Christian Dior, dal New Look al lusso di oggi

A 69 anni dalla sua scomparsa ricordiamo Christian Dior: un genio assoluto capace di creare uno degli imperi nel campo della moda più grandi della storia, continuando tutt’oggi ad influenzare le masse

Christian Dior, la biografia

Nato in Normandia nel 1905 in una famiglia benestante, Christian Dior cresce nell’ambiente Francese con la passione per l’arte, i giardini e l’architettura. Prima di diventare sarto, decide di aprire una galleria d’arte. Tuttavia, a seguito del crollo finanziario della famiglia negli anni Trenta, è costretto a reinventarsi, iniziando a vendere i suoi bozzetti di moda e lavorando per importanti atelier dell’epoca. La svolta arriva nel 1946 quando, a quarantun anni e grazie al sostegno del magnate Marcel Boussac, fonda la sua maison al numero 30 di Avenue Montaigne a Parigi. L’anno successivo, con il lancio del leggendario New Look, conquista e ridefinisce il mondo della moda per sempre. La sua corsa si interrompe prematuramente nel 1957, quando muore improvvisamente a soli cinquantadue anni in Italia, lasciando un’eredità destinata a fare la storia del costume

La rivoluzione del New Look (1947)

l’anno di svolta per Christian Dior è proprio il 1947, ed in particolare il 12 febbraio 1947, il giorno prima della sua sfilata

In un’epoca in cui i tessuti erano razionati e la moda femminile risentiva ancora della rigidità e della mascolinità imposte dal periodo bellico, decise di presentare alla sfilata una collezione che la celebre caporedattrice di Harper’s Bazaar, Carmel Snow, battezzò immediatamente “New Look”

Queste le caratteristiche:

  • Le forme: Vita strettissima, spalle morbide e arrotondate, e gonne ampie, lunghissime e ricche di metri di tessuto
  • Il significato: Dior andò oltre il semplice vestito, il suo intento era quello di riportare in auge la figura della donna, nella sua grazia e nella sua sensualità, e il piacere di sentirsi nuovamente protette e desiderate

Da quel momento Parigi ritornò ad essere al centro della moda mondiale

Le creazioni e la filosofia: la moda come architettura

Dior diceva spesso: “I vestiti sono oggetti di architettura, la geometria è fondamentale”. Prima di diventare stilista, aveva studiato scienze politiche e coltivato una grandissima passione per l’arte e l’architettura

Le sue creazioninon andavano semplicemente a ricoprire il corpo, lo scolpivano. Ogni abito, come per esempio il celebre Bar Suit, era il risultato di un grande processo svolto nell’ingegneria tessile, strutturato con corpetti steccati e imbottiture interne per esaltare la clessidra femminile

Oltre agli abiti da haute couture, Dior comprese che la moda dovesse diventare qualcosa di accessibile sotto tutti gli aspetti. Nel 1947, insieme al lancio del New Look, fondò anche la Parfums Dior, debuttando con il leggendario profumo Miss Dior, dedicato a sua sorella Catherine. Fu il pioniere di quel concetto di “lifestyle” e di brand extension che oggi domina il mercato del lusso

L’eredità lasciata

Alla morte improvvisa di Christian Dior, avvenuta nel 1957 all’età di soli 55 anni, la maison si trovò davanti a un bivio drammatico. Chi poteva sostituire il sarto del mondo?

A raccogliere le redini fu il giovanissimo e geniale assistente di Dior, un ventunenne di nome Yves Saint Laurent, che firmò una prima collezione di successo prima di lasciare spazio ad una serie di direttori creativi capaci di connettere tradizione e innovazione:

  • Marc Bohan: ha guidato la maison durante gli anni Sessanta e Settanta con un’estetica più lineare e moderna.
  • Gianfranco Ferré: Il “architetto della moda” italiano, che ha riportato negli anni Ottanta la tradizione barocca e i volumi scultorei
  • John Galliano: Tra gli anni ’90 e i 2000, ha trasformato le sfilate in kolossal teatrali, fondendo l’alta sartoria con l’eccesso punk
  • Raf Simons: Ha reintrodotto il minimalismo intellettuale e la purezza delle linee negli anni Dieci del Duemila.
  • Maria Grazia Chiuri: Attuale direttrice creativa della linea donna dal 2016, è la prima donna nella storia della maison a ricoprire questo ruolo. Ha impresso una forte impronta femminista, mescolando l’heritage sartoriale di Dior con l’attivismo contemporaneo, lo sportswear di lusso e la valorizzazione dell’artigianato globale

Dior oggi, tra tradizione e metaverso

Nel panorama del lusso contemporaneo del gruppo LVMH, Dior si presenta oggi come un colosso globale che fattura miliardi, ma che non ha mai smesso di guardare alle sue radici.

  • Il Museo di Avenue Montaigne: La storica sede parigina è stata trasformata nella Galerie Dior, un museo permanente che celebra la storia degli abiti e l’influenza di Christian Dior nell’arte.
  • La Sostenibilità e il Digitale: Oggi Dior non veste più solo le dive di Hollywood per i red carpet come Natalie Portman, ma sperimenta il metaverso, la digital couture e adotta definiti standard di tracciabilità della filiera produttiva.

Dior è celebrazione della bellezza e dell’eleganza capaci ogni giorno di innovarsi, mantenendo però uno stretto legame con il suo fondatore e con la fondazione del 1947, New Look, che continua a vivere in ogni abito prodotto, nello stile, nella forma e nella grazia

“immagine in evidenza”: https://unsplash.com/it/foto/un-riflesso-di-un-edificio-nelle-finestre-di-un-altro-edificio-bFRVlDqd_fU

Autore

Lascia un commento