Il trailer e lo speciale di HBO Max hanno permesso di dare un’occhiata al mondo della nuova serie di Harry Potter, e le critiche sono tante.
Gli aggiornamenti
L’annuncio di una nuova serie su Harry Potter risale ormai ad Aprile 2023. Nonostante il naturale visibilio dei fan più accaniti della saga, già all’epoca la serie aveva fatto storcere qualche naso. Col passare degli anni poi sempre più notizie e aggiornamenti, sia ufficiali che non, hanno continuato a far crescere l’hype per questo nuovo capitolo del franchise, trascinandosi dietro anche qualche bufera mediatica.
Il 25 Marzo HBO ha pubblicato il trailer ufficiale della prima stagione, in uscita a Natale. Oltre allo stupore iniziale per la data di lancio, più vicina di quello che molti si aspettavano, questo video di pochi minuti ha fatto molto parlare di sé.
Come se non bastasse, il 5 Aprile è uscito su HBO Max uno speciale “dietro le quinte” della realizzazione della serie. È una pratica piuttosto insolita quella di rilasciare un documentario del genere prima all’uscita effettiva della serie, ma si è dimostrata da subito una mossa vincente. Sono stati infatti capaci di dimostrare quanto il team della produzione sia affezionato alla storia e voglia renderle giustizia.
Un altro Harry Potter?
Il clima intorno alla serie è stato fin da subito molto scettico. Tanti credono che non ci fosse necessità di una serie che copra le vicende già raccontate negli otto storici film. Per quanto I Doni della Morte – Parte 2 abbia ormai quindici anni e la CGI dei primi film risulti un po’ stantia, c’è ancora un fortissimo attaccamento emotivo ai film originali della saga.
Le premesse di questa serie però sono di trattare il materiale originale in maniera molto più fedele. Se c’è infatti una mancanza che bisogna riconoscere ai film originali sta proprio nell’aver rinunciato a buon riadattamento a favore della teatralità. Inoltre, nello speciale di HBO Max è stato precisato che verranno anche approfondite storie inedite tralasciate dai film e poco trattate nei libri stessi.
Questo non toglie il fatto che abituarsi a vedere personaggi e luoghi che conosciamo benissimo con un altro volto costerà un po’ di fatica. In particolare al centro della bufera è stato Paapa Essiedu, l’attore scelto per interpretare Severus Piton, di madre ghanese. L’attore è addirittura arrivato a ricevere minacce di morte così insistenti da richiedere una scorta per tutta la durata delle riprese. Molto più positiva e aperta è stata invece la reazione del pubblico agli altri attori scelti per interpretare i protagonisti e i professori, con particolare soddisfazione per la scelta di John Lithgow nei panni di Albus Silente.

Le stesse cose, ma un po’ diverse
Prima con il trailer, poi con lo speciale, il pubblico ha potuto dare un’occhiata più approfondita anche allo stile e ai luoghi della serie, e questo ha ovviamente generato molte critiche. La serie ha infatti cercato di contestualizzare un po’ di più la storia nel periodo storico in cui è ambientata, ovvero i primi anni ’90. Specialmente per quanto riguarda il mondo dei babbani, ovvero i non maghi, si è posta molto più l’attenzione sugli abiti e sulle ambientazioni, nei film non così accurati. Anche zio Vernon e zia Petunia, la famiglia abusante di Harry all’inizio della storia, hanno un aspetto meno grottesco e cartoonesco ma molto più freddo e inquietante.
Molto diversa invece è l’opinione che il pubblico ha avuto dei luoghi magici e di Hogwarts. Da quel poco che la serie ha lasciato vedere ai fan, la famosissima scuola di magia sembra essere più piccola e più intima. Ciò che è subito saltato all’occhio è anche l’aspetto più “naturalistico” del mondo magico, proprio per sottolineare il fatto che nel mondo di Harry Potter le abilità magiche siano una cosa nata e connessa alla natura.
Il color grading
Un’altra importante critica riguarda il color grading: i primi film della saga erano caratterizzati da colori molto caldi e saturi. L’idea era quella di creare un’atmosfera accogliente e rassicurante, e Chris Columbus è stato in grado di fare esattamente questo. Nel corso dei film poi, man mano che il tono si incupiva e il pubblico diventava adulto, anche i colori diventavano più scuri e freddi. Quello che viene criticato alla serie però è il fatto che già dalle prime immagini l’atmosfera sembra essere molto meno infantile e giocosa.
In parte il motivo è di sicuro che il pubblico a cui si riferisce è più adulto. Il presupposto infatti non sembra essere tanto quello di attrarre un pubblico nuovo, ma di rivolgersi a chi è cresciuto con la saga e ne sente la nostalgia. Dall’altra parte però la tendenza ad usare una luce più fredda e un color grading più cupo sembra essere tipica dei nuovi prodotti. Questo fenomeno è stato soprannominato Netflix lightning, proprio perché tipico delle serie e dei film originali del servizio streaming.
immagine in evidenza: HBO Max, Public domain, via Wikimedia Commons
