Elena, studentessa magistrale di Strategic Communication nella nostra Università, ha scelto di raccontarci la propria esperienza Erasmus in Regno Unito. Più precisamente a Leeds, sulla stessa lunghezza d’aria delle più famose Manchester e Liverpool, nel cuore dello Yorkshire. Cerchiamo di capire da lei come sia la vita inglese al Nord del Paese!
Cosa ti ha spinto a scegliere proprio Leeds come destinazione Erasmus?
In realtà inizialmente indecisa tra Portogallo, Olanda e Regno Unito, Elena ha poi scelto di optare per quest’ultimo perchè da sempre desiderosa di vivere un’esperienza oltremanica. Elena non nasconde infatti di essere una grandissima appassionata della lingua e della cultura inglese, anche per merito delle famose e numerose band che ne hanno segnato la storia.
L’idea inizialmente era quella di cercare un tirocinio, ma dall’avvento della Brexit le cose si sono fatte sempre più complicate, e questa era una delle soluzioni migliori per lei per poter finalmente vivere l’esperienza che da tanto sognava.
Qual era la tua conoscenza della lingua prima di partire?
Come già accennato, Elena ha sempre nutrito una grande passione per il Regno Unito, e di conseguenza la sua conoscenza della lingua inglese ha avuto modo di svilupparsi sin da piccola. Nonostante l’ottimo livello di partenza, lei stessa ha comunque ritenuto che partire per un Paese di lingua madre inglese non potesse che essere un ulteriore buon motivo per partire, aiutandola a migliorarsi sempre di più.

Quali sono gli aspetti migliori di Leeds?
Incredibile a dirsi, stando agli stereotipi solitamente narrati, ma Elena ci racconta di un popolo non gentile, ma addirittura gentilissimo! In particolar modo, pare, con gli exchange students, di cui comunque la città è stracolma. Naturalmente restano pur sempre inglesi, e per un motivo o per l’altro tenderanno sempre a volersi un po’ isolare e farsi i fatti propri, ma ciò non toglie che nel momento in cui approcciano qualcuno si dimostrano sempre sorprendentemente cordiali (qualità vera più al Nord che al Sud, a quanto le è stato detto).
Il sistema universitario, inoltre, è caratterizzato da un ambiente molto dinamico, in cui l’interessamento dei professori nei confronti dei propri allievi è evidente.
E non sono i soli! Generalmente parlando, la città tutta offre grande supporto agli studenti, con bar e negozi di abbigliamento che offrono la possibilità di grandi sconti per chi ancora studia.
Quali sono invece gli aspetti peggiori?
Sebbene l’Università rientro tra gli aspetti positivi dell’esperienza, Elena è molto onesta e ammette di riconoscere anche alcune falle. Il sistema universitario così pratico può, a suo avviso, rivelarsi anche un punto a sfavore in certi contesti. In particolare Elena fa riferimento alla qualità delle nozioni studiate, a suo parere un po’ sacrificate.
Un’altra nota dolente è certamente il cibo, ma ahimè c’era da aspettarselo. Elena ammette di aver mangiato solo un paio di piatti tipici che potrebbe considerare buoni (in particolare il Sunday Roast e i vari tipi di pies che è possibile trovare un po’ ovunque, in particolare quelle ripiene con arrosto mantecato alla birra), mentre tutto il resto risente troppo, a suo avviso, delle contaminazioni di altre culture. “Mi sento di dire che potrebbero fare molto meglio!” commenta infine.
Problematici per lei sono anche gli orari di chiusura di alcuni locali, i ristoranti in particolare. Se in Italia siete abituati a prenotare un tavolo per le 20:30 (che alla fine diventano sempre le 21…) nello Yorkshire dovete tenere in considerazione che a quell’ora troverete già tutto chiuso. La maggior parte degli esercizi commerciali e dei locali, infatti, chiude attorno alle 19-20, diminuendo di conseguenza la popolazione ancora in giro in quegli orari. Restano aperti però i pub; quelli, in Regno Unito, non chiudono mai. Questo può essere però motivo di problematicità per un altro motivo: specialmente fuori dal centro città, a Leeds è possibile interfacciarsi con situazioni di degrado, spesso scaturite da senzatetto un po’ troppo aggressivi. Elena, comunque, ci rassicura, dicendo che lei, che vive per l’appunto in centro, riesce ad evitare queste scomode dinamiche.

Qual è un aspetto che hai scoperto della cultura inglese?
Nuovamente confermata è la gentilezza degli inglesi, soprattutto coloro che risiedono nello Yorkshire.
Ad aver molto colpito Elena è stata anche la differenza di tempo che questi dedicano a sé stessi e alle proprie attività. Al lavoro e non solo, infatti, esistono dei veri e propri spazi e momenti attribuiti alla salute mentale, ampiamente più valorizata che in Italia.
Come hai trovato il tuo alloggio? Che consigli daresti a chi cerca un alloggio a Leeds?
Leeds è un polo prevalentemente universitario, in cui è possibile interfacciarsi con studenti di diverse nazionalità. Proprio per questa ragione non è difficile trovare studentati per le varie vie della città. Elena consiglia molto questa soluzione, poiché è molto più facile in questo modo conoscere e instaurare amicizie con altri studenti, sia scegliendo uno studio (una soluzione in cui camera, bagno e cucina sono privati) o stanze in condivisione con altre persone. Oltre che per queste ragioni, Elena sconsiglia di cercare case e appartamenti tramite privati a causa dei prezzi elevati.
L’importante è, come al solito, muoversi pro tempore, poiché, come è normale, le soluzioni migliori sono sempre le prime ad andarsene.
Quali sono le differenze tra la tua Università e quella di Leeds?
Secondo il parere di Elena, la qualità della Leeds Beckett University è un po’ compromessa, poiché, incentivando tanto la pratica dell’esercizio, finisce per venire da meno l’approfondimento degli argomenti. Questo è per lei particolarmente negativo, considerando che si tratta spesso di argomenti di base.
Un punto indubbiamente a favore è però la praticità, anche se la IULM è già di suo un’Università molto dedita alla pratica. La differenza maggiore, in questo caso, concerne la competizione, molto più spronata e incentivata a Leeds. Le attività sono molte e svariate; per esempio, Elena e i suoi compagni hanno potuto prendere parte alla creazione di un progetto podcast).
Il bello di tutto ciò (oltre la continua scoperta di cose nuove)? Quasi tutte queste attività vengono riconosciute non soltanto nello Yorkshire, ma in tutta l’Inghilterra! Questo permette agli studenti di inserire svariate competenze nei propri CV, indubbiamente utili anche in futuro per il lavoro.

Cosa diresti a chi sta pensando di trascorrere l’Erasmus a Leeds?
“Fatelo, perché è un’esperienza bellissima!”
Trovarsi molto bene a Leeds è facile e sicuramente il contesto inglese offre la possibilità di vivere un’esperienza diversa dal solito Erasmus in Spagna. Ad incidere più di tutto è, ovviamente, prevalentemente il meteo, che purtroppo, si sa, non è il punto forte della Gran Bretagna…
Ciò nonostante, se anche voi come Elena amate stare tra gli inglesi e siete tremendamente affascinati dalla loro cultura, allora questa potrebbe davvero essere la meta adatta a voi.
Che cosa rimpiangi di non aver messo in valigia?
Per la prima volta troviamo qualcuno che ammette di essersi portato via talmente tante cose, da non rimpiangere la mancanza di nulla… a parte delle persone care.
“Posso rispondere le mie amiche e il mio ragazzo?” mi ha infatti chiesto Elena.
“Forse, l’unica cosa materiale che avrei potuto portare con me è una fotografia di amici e famiglia da tenere sul comodino per farmi compagnia… ma alla fine c’è il telefono, per fortuna!”
Qualsiasi cosa vi possiate dimenticare, comunque, Elena tranquillizza: a Leeds è pieno di negozi che vendono di tutti, e soprattutto a buon prezzo!
Se potessi tornare indietro e dire qualcosa a te stesso prima della partenza, che cosa diresti?
Come molti altri intervistati prima di lei, Elena ammette che avrebbe voluto viversela con molta più serenità, cercando di godersi il momento senza pensare troppo al futuro. Soprattutto prima di partire aveva paura di perdere tempo non trovando un’internship ma facendo un erasmus. Col passare del tempo ha invece capito quanto le abbia giovato questa decisione, di cui ad oggi si ritiene più che soddisfatta.

Immagine di copertina: foto di Elena
