Erasmus: come portare avanti una relazione a distanza

Erasmus è spesso sinonimo di gioia, esperienze nuove, amicizie, divertimento, studio e adattamento… per chi parte. Ma per chi resta a casa, cosa rappresenta davvero l’Erasmus

Quanto è veramente difficile cercare di portare avanti una relazione amorosa durante un semestre trascorso all’estero? Quali difficoltà pratiche si rischia di incontrare?

La relazione

Non molti lo ammettono, ma tutti lo fanno: prima di decidere di partire per l’Erasmus, chi è in una relazione amorosa valuta molto approfonditamente pro e contro della cosa. Le variabili sono numerose, varie da caso a caso, ma alla fine la decisione da prendere è sempre la stessa: partire o non partire? 

Per quella che è la mia esperienza – fortunatamente – non ho mai sentito di gente che decidesse di rifiutare l’opportunità di un semestre all’estero a causa della propria relazione sentimentale, ma il dubbio è lecito. 

Ciò che influenza questa scelta così importante è indubbiamente un insieme di fattori troppo personali per poterli catalogare, ma dettagli come la durata del rapporto finora, l’età delle persone coinvolte, le volontà future e la possibilità di venirsi o meno a trovare sono indubbiamente tra i fattori più rilevanti. 

È alla fine la relazione stessa a decretare se questa possa permettersi di sopravvivere o meno. 

La durata

Parliamoci chiaro, l’Erasmus dura, in genere, un semestre, spesso meno di sei mesi effettivi. Certo, esistono casistiche più particolari per le quali alcune esperienze durano di più o di meno, ma in linea di massima possiamo dire che (poco meno di) sei mesi è la durata media che uno studente Erasmus trascorre all’estero. 

Credo che se si è abbastanza grandi, maturi e, soprattutto, innamorati, metà di un anno non sia un lasso di tempo sconvolgente da dover passare lontano dal proprio partner.

Sicuramente farsi venire il dubbio del “sarà una buona idea?” è lecito, anzi sacrosanto, ma analizzando la cosa più nello specifico credo che la risposta salti fuori da sè. 

Se una relazione amorosa non è in grado di resistere a pochi mesi di distanza, forse non aveva le basi necessarie per poter sopravvivere nemmeno restando nella stessa città. Considerando infatti che l’Erasmus, per definizione, avviene durante gli anni universitari, è abbastanza scontato pensare che le persone coinvolte (chi parte e chi resta) siano mature abbastanza da sapere già ben prima che questa breve e circoscritta occasione gli si ponga davanti, se sia il caso di stare ancora insieme o meno.

Quando sentirsi

Sebbene sei mesi non siano tanti, è anche vero che non sono nemmeno pochi, specialmente quando si sente la mancanza di qualcuno. Come fare dunque?

Innanzitutto, ammettiamolo, siamo una generazione estremamente fortunata. Senza tornare troppo indietro nel tempo, sappiamo infatti che videochiamate, messaggi istantanei, social media e chiamate senza costi aggiuntivi non fossero esattamente cosa da tutti i giorni. Oggi, invece, è letteralmente così.

La possibilità di sentirsi, anche solo per qualche secondo (basti pensare alla condivisione di un meme su Instagram), è talmente vasta che ormai andarsene non è più un andarsene davvero. In qualche modo restiamo sempre in contatto con chi ci aspetta a casa, e questo aiuta sia noi che loro. 

Più difficile è, invece, trovare momenti di comune disponibilità da parte di entrambi i componenti della coppia: frequentare le lezioni, lavorare, fare sport, ecc. sono attività che non si mettono in pausa soltanto perché uno dei due parte, e questo va tenuto in considerazione. Bisogna quindi essere in grado di ritagliarsi dei momenti conservati apposta per poter trascorrere del tempo insieme, in modo da avere l’idea che le cose non siano cambiate. 

Chi parte per l’Erasmus deve essere bravo e intelligente abbastanza da capire che qualora ci fossero dei giorni in cui chiamarsi non è possibile, questo non è sinonimo di cattiveria o disinteresse da parte del partner. Andando via si tende a credere che ogni nostro momento libero coincida con il momento libero di chi è rimasto in Italia, ma non è così. Fondamentale è dunque imparare a delineare dei nuovi orari “sicuri” in cui si è certi di sentirsi, come se fossero degli appuntamenti digitali. Se poi, nei cosiddetti “momenti morti” di uno o dell’altro ci si riesce a chiamare una volta in più, allora ben venga!  

Solitamente è la sera il momento prediletto, ma ogni coppia ha i propri impegni e le proprie abitudini, quindi sta a voi capire quando possa essere il momento migliore per dedicare il giusto tempo (e soprattutto di qualità) alla persona che amate. 

Chiacchierare e basta?

È forse brutto da dire, ma parlare non basta. Dopo un po’, chiacchierare, specialmente quando si finiscono le cose da dire, rischia di annoiare. Ci sono però altre cose che una coppia può sperimentare a distanza per evitare di finire a fare sempre le stesse cose. 

Esistono dei siti che offrono la possibilità di guardare film in contemporanea mentre si sta in videochiamata, per poter cercare di rivivere un po’ l’esperienza di essere abbracciati insieme sul divano davanti alla tv. Oppure, basta semplicemente telefonarsi e premere play in contemporanea. 

Simulare un appuntamento o una cena romantica, cenando insieme e cercando di ricreare un’atmosfera il più romantica possibile. Regola numero uno: non presentarsi all’appuntamento in pigiama. La chiamata si svolgerà probabilmente in casa per entrambi, ma è comunque un’idea carina presentarsi vestiti come ad un vero appuntamento!

Sfruttare YouTube come momento di svago e condivisione. Sulla piattaforma sono presenti molti video a mo’ di gioco, come per esempio “indovina la canzone”, “indovina la colonna sonora”, o ancora “indovina il film da una scena di 3 secondi”, e così via. Un po’ infantile, forse di persona non vi sarebbe mai venuto in mente, ma vi assicuro che nel momento in cui non si è fisicamente insieme tutto è buono per ridere come se lo si fosse. 

Allo stesso modo, molti giochi online sono pensati per essere portati avanti con la modalità multigiocatore anche a distanza. Quale occasione migliore per provarne qualcuno?

Se entrambi frequentate l’Università, anche studiare in videochiamata può essere un’idea interessante per sfruttare il vostro tempo insieme. In questo modo, anche se non vi starete parlando, avrete a disposizione più momenti di quelli che avreste se steste invece sui libri per conto vostro. Inoltre, trascorrere la pausa studio insieme mentre si è già in videochiamata è molto più facile e conveniente che doversi richiamare e ri-salutare ogni volta. 

Il contatto fisico

Per quanto concerne il contatto fisico, purtroppo, non c’è innovazione che tenga. Se la nostra epoca ci è alleata nel cercare di mantenerci vicini tramite suoni e immagini, ovviamente per il tatto non può fare molto. 

Una soluzione potrebbe essere quella di venirsi a trovare. In questo modo, oltre che porre una pausa in quei sei mesi di distanza e potersi riconciliare anche solo qualche giorno, il partner avrà la possibilità di visitare una nuova città!  Può anche essere chi è partito per l’Erasmus a decidere di tornare qualche giorno, per una festività, un weekend o un compleanno per esempio. In questo modo, inoltre, lo studente avrà modo di rivedere e rivivere tutto ciò che gli è mancato fino a quel momento.

Se però proprio non si può prendere un aereo per venirsi a trovare, allora l’unica cosa che resta da fare è aspettare. Sarà dura, ma non tanto quanto si crede. Un semestre all’estero non potrà mai niente contro un amore solido. 

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