Il 4 settembre si è svolta la prima delle tre dirette speciali di Radio IULM dedicate all’83esima edizione del Festival di Venezia.
La Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia non è soltanto passerelle eleganti e grandi storie d’amore. Nel corso della sua storia, il Lido ha accolto le narrazioni più cupe e inquietanti dell’animo umano, diventando la vetrina perfetta per il cinema crime, noir e con suggestioni true crime. Dal secondo dopoguerra fino al thriller contemporaneo, il lato oscuro della società ha trovato in Laguna un palcoscenico d’eccezione.
Scopriamo come alcune opere fondamentali hanno portato il delitto, la violenza e la devianza al Festival di Venezia.

Chi l’ha detto che la mostra del cinema di Venezia sia solo un feudo per i drammi storici e film d’autore? Sulla laguna il brivido ha sempre trovato casa. Nel corso dei decenni, l’horror e il fantastico si sono insinuati tra le proiezioni, trasformando la tensione in inquietudine in vera e propria arte premiata.
Ecco come il cinema della paura ha conquistato Venezia, da un classico del secolo scorso fino alle attese di quest’anno.
In data 27 Febbraio 2025, le sale cinematografiche di tutta Italia hanno visto l’uscita di Diciannove, il primo lungometraggio del regista Giovanni Tortorici. Prodotto nientemeno che dalla Frenesy Film Company di Luca Guadagnino, il film è stato presentato all’ultima edizione del Festival del Cinema di Venezia nella sezione Orizzonti e ha costituito la prova d’esordio anche per Manfredi Marini, protagonista dell’opera.
Dopo una lunga pausa dettata dalla sessione di esami torna Premiere, con i film in uscita dal 24 febbraio al 2 marzo. Ben 17 titoli tra nuove uscite, eventi e grandi ritorni, una settimana cinematografica da non perdere!
Opinione di molti è che il caso Boccia-Sangiuliano abbia marginalizzato il dibattito sulla recente riforma in materia di tax credit per il cinema, provvedimento che ha tutta l’aria di voler affossare un settore già abbastanza in ginocchio nel nostro Paese. Può darsi. In effetti, un ministro andrebbe giudicato nel merito dell’esercizio delle sue funzioni. Allora entriamoci, nel merito.
