale.
Immagine in evidenza: Wikipedia, Alessandro Michele for Gucci
