La storia di Yung Lean: dal seminterrato al Fabrique

Giorno 15 novembre Yung Lean ha portato il cloud rap e una parte della sad boy gang a Milano, in particolare al Fabrique. Tra pianti, saltelli, cerchi che si aprivano come se fosse un concerto metal, Yung Lean ha lasciato un segno in tutto il pubblico, il quale ha fatto il giro del mondo per vedere e sentire cantare il nuovo album con anche alcune canzoni vecchie tra cui “Ghostown”, il feat con Travis Scott.

Piccole note biografiche 

Yung Lean è lo pseudonimo Jonatan Leandoer Håstad ma è conosciuto anche come Metal Storm, Jonatan Leandoer127 e Jonatan Leandoer96. Nasce a Stoccolma il 18 luglio del 1996, ma trascorre i primi anni in Bielorussia a Minsk. Successivamente è tornato in Svezia ed è cresciuto nel quartiere di Södermalm a Stoccolma. I suoi genitori sin da piccolo lo hanno ispirato artisticamente: suo padre, Kristoffer Leandoer, è poeta e scrittore, mentre sua madre, Elsa Håstad, ha lavorato nei diritti umani.  

Come tutto è iniziato

Prima di debuttare come cantante, nel 2012 conosce a Stoccolma Yung Sherman e Yung Gud, entrambi producer con cui forma il gruppo Sad Boys. Nei primissimi tempi producono da soli nel loro seminterrato pubblicando le loro canzoni su Soundcloud. Nel 2013 esce il suo primo singolo “Ginseng Strip” che riscontra un enorme successo nel 2013: diventa virale su Youtube e sulle community online. Nello stesso anno pubblica il suo primo mixtape: “Unknown death 2002” ed esce l’EP “Lavander”. Il suo primo album in studio è “Unknown Memory” (2014).

Durante la registrazione di “Warlod”, vive a Miami in Florida ma è un periodo nero per lui: diventa dipendente da Xanax, Lean (uno sciroppo) e cocaina. Il 7 aprile 2015 ha un’overdose che lo porta in ospedale. Inoltre, in quel periodo muore il suo manager e migliore amico Barron Machat in un incidente. Dopo questi episodi torna in Svezia anche a produrre infatti successivamente usciranno due canzoni ispirate a questi eventi ovvero “Agony” e “Hotel in Minsk”. Ha confessato di soffrire di alcuni problemi di salute mentale: gli è stato diagnosticato nel 2016 un disturbo bipolare di personalità. In un’intervista al The Guardian ha dichiarato di “spogliarsi dell’internet, delle droghe, e di restare con l’emozione reale” quando fa musica.

Per quanto riguarda i suoi pseuinimi, con Jonatan Leandoer127 (poi anche Leandor96) si cimenta in sperimentazioni di stili diversi come indire ed art rock. Come Leandor96 invece ha pubblicato album che esplorano generi più sperimentali.

E’ considerato uno dei pionieri del cloud rap europeo grazie al suono molto “post-internet” malinconico e sperimentale. Ha influenze da arti molto diversi, come sostiene in un intervista a Popcast su Youtube, come Odd Future e Lil B. Non ha solo portato musica, ma anche uno stile visivo fortemente legato a internet, meme, vaporwave e nostalgia anni 2000.

Hotel in Minsk 

“Hotel in Minsk” è una canzone attribuita al suo pseudonimo Jonatan Leandoer96, infatti non appartiene allo stile rap cloud, ma a uno più intimo ed emotivo. Le tematiche di cui tratta il brano sono principalmente legata alla sofferenza interiore e il desiderio di fuga. Nei testi ricorrono immagini di bastoni e pietre nel corpo e la voglia di distaccarsi da sé come dice nella frase “I close my eyes, I want to leave my body” .

E’ presente una forte componente romantica, quasi malinconica: “I’d kill for your love, I’d die for your love” in cui esprime un attaccamento intenso, quasi estremo, verso qualcuno senza mai effettivamente citarlo o citarla, mettendo in gioco la propria vita. L’immagine dei piccioni che volano dal cielo quando dice “Take my blood, raise it high, I see doves from the sky” può simboleggiare speranza, pace o redenzione. La scelta del titolo “Hotel in Minsk” ha un significato personale: Minsk infatti è collegata alla sua infanzia. 

Agony

“Agony” è una canzone che appartiene al suo pseudonimo principale, Yung Lean, facente parte dell’album Stranger. Tema principale è la lotta con la salute mentale, con riferimenti a isolamento, disperazione e uso di medicinali per cercare di estinguere il dolore interiore. Come dice nella frase “Take a pill and go to sleep”, questa canzone è ispirata all’overdose avvenuta a Miami e alla morte del suo migliore amico Barron Machat. Nel testo Lean parla di figure oniriche e surreali come streghe e draghi, figure simboliche che rappresentano il caos dentro di lui nonché la lotta contro i suoi demoni mentali. Una parte cruciale è il desiderio di connessione: “Isolation caved in, I adore you, the sound of your skin” riflette un bisogno di intimità, un amore che possa fungere da medicina alla sua solitudine psicologica. Nel finale, c’è un coro di bambini islandesi che aggiunge una dimensione angelica, quasi sacra, al brano, rendendo la fine della canzone ancora più potente e tragica. “Agony” è anche una dichiarazione emotiva su quanto male faccia non essere compreso e quanto lo desideri

Jonatan e Forever Yung

“Jonatan” è l’ultimo album ufficiale di Yung Lean uscito il 2 maggio del 2025. Si chiama così perché Jonatan è il suo vero nome e con questo album sembra voler esplorare una parte più autentica e intima di sè. Per quanto riguarda lo stile musicale non appartiene al cloud rap, ma presenta sonorità più improntate al’indie rock, art pop ed elettroniche. Gli strumenti che sono centrali ma sopratutto fondamentali in questo album sono la chitarra, il piano e la batteria minimale, molto diversi rispetto alla produzione trap tradizionale. La produzione è curata da Rami Dawod, il quale ha lavorato con Frank Ocean, e ci sono anche contributi di Oneohtrix Point Never e Beck che sono riusciti a rendere il suono più sperimentale e maturo. E’ un album improntato sulla riflessione personale, la maturità, le rotture affettive, il peso della vita pubblica e il desiderio di autenticità, come se stesse a simboleggiare una rinascita dell’artista.

In alcune tracce si avverte un forte contrasto: momenti vulnerabili, ballad intime come in “Swan Song”, ma anche parti più dinamiche con arrangiamenti più ricchi come per “Terminator Symphony”.

Il primo singolo prodotto per l’album è “Forever Yung”, co-scritto e prodotto da Rami Dawod. Il video ha un significato molto simbolico: è presente il cantante che autocelebra il funerale del suo vecchio sé, è rappresentato con una corona seguito da un corteo funebre. Il significato della canzone è quello della rinascita in cui Lean seppellisce la sua identità legata all’era di internet per abbracciare quella sua più vera e autentica, quella di Jonatan. Nel testo e nella costruzione sonora, si percepisce una ricerca di autenticità: con “Girl, inside that mask of yours-yours just take it off and let it show” dice di togliere la maschera ed accettare le proprie vulnerabilità. Dichiara, infatti, che il “party è finito”. Musicalmente, ha un andamento piuttosto scarno ma potente: il basso quasi monotono crea una marcia funebre che si intreccia con la voce di Lean, trasmettendo un insieme di  malinconia e speranza. Il messaggio che traspare non è solo della fine di un’era, ma è anche una dichiarazione di crescita. Lean non sta semplicemente abbandonando il suo passato, ma lo sta trasformando come una “fenice che rinasce dalle sue ceneri”.

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3 Commento

  • Pubblicato il 17 Novembre 2025 14:44 0Likes
    Tonio

    Hell yeah, il rapper preferito del tuo rapper preferito

  • Pubblicato il 17 Novembre 2025 13:44 0Likes
    TheRealMirkone23880

    Swag! Giovanotti sarebbe fiero di te. Mirkone out!🙌

  • Pubblicato il 17 Novembre 2025 13:33 0Likes
    Pippo

    Hard

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