Capita spesso di passare di corsa lungo via Francesco Sforza senza fare caso ai Giardini della Guastalla, ignorando che dietro quel cancello si nascondano quasi cinque secoli di storia milanese.
Tra l’Università Statale e Palazzo Sormani si trova un angolo verde che molti milanesi incrociano senza conoscerne la storia: I Giardini della Guastalla.
Niente di meno che il più antico giardino pubblico di Milano. Le sue origini risalgono alla metà del Cinquecento e sono legate alla figura di Ludovica Torelli, Contessa di Guastalla, e alla sua storia, che porterà alla nascita del Collegio da lei fondato.
Ludovica Torelli: Chi era la Contessa che ha dato il nome al giardino?
Ludovica Torelli nacque nel 1499 a Guastalla, figlia di Achille Torelli, conte di Guastalla. I Torelli erano una delle famiglie più importanti e influenti dell’allora Stato di Guastalla, oggi comune italiano situato in provincia di Reggio Emilia.
A diciott’anni Ludovica venne data in sposa al conte Ludovico Stanga. Nel 1522, alla morte del padre, assunse ufficialmente il titolo di Contessa di Guastalla ed ereditò tutti i suoi beni. Ludovica in quegli anni però perse prematuramente sia il marito sia il figlio.
Nel 1525 si risposò con Andrea II Martinenghi, descritto come un uomo difficile e violento, che venne ucciso tre anni dopo dal fratello della sua prima moglie, in cerca di vendetta per la morte della sorella. Rimasta nuovamente vedova all’età di ventinove anni, Ludovica dovette affrontare i parenti del secondo marito, che tentarono di assassinarla per impossessarsi dei suoi beni.
Da contessa a benefattrice e l’arrivo a Milano
Ludovica si avvicinò progressivamente alla religione, fino a decidere di destinare il proprio patrimonio alle opere caritative. Nel 1539 vendette i suoi possedimenti di Guastalla ai Gonzaga e Ludovica si trasferì a Milano.
Qui si trovò di fronte a una realtà urbana profondamente segnata dalla povertà e dalle difficoltà sociali dell’epoca. A colpire particolarmente la Contessa furono le condizioni delle giovani donne in difficoltà economica, molte delle quali erano costrette a prostituirsi per poter sopravvivere.
Grazie al suo impegno furono fondate la chiesa di San Paolo Converso e il convento delle Angeliche di San Paolo. Il convento, infatti, fu realizzato anche attraverso la trasformazione di alcune case di tolleranza presenti nel quartiere Bottonuto, diventando un luogo destinato all’accoglienza e all’educazione delle giovani donne.
La nascita del Collegio della Guastalla:
Nel 1535 Ludovica Torelli intraprese la vita religiosa, assumendo il nome di Paola Maria. Per circa vent’anni si dedicò alla preghiera e alle opere caritative, assistendo poveri e malati. Il suo impegno, tuttavia, si scontrò con le crescenti restrizioni imposte dalla Chiesa durante la Riforma cattolica.
Dopo essere stata assolta dal Santo Uffizio, nel 1554 abbandonò la vita conventuale e tornò allo stato laicale, continuando a dedicarsi ai suoi progetti assistenziali.
Successivamente acquistò una casa con giardino nella zona della Ca’ Granda, in prossimità dell’attuale via Francesco Sforza. Proprio qui, tre anni dopo, nel 1557, venne istituito il Collegio della Guastalla, una struttura destinata principalmente all’educazione di ragazze indigenti appartenenti a famiglie nobili decadute.
Il Collegio disponeva di risorse proprie e indipendenti, garantite sia dai fondi della fondatrice sia dalle donazioni di famiglie benestanti. Inoltre, al compimento dei vent’anni, alle ragazze veniva assegnata una dote di 2.000 lire imperiali, che avrebbe permesso loro di sposarsi o di entrare in convento.
Da un laghetto cinquecentesco alle peschiera barocca
Il giardino, già presente nella proprietà al momento dell’acquisto, venne trasformato dalla Contessa in un vero e proprio giardino all’italiana. In origine occupava circa un ettaro e ospitava al suo interno un laghetto alimentato dalle acque del Naviglio, che all’epoca scorreva lungo quella che oggi è via Francesco Sforza. Il laghetto non aveva soltanto una funzione decorativa, ma possedeva anche una funzione pratica: al suo interno venivano allevati i pesci destinati al sostentamento delle educande del Collegio. Nel Seicento il laghetto cambiò volto, prosciugato per ragioni igieniche venne realizzata al suo posto una peschiera barocca, destinata principalmente a una funzione ornamentale. Ancora oggi, la peschiera rappresenta sicuramente l’elemento più caratteristico del giardino.


Cosa vedere oggi nel Giardini della Guastalla
Appena entrati dall’ingresso principale (Via Francesco Sfroza) ci si trova subito davanti alla peschiera, considerata il principale elemento architettonico del giardino.
Ai margini del parco troviamo un’edicola seicentesca, che contiene una rappresentazione della Maddalena assistita dagli angeli, realizzata in terracotta e stucco.
Sul lato opposto della stessa strada si trova invece il tempietto neoclassico, realizzato dall’architetto Luigi Cagnola nel 1832.
Non va inoltre dimenticata la ricchezza botanica del giardino, caratterizzato dalla presenza di numerose specie e alberi secolari. Tra gli esemplari più particolari e conosciuti si trova l’“albero dei sigari”, ovvero una catalpa, chiamata in questo modo per la particolare forma dei suoi frutti.
Per scoprire appieno le bellezze naturali del parco può essere seguito il percorso botanico realizzato dalle Guardie Ecologiche Volontarie, attraverso il quale è possibile conoscere le diverse specie presenti nel giardino.




Perché “Giardini” e non “Giardino”?
Può sembrare un errore grammaticale, ma non è così. Fino agli anni Trenta, infatti, i Giardini della Guastalla era collegato all’area verde della proprietà Sormani-Andreani. Le due aree costituivano quindi un unico grande spazio verde. Negli anni Trenta la zona fu interessata da importanti trasformazioni urbanistiche, che portarono alla costruzione di via Andreani e di nuovi edifici, dividendo definitivamente le due aree. Proprio per questa ragione, il nome al plurale può essere considerato una testimonianza dell’antico complesso, ormai diviso dalle trasformazioni della città moderna.
Da proprietà privata a parco pubblico
Negli stessi anni, anche il Giardini della Guastalla rischiò di essere coinvolto nei progetti di rinnovamento urbanistico della zona. L’area venne però preservata grazie all’intervento di Giangiacomo Gallarati Scotti, allora podestà di Milano. Nel 1937 il complesso venne acquistato dal Comune di Milano. I lavori di sistemazione e manutenzione furono affidati all’architetto Renzo Gerla, mentre per la parte botanica venne coinvolto l’ingegnere Gaetano Fassi.
Il giardino venne così trasformato in uno spazio accessibile alla cittadinanza e aperto al pubblico nel 1939.
La trasformazione segnò anche la fine della funzione originaria del complesso come sede del Collegio, che venne trasferito a Monza, nella villa Pallavicini-Barbò, insieme alle spoglie di Ludovica Torelli.
Oggi, il palazzo che un tempo ospitava il Collegio è destinato a ospitare il Giudice di Pace.
Un’eredità ancora visibile nella Milano di oggi
Oggi i Giardini della Guastalla non sono solo un piccolo spazio verde in cui rifugiarsi nel centro di Milano, ma rappresentano una vera e propria testimonianza di una storia iniziata nel Cinquecento e intrecciata alla figura di una donna che fece dell’aiuto agli altri uno degli obiettivi della propria vita. Il giardino non rappresenta soltanto una testimonianza del Cinquecento: camminare lungo il suo selciato significa attraversare diversi secoli di storia milanese in pochi metri, circondati dalla bellezza di una natura sempre più rara all’interno della città.
Orari
Gli orari di apertura del parco variano in base ai mesi quindi consiglio di controllare il sito del Comune di Milano.
Immagine in evidenza di Giulia Rigoni

5 Commento
Aldo
molto interessante e ben scritto
Monica
Scritto molto bene,davvero interessante
Agnese
Un articolo davvero interessante, mi ha fatto scoprire delle cose che mon sapevo sui Giardini di Via Guastalla.
Grazie!
Mario barbieri
Ottimo articolo graxie
Antonella fabbro
Bellissimo articolo! Brava Giulia