A volte il viaggio più grande è quello che ci porta a guardare con occhi nuovi ciò che abbiamo sempre avuto davanti. Anche l’Italia può sorprenderci, basta imparare a guardarla con occhi diversi.
Ciò che abbiamo davanti ai nostri occhi ma non riusciamo a vedere
Quando pensiamo a un viaggio, la prima cosa che facciamo è guardare lontano: cerchiamo città da scoprire, culture da conoscere e luoghi che non abbiamo mai visto. Sempre senza considerare che, proprio sotto i nostri occhi, c’è un paese che offre tutto questo. L’Italia, però, sembra essere quasi sempre esclusa dalle nostre possibili destinazioni, come se fosse troppo vicina, troppo conosciuta o semplicemente non abbastanza per essere considerata una “vera” meta per un viaggio.
Oggi il mio intento è quello dimostrare come a volte pensiamo di sapere tutto sul nostro paese ma in realtà non conosciamo molte delle sue bellezze.
Supponiamo per un momento di provenire da altre parti del mondo, proviamo a metterci nei panni di chi conosce l’Italia solo attraverso uno schermo. A parer mio è questo l’unico modo per visitare appieno il nostro luogo d’origine.
Se provenissimo da un altro paese, non noteremmo affatto tutti gli aspetti negativi su cui oggi ci focalizziamo: piuttosto guarderemmo con ammirazione le bellezze naturali/architettoniche di cui siamo circondati.
Da una penisola divisa a un unico paese
Per conoscere un paese bisogna partire dalle sue origini e ripercorrere il viaggio che lo ha portato dall’antichità fino ai giorni nostri.
La storia dell’Italia è stata caratterizzata per secoli dalla presenza di popoli, culture e dominazioni diverse. Dopo la caduta dell’Impero romano, la penisola rimase divisa in numerosi territori e stati, sviluppando però una straordinaria varietà di tradizioni, culture e identità locali.
Solo nell’Ottocento iniziò il processo di unificazione, che portò alla nascita del Regno d’Italia il 17 marzo 1861. Il percorso si completò negli anni successivi, con l’annessione del Veneto nel 1866 e di Roma nel 1870.
Da una penisola per secoli divisa nasce così l’Italia che conosciamo oggi, un paese ancora profondamente caratterizzato dalle sue diverse identità locali.
Aspetti che molte persone ignorano dell’Italia
Quanto conosciamo davvero il paese in cui viviamo?
Dietro luoghi che ci sembrano familiari si nascondono storie, particolarità geografiche e tradizioni che ci parlano di un’Italia complessa e sorprendente. Ecco alcune curiosità di cui non tutti sono a conoscenza:
- Nascosto sotto al mare c’è un vulcano gigante.
Nel Mar Tirreno infatti, a ovest della Calabria, si trova uno dei più grandi vulcani sottomarini d’Europa: il Marsili. La sua cima si trova a centinaia di metri sotto la superficie marina, mentre la base raggiunge profondità di oltre 3.000 metri.
- Possediamo un patrimonio che il mondo ci invidia.
Proprio così: l’Italia possiede infatti numerosissimi siti riconosciuti dall’UNESCO. Non parliamo solo di monumenti ma di una grande varietà di siti archeologici, paesaggi naturali e interi territori che raccontano anche di epoche diverse.
- Un’isola italiana è comparsa sul mare e poi è scomparsa.
Accadde nel 1831, un’eruzione vulcanica sottomarina fece emergere una nuova isola nelle acque a sud della Sicilia: Ferdinandea. Rimase visibile soltanto per pochi mesi e, successivamente scomparve nuovamente in mezzo al mare.
Una cucina italiana? In realtà, tantissime
Proseguendo il nostro viaggio alla scoperta dell’Italia un’ulteriore curiosità è legata alla nostra cucina.
È infatti riduttivo parlare di un’unica “cucina italiana”, poichè significa mettere insieme tradizioni profondamente diverse.
La pasta alla norma siciliana, il risotto lombardo, la ribollita toscana, le orecchiette pugliesi, il pesto ligure, la polenta del nord: sono tutti piatti italiani, ma raccontano territori, prodotti e storie differenti.
Tra i sapori meno conosciuti della nostra tradizione troviamo:
- Il Frico, ossia una preparazione a base di patate e formaggio, cotta fino a formare una crosta croccante, specialità tipica del Friuli-Venezia Giulia.
- La Mesciua ligure, una zuppa preparata con legumi e cereali, in particolare ceci, fagioli e farro.
- La Fregula con le arselle, una pasta di semola tipica sarda, spesso preparata con le “arselle” cioè le vongole.
- La Panissa, piatto della tradizione piemontese a base di riso, fagioli, salame e vino rosso.
Ma non solo: ce ne sono tantissimi altri che noi italiani per primi non riconosciamo.
La cucina italiana non nasce quindi come un’unica tradizione nazionale. È piuttosto il risultato dell’incontro tra centinaia di tradizioni locali, sviluppatesi nel corso dei secoli.
Non hai davvero assaggiato appieno la cucina italiana se non hai provato almeno un piatto tipico di ogni regione.
Le meraviglie oltre le mete più note
E non è finita qui. L’Italia nasconde angoli che, nonostante la loro bellezza, rimangono lontani dai percorsi più conosciuti e meritano di essere scoperti. Sono luoghi in cui natura, storia e tradizioni locali si incontrano e raccontano un’Italia meno turistica, ma proprio per questo ancora più autentica.
In Abruzzo, ad esempio, si trova Rocca Calascio, un’antica fortezza affacciata sulle montagne, diventata famosa anche per il suo paesaggio suggestivo. In Umbria, invece, Rasiglia è un piccolo borgo attraversato da ruscelli e corsi d’acqua, tanto da essere conosciuto come il “borgo delle acque”. Spostandoci in Liguria, Bussana Vecchia racconta una storia particolare: abbandonato dopo un terremoto, il borgo è stato successivamente ripopolato da artisti che lo hanno trasformato in un luogo creativo e fuori dal tempo. Anche il sud conserva angoli meno conosciuti: in Calabria, Stilo custodisce la caratteristica Cattolica, mentre in Sicilia, Scopello affascina con la sua antica tonnara affacciata sul mare e il paesaggio che la circonda.
Questi sono solo alcuni esempi di quanto possa essere sorprendente un paese che spesso crediamo di conoscere già. Basta allontanarsi per un momento dalle mete più famose per scoprire borghi, paesaggi e storie che aspettano ancora di essere raccontati.
Conoscere per riscoprire
Dopo aver scoperto qualcosa in più sul nostro paese e sulla sua cucina, dovremmo imparare ad ammirare ciò che abbiamo ogni giorno davanti agli occhi, prima di cercarlo altrove. Perché viaggiare non significa necessariamente andare lontano: a volte basta cambiare prospettiva per scoprire qualcosa di nuovo in un luogo che credevamo di conoscere già.
Forse il viaggio più grande è proprio questo: imparare a guardare con occhi nuovi ciò che abbiamo sempre avuto davanti.
immagine in copertina: don Tommaso, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Common
