Se siete stati in uno dei teatri di Broadway avrete sicuramente tenuto in mano un libricino con in alto una striscia gialla e la scritta “Playbill“: si tratta dell’ormai iconica rivista teatrale, distribuita nei teatri de La Grande Mela, contenente il programma di sala e molto altro.
Che sia letteratura, musica o cinema il concetto di Amour fou è onnipresente, permeando le opere di numerosi artisti e diventando una fonte inesauribile di ispirazione. Questo amore irrazionale ha affascinato intere generazioni, trovando espressione nei versi dei poeti maledetti, nelle canzoni e nei film, specialmente quelli surrealisti, che esplorano le passioni umane più impetuose.
Ad esserne particolarmente affascinati sono i Francesi, popolo a cui apparteneva lo stesso André Breton, teorico del surrealismo e autore che ha dato forma a questo concetto.
Nelle strade di Montmartre, quartiere simbolo della bohème parigina, è diffusa la scritta “L’amour fou rend dingue”, ovvero “L’amore folle ti rende folle”. Ma cos’è davvero questo amour fou?
Il Politeama Rossetti di Trieste è tra i Teatri Stabili più antichi d’Italia. La sua storia, il suo cartellone variegato, tra cui spiccano le produzioni di teatro musicale, e la sua estetica lo rendono uno dei teatri più importanti del nostro Paese.
Gli esami sono finiti. È giunta l’ora di rispolverare gli zaini, togliere i gruppi dell’università dalle chat archiviate e fare i conti con l’inevitabile: tornare a svegliarsi presto per affrontare i mezzi affollati o sopravvivere al traffico delle nove. Ecco dunque 5 film a tema universitario per accompagnarvi nel ritorno alla vita accademica.
Eleni Molos: attrice, voce narrante di audiolibri, doppiatrice, creatrice di podcast e collaboratrice alla stesura di manuali filosofici. Ha la capacità di reinventarsi in maniera unica in ogni progetto. Oggi ci porta nel suo mondo per scoprire le tante dimensioni che lo compongono.
Originariamente concepita come una forma di improvvisazione, la recitazione è stata riconosciuta nel corso dei secoli come una vera e propria arte, codificata attraverso un insieme di metodologie e approfondita in numerosi trattati teorici.
Da secoli gli attori prima di entrare in scena seguono un copione, ma non è sempre stato così, infatti le prime forme di teatro ne erano prive. La sua storia millenaria si è sviluppata parallelamente all’evoluzione del teatro, intrecciandosi con i mutamenti artistici e culturali.
In un’epoca in cui il video di TikTok domina il panorama mediatico e tutto viene modellato secondo i suoi parametri, i film sono spesso percepiti come semplici contenuti di consumo. Anche la figura dell’attore sembra subire questa svalutazione, spesso accostata a quella dell’influencer e vista come il riflesso di un animo egocentrico. Ma è davvero l’egocentrismo a guidare gli attori nel panorama contemporaneo? Possiamo ancora parlare di attori nel senso tradizionale del termine? Per approfondire questi temi, abbiamo intervistato Robert Dancs, giovane studente e attore, noto per il suo ruolo di Nicolò nel film “Sole a Catinelle” e tre giovani studentesse di recitazione cinematografica e attrici ai primi passi: Laura Muttoni, Loredana Palese e Nicole Corsetti.
Il teatro, inteso come forma d’arte e mezzo espressivo, è da sempre in continua evoluzione, capace di adattarsi alle tendenze culturali, storiche e sociali di ogni epoca. Tuttavia, esistono elementi che, nonostante i cambiamenti, rimangono costanti. Per approfondire questi aspetti abbiamo intervistato Luca Mauceri, attore teatrale e compositore di lunga esperienza, e alcuni giovani studenti di recitazione teatrale e musical: Silvia Bartoli, Giuliana Cafagna, Carlotta Cilento e Nicolò Vascotto.
Il 18 agosto 2024, lo stesso volto che per decenni ha riempito i grandi schermi del cinema ha lasciato dietro di sé un vuoto incolmabile. Parliamo di Alain Delon, non solo attore, ma divo di un cinema ormai lontano, “l’ultimo esponente” di una grande stagione. Una figura emblematica, i cui occhi azzurri sono forse l’unica cosa davvero certa. Un personaggio “camaleontico“, come lo definisce Rocco Moccagatta, docente di Storia del Cinema presso la facoltà di Comunicazione in IULM, con il quale abbiamo discusso del mito di Delon.
