Come i social hanno cambiato la lettura dei giovani

Dai grandi classici ai romance virali grazie a TikTok, le abitudini di lettura dei più giovani stanno cambiando sempre di più. Ma perché i libri che un tempo si leggevano per piacere sembrano oggi appartenere sempre più soltanto al mondo scolastico?

Una scoperta su TikTok

Su TikTok, è facile imbattersi in video appartenenti ad account dedicati ai libri, di individui anche molto giovani. Quindi vedere un video di una ragazzina che parlava e recensiva il famoso romanzo Il Fabbricante di Lacrime, di Erin Doom, diventato un fenomeno editoriale degli ultimi anni, ormai non ci stranisce più. La ragazzina stava recensendo il libro, dando i propri pareri e parlandone con l’entusiasmo di chi aveva trovato una storia capace di coinvolgerla. La mia generazione era stata abituata a leggere libri molto diversi da quelli che circolano ora. Potrei citarne tanti, come Il giro del mondo in 80 giorni di Jules Verne, o Piccole Donne di Louisa May Alcott. Libri, che al giorno d’oggi, sono spesso associati ad un’attività scolastica e non più ad una di svago e piacere. Il confronto è nato spontaneo, non tanto come un modo per stabilire quale lettura sia migliore in assoluto, ma piuttosto come una domanda: com’è cambiato il modo in cui le giovani menti si avvicinano alla letteratura? O anche più banalmente, come mai opere che un tempo sembravano occasioni di scoperta personale, oggi hanno lasciato spazio a generi più immediati e vicini all’immaginario contemporaneo?

Leggere per piacere

La lettura non ha mai avuto una sola funzione. Si legge per imparare, per svagarsi, per informarsi, ma anche per evadere dalla quotidianità e trovare una pausa dal mondo esterno. Negli ultimi anni, la narrativa di intrattenimento ha conquistato una visibilità crescente attraverso generi come Romance, Fantasy e Young Adult. Le storie sentimentali contemporanee offrono personaggi con cui identificarsi, relazioni intense e conflitti emotivi facilmente riconoscibili. Il linguaggio è più vicino a quello delle nuove generazioni e le vicende si inseriscono in contesti che i lettori percepiscono familiari. Il successo di questi libri non è un problema. Leggere per divertimento è una componente fondamentale del rapporto con la letteratura e può essere il primo passo verso un interesse più ampio. Ovviamente, ci sono certi libri non adatti a persone molto giovani con menti ancora suggestionabili. Inoltre, la questione cambia anche quando ci si domanda quali orizzonti rischino di rimanere inesplorati.

I numeri delle letture

Nel 2025, secondo l’Osservatorio Kids dell’Associazione Italiana Editori, il 99% dei bambini e ragazzi dai zero ai quattordici anni aveva avuto almeno un’esperienza di lettura, considerando libri cartacei, audiolibri, e-book, applicazioni e piattaforme narrative. Tuttavia, solo il 26% di questi individui leggeva più di sei libri cartacei annualmente. I dati non dimostrano che i classici siano in declino, ma evidenziano quanto leggere al giorno d’oggi sia ritenuto più un dovere che un piacere.

l ruolo dei social network

Una parte di questa trasformazione riguarda anche il modo in cui i libri vengono scoperti. Se in passato i consigli arrivavano da insegnanti, famiglia e librerie, oggi TikTok e il BookTok sono diventati le fonti principali della circolazione dei nuovi titoli. Recensioni, consigli, edit e reazioni emotive contribuiscono a trasformare certi titoli in veri e propri fenomeni editoriali, rendendoli accessibili a lettori anche molto giovani. Il successo dei romance si inserisce in questo contesto. Le storie sentimentali contemporanee vengono condivise, commentate e consigliate, alimentando un interesse che va oltre la letteratura individuale. Quindi, potremmo dire che i social contribuiscono a orientare i gusti e le scelte dei lettori. I classici, al contrario, faticano talvolta ad ottenere la stessa visibilità e rischiano di rimanere confinati solo ad un ambito scolastico. Questo fenomeno sta portando i classici alla perdita dello spazio nella lettura spontanea dei più giovani.

I classici relegati alla scuola

In questo scenario i classici rischiano di essere percepiti in maniera diversa. William Shakespeare, Charles Dickens, Gustave Flaubert, Jules Verne, Oscar Wilde, sono incontrati solamente attraverso dinamiche scolastiche, come analisi di testo e verifiche. I professori non spiegano sempre a fondo il loro valore, e non riescono a trasmettere il piacere della lettura. È un paradosso: opere nate per raccontare desideri, ingiustizie, ambizioni, amori e contraddizioni umane finiscono per essere associate soprattutto all’obbligo. Chiaramente, la distanza linguistica e storica può rendere più difficile l’immedesimazione. Spesso e volentieri, il timore di non comprendere pienamente un testo può scoraggiare chi non è abituato a confrontarsi con letture impegnative.

Eppure, i classici non sono privi di quelle emozioni che attirano lettori contemporanei. Jane Austen racconta di relazioni e convenzioni sociali come in Orgoglio e Pregiudizio; Dickens esplora le disuguaglianze, la povertà e lo sfruttamento dell’infanzia come in Oliver Twist; Oscar Wilde riflette sul paradosso dell’estetismo e sull’ipocrisia dell’alta società come ne Il ritratto di Dorian Gray e L’importanza di chiamarsi Ernesto; Flaubert indaga desideri, insoddisfazioni e il fenomeno del Bovarismo come nell’opera Madame Bovary; Verne invita a immaginare mondi inesplorati come nel libro Viaggio al centro della Terra. Il problema, quindi, potrebbe non risiedere nei classici stessi, ma nel modo in cui vengono presentati alle nuove generazioni. Quando un libro è percepito come un impegno scolastico, diventa più difficile sceglierlo come una forma di svago.

Una questione di mercato e abitudini

Il successo dei romance dipende da diversi fattori: la diffusione sui social, le strategie editoriali e la capacità di intercettare i gusti dei giovani. In questo contesto i libri vengono spesso scelti anche in base alla loro popolarità e alle emozioni che suscitano. I dati dell’ANSA dimostrano che nel 2024 il genere ha venduto circa cinque milioni copie, generando un ricavato di 56 milioni di euro. Nel 2023, inoltre, le vendite dei romance erano aumentate del 462,5%, rispetto al 2019. Si tratta di numeri che testimoniano l’espansione del settore e il ruolo assunto dalle nuove forme di distribuzione e promozione.

Il rapporto diretto tra autori e pubblico può favorire la circolazione dei libri romance, mentre i social aiutano a rendere famosi determinati titoli. Si crea così un circolo in cui la popolarità genera interesse, l’interesse alimenta le vendite e il successo commerciale aumenta la visibilità. I classici, invece, faticano talvolta a ottenere la stessa visibilità, soprattutto tra chi li associa principalmente al contesto scolastico. Non significa che siano scomparsi, ma oggi devono confrontarsi con nuove modalità di scoperta e consumo culturale.

Non è una guerra tra generi

Contrapporre romance e classici sarebbe riduttivo. Leggere per piacere è importante e i romanzi contemporanei possono avvicinare di più i giovani alla lettura, stimolando la loro immaginazione ed empatia. Il problema nasce quando alcuni generi divengono l’unico punto di riferimento, limitando la possibilità di scoprire altre tipologie di narrazione. Allo stesso tempo, i classici offrono strumenti per capire epoche, società e comportamenti umani, oltre a presentare prospettive che possono mettere in dubbio le convinzioni dei lettori. Le due forme di narrativa possono convivere e arricchirsi reciprocamente.

La sfida consiste nel restituire ai classici il loro valore anche al di fuori della scuola, presentandoli come storie facilmente collegabili al presente. L’obiettivo non dovrebbe essere imporre letture considerate più prestigiose, ma offrire ai giovani la possibilità di formarsi, arricchirsi e divertirsi anche con altri generi e autori della letteratura. Come scriveva Umberto Eco nel suo saggio Perché i libri allungano la vita: “Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni:c‘era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… perché la lettura è un’immortalità all’indietro.” Leggere qualunque genere consente di vivere esperienze che superano i limiti della propria esistenza.

Immagine in evidenza: Camilla Mora

Autore

Lascia un commento