INDA 2026: Antigone di Carsen in scena a Siracusa

Cosa significa oggi opporsi al potere? È proprio questa tensione senza tempo a rendere straordinaria la nuova messinscena di Antigone di Sofocle diretta da Robert Carsen, uno degli appuntamenti più intensi della stagione teatrale 2026 in scena al Teatro Greco di Siracusa nell’ambito della 61ª stagione delle rappresentazioni classiche.

Il mito eterno di Antigone

Dopo la guerra tra i due fratelli Eteocle e Polinice, entrambi morti combattendo per il trono di Tebe, il nuovo sovrano Creonte decide di onorare soltanto Eteocle, considerato difensore della città, lasciando invece insepolto Polinice, giudicato traditore. Ma Antigone, sorella dei due guerrieri, rifiuta di accettare quell’ordine. Per lei esiste una legge superiore a quella degli uomini: il rispetto dei morti, il dovere familiare, la giustizia divina. Sfida così il decreto del re e compie il gesto proibito: seppellire il fratello. Da qui nasce uno dei conflitti più celebri della tragedia greca, quello tra coscienza individuale e potere politico.

Una regia asciutta e potente e un cast che dà corpo alla tragedia

L’allestimento di Robert Carsen rinuncia a ogni decorazione superflua per costruire uno spazio scenico cupo, le scene sono firmate da Radu Boruzescu evocano un paesaggio di macerie, polvere e silenzi, attraversato da soldati, sacchi funerari e strutture fredde che ricordano i conflitti contemporanei, i costumi sono di Luis Carvalho e le musiche di Cosmin Nicolae.

Nel ruolo di Antigone, Camilla Semino Favro, accanto a lei, Paolo Mazzarelli è Creonte, molto intensa anche la presenza di Graziano Piazza nei panni di Tiresia, completano il cast Mersila Sokoli nel ruolo di Ismene, Gabriele Rametta come Emone e Ilaria Genatiempo nei panni di Euridice.

Il fascino eterno del teatro classico

Scale crivellate di colpi, sacchi neri, polvere e cemento compongono un universo dominato dalla freddezza del potere. Le masse del coro si muovono come geometrie umane, quasi ingranaggi di un sistema politico che schiaccia l’individuo.

A oltre duemila anni dalla sua scrittura, Antigone conserva una vitalità sorprendente. Nel silenzio del Teatro Greco di Siracusa, tra pietra, luce e ombra, la tragedia torna così alla sua origine più profonda: essere uno specchio dell’uomo davanti al potere, alla morte e alla responsabilità delle proprie scelte.

La guerra evocata da Carsen non ha un volto preciso: potrebbe essere qualsiasi conflitto contemporaneo: i cadaveri anonimi, il linguaggio dell’emergenza, il potere che decide chi merita pietà. La tragedia di Sofocle continua così a interrogarci su questioni profondamente attuali: il rapporto tra legge e giustizia, il limite del potere politico, il valore della disobbedienza e il prezzo delle proprie convinzioni.

Autore

  • Studentessa al 1° anno di Televisione, cinema e new media e laureata in Comunicazione, Media e Pubblicità, sempre tra un palco e l’altro. Adoro il teatro, la TV e tutto ciò che è spettacolo. Tra giornalismo e critica, il mio sogno è raccontare la magia della cultura e dell’entertainment!

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