Il brutalismo a Milano è molto evidente e questo si riflette anche sugli edifici religiosi, un lampante esempio di chiese brutaliste sono: La Parrocchia San Giovanni Bono e la Chiesa di San Nicolao Della Flüe.
Milano: una città variegata nella quale non si riesce ad identificare un unico stile architettonico uniforme. Anche le chiese prendono le forme più varie, un chiaro esempio sono la Parrocchia San Giovanni Bono e la Chiesa di San Nicolao Della Flüe che col loro peculiare aspetto brutalista attirano subito l’attenzione.
San Giovanni Bono
Il progetto
La parrocchia nacque nel 1966 e aprì al culto due anni dopo, nell’ottobre del 1968. L’architetto Arrigo Arrighetti progettò il quartiere Sant’Ambrogio in cui sorge la chiesa. Prima del suo intervento, la zona era agricola, ma Arrighetti la trasformò in un quartiere autosufficiente, dotandolo di scuole, uffici comunali e della chiesa stessa.
Per la costruzione utilizzarono materiali diversi: il gres rosso per le residenze e il cemento a vista per gli edifici pubblici, creando un contrasto evidente anche da lontano.
La chiesa si distingue chiaramente anche al di fuori del quartiere, sia per la sua altezza di 37 metri sia per il contrasto con gli edifici residenziali. La sua forma triangolare richiama quella di una tenda, soprattutto se osservata lateralmente.
L’architettura e l’incendio
La sua architettura come già detto richiama una tenda ma ha anche un tocco gotico dovuto alla facciata traforata con vetri colorati. Nella piazza posta di fronte al sagrato si trova una vasca d’acqua che riflette la chiesa.
Intorno agli inizi degli anni ottanta ci fu un incendio che coinvolse il tetto della parrocchia, che portò a una modifica radicale in fase di ricostruzione. Prima vi erano dei piccoli fori che davano una luce diffusa in seguito però vennero eliminiate e al posto venne inserito un nastro luminso.
L’interno asimmetrico è dominato da un’acquea oscurità, di fatti le fonti di luci sono principalmente tre: le piccole vetrate colorate, un nastro luminoso sul tetto e una luce sul battistero. Questo appunto è una delle cose più particolari al suo interno, essendo di una forma particolare e avendo una vasca molto bassa, cosa molto rara.
All’interno della parrocchia oltre all’oratorio c’è un campo da calcio e da basket, edifici per l’abitazione di sacerdoti e suore e sotto la chiesa si può trovare un ampio teatro.



Chiesa di San Nicolao Della Flüe
La storia e la dedicazione
Si parla di una chiesa situata nel quartiere Forlanini, Milano Est, in una zona che venne urbanizzata negli anni ‘60 con una forte influenza industriale. Venne istituita nel 1963, per via una necessità di servire il nuovo quartiere in espansione. Ci furono due progetti uno del 1962 a cura di Fritz Metzger che però non venne mai realizzato. Mentre il progetto definitivo fu affidato all’architetto Ignazio Gardella e alla designer e architetta Anna Castelli Ferrieri. La costruzione avvenne tra il 1968 e il 1970.
La chiesa è intitolata a San Nicolao della Flüe, un eremita svizzero. Visto come un santo per i cattolici e Patrono in Svizzera è un simbolo di pace e spiritualità.
Il suo aspetto
Da fuori è sopraelevata su basamento che contiene i locali parrocchiali, ma il suo elemento distintivo è la copertura a vela fatta di vercuivre ovvero un trattamento che si applica su una superficie per farla sembrare di rame vero, ovviamente è molto più economico che usare il rame vero e proprio. La sua forma è ben riconoscibile nello skyline milanese per la sua forma che richiama simbolicamente una barca.
È una chiesa fuori dai canoni delle tradizionali chiese milanesi, c’è un assenza totale dello stile gotico o rinascimentale ed è costruita con forme plastiche e con l’utilizzo di materiali tipicamente industriali. Inoltre la sua struttura interna ha un forte slancio verticale aiutato dalla disposizione degli elementi strutturali e dall’uso della luce nascosta alla vista.
La polemica
Questa chiesa ha però portato con se una certa polemica pubblica, che divideva la cittadinanza in due, alcuni ritenevano un ambiente fin troppo moderno che portava con sé un senso di freddezza e non spirituale. In contrapposizioni molti ritenevano che l’atmosfera suggestiva aiutava i credenti a immergersi ancora di più nella preghiera.


Come arrivare alle chiese
Per raggiungere San Giovanni Bono con la metropolitana bisogna per forza prendere la M2 (linea verde), scendendo a Romolo e poi prendere il bus 71, oppure a Famagosta prendendo il bus 74. Entrambi gli autobus vi lasceranno direttamente di fronte al sagrato della chiesa.
Invece per San Nicolao Della Flüe bisogna prendere la M4 (linea blu) e scendere a Repetti e proseguire per circa cinque minuti a piedi.
Queste due chiese sono il più chiaro esempio di brutalismo a Milano, sono luoghi che non sono nei gusti comuni ma che certamente portano con loro la storia dell’urbanizzazione della città e restano impresse per le loro varietà.
Immagine in evidenza di Giulia Rigoni

2 Commento
Paola
Sempre interessanti i tuoi articoli!
Anonimo
Brava, nell’articolo