Metafisica/Metafisiche: la mostra a Palazzo Reale

Fino al 21 giugno sarà a Palazzo Reale a Milano la mostra Metafisica/Metafisiche. L’esposizione, curata da Vincenzo Trione, è inserita nel programma culturale legato ai Giochi Olimpici e Paralimpici invernali di Milano Cortina 2026.

La Metafisica come corrente artistica

Il termine Metafisica non è stato da subito proprietà della corrente artistica che vede il suo maggiore esponente in Giorgio de Chirico. Al contrario, la metafisica è un’area della filosofia che studia l’essenza del reale, ciò che va oltre alla percezione dei sensi. Le forme del mondo possono acquisire significati completamente differenti e De Chirico, con la sua arte, vuole far affiorare il mistero, l’enigma che abita le cose.

La centralità della pittura e della mano sono due tratti fondamentali di quella che è l’essenza dell’arte Metafisica sviluppatasi dalle idee portate avanti da De Chirico a partire dagli anni 10 del 1900 in Italia. La conoscenza approfondita degli strumenti tecnici necessari per fare arte sono alla base dell’esistenza di questa scuola artistica. De Chirico, in particolare, predilige la tempera grassa per realizzare le sue opere e studia dai capolavori del passato per apprenderne tecniche, per trovare, in qualche modo, ispirazione.

Le muse inquietanti, Giorgio De Chirico (una delle tre versioni). Immagine da Carola Roda

Introduzione all’esposizione

Il titolo Metafisica/Metafisiche è specchio di quella che è l’essenza della mostra. Un viaggio che non attraversa solo la corrente artistica già citata della Metafisica, ma anche tutte quelle espressioni artistiche ad essa ispiratesi.

Dieci sale che affrontano non solo l’arte figurativa pittorica ma anche il cinema, il teatro, il design, la moda e la fotografia cogliendone le più piccole sfumature e i maggiori collegamenti con il movimento metafisico.

Giorgio de Chirico, già sopra citato e ricordato come il maggiore esponente della Metafisica, si vede nella mostra affiancato da tanti altri artisti di grande fama come Carrà, Savinio (fratello di de Chirico), de Pisis e Morandi nell’ambito del movimento. Sono presenti, poi, altre opere di numerosi altri artisti come Salvador Dalì, Andy Warhol, Ai Weiwei e William Kentridge, solo per citare i più famosi.

La mostra

Grazie alla società Ad Artem ho avuto la possibilità di essere accompagnata da una guida alla scoperta della mostra, la quale si avvia con una sala dedicata al “grande metafisico”, ovvero Giorgio de Chirico. Opere caratterizzate da una dimensione misteriosa, che tende a voler confondere l’osservatore, realizzate, nella maggior parte dei casi, a Ferrara. Troviamo in questa sala, ad esempio, “Il rimpianto”, “Le muse inquietanti” e “Il figliol prodigo” solitamente conservato al museo del Novecento.

De Chirico, all’interno delle sue opere si richiama alla classicità e allo stesso tempo alla contemporaneità. Attraverso dei temi ricorrenti cerca di dare un senso di solidità, mediante statue e colonne, e, allo stesso tempo, un immaginario lirico ed evocativo, grazie alle ombre e agli archi.

La mostra procede poi dedicandosi a quello che è definito “il gruppo della Metafisica” grazie all’esposizione e analisi di opere di Carrà, de Pisis, Savinio e Morandi. Anche in questo caso nei quadri esposti permane una visione malinconica e misteriosa, voce dell’opposizione al mito del progresso.

Gli stessi artisti metafisici, nelle loro vite, si sono dedicati a forme artistiche diverse dalla mera pittura. Sebbene essa rimanesse il punto focale della ricerca dei pittori, l’interesse era alto anche verso molteplici e diverse forme artistiche quali il teatro, la moda e il cinema.

Sono proprio questi ambiti che vengono analizzati nelle numerose sale successive. Tuttavia, le opere esposte, rappresentano degli esempi di arte che si ispira all’arte: diversi movimenti artistici, anche contemporanei, che riprendono e rielaborano idee e concetti fondanti della Metafisica. Concettualismo, surrealismo, pop art, ma anche design contemporaneo e moda con collezioni di Louis Vuitton o Etro.

Nella sala finale il racconto della mostra si conclude trattando della “Neometafisica”, ovvero dell’esigenza di De Chirico di iniziare a imitare sé stesso. Dalla fine degli anni ’60 si sviluppa questa tendenza di rimeditazione e rielaborazione delle sue stesse opere, come se stesse attingendo dai saperi di artisti e opere del passato.

Sala finale. Immagine da Carola Roda

Come raggiungere Palazzo Reale

Ecco come raggiungere la mostra Metafisica/Metafisiche che rimarrà a Milano, a Palazzo Reale, fino al 21 giugno 2026:

  • Metropolitana: fermata Duomo sulla linea M1 rossa o M3 gialla
  • Tram: numeri 2, 12, 14 ,16 o 19 a fermata Duomo (5 minuti a piedi)
  • Autobus: numeri 54 o 73 con fermata in Via Larga o numero 54 fermata Duomo

In conclusione, la mostra Metafisica/Metafisiche rappresenta un viaggio all’interno di uno dei movimenti artistici protagonisti del 1900 nella nostra penisola. Ma non solo, rappresenta un’opportunità per scoprire chi, nei decenni successivi e fino ad oggi, ha ripreso la Metafisica trasformandola in qualcosa di nuovo, di diverso, pur mantenendo la stessa essenza.

Immagine in evidenza: Carola Roda

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