Evolution: il risveglio dell’anima

Conosciuto per i suoi dipinti caratterizzati da una forte presenza e geometrica, dai blocchi di colori primari e dall’inesistenza della figura umana, Piet Mondrian non è solo questo. La sua arte, infatti, si sviluppa su molteplici fronti, talvolta intrisa da un’aura di mistero e magia. Un esempio lampante? Il trittico Evolution.

Evolution, 1911, Kunstmuseum Den Haag, L’Aia, da Piet Mondrian, Public domain, via Wikimedia Commons

L’artista

Padre, insieme a Theo van Doesburg, del neoplasticismo, Mondrian nasce nel 1872 a Amersfoort nei Paesi Bassi.

Il suo percorso artistico inizia come insegnante e i suoi primi lavori sono ben lontani dallo stile riconoscibile maturato negli anni. I quadri degli inizi si accostano – per stile e soggetti – alle correnti impressionista e naturalista, dominati dai mulini a vento e dai paesaggi della sua terra natia.

Il primo accenno di cambiamento è riscontrabile tra il 1905 e il 1908 quando dipinge una serie di alberi che, tela dopo tela, si fanno via via sempre meno riconoscibili e la tavolozza dei colori si limita ai primari e alle sfumature del grigio.

Il variegato percorso artistico di Piet Mondrian sarà influenzato, per tutta la vita, dalla sua ricerca filosofica. Questo suo viaggio spirituale lo porta, nel 1909, a diventare membro della Società Teosofica.

Teosofia

Filosofia sviluppata nel Seicento e consolidata alla fine del XIX secolo da Helena Petrovna Blavatsky, riconosciuta come fondatrice, la teosofia si configura, secondo molti studiosi, come una delle principali correnti che hanno anticipato e influenzato il New Age.

Il testo sacro, dal titolo il Libro di Dzyan, scritto dalla fondatrice in persona, parla di come l’umanità dovrebbe avere come obiettivo quello di vivere esaltando la fratellanza, senza barriere di lingua, genere o etnia. Alla base del pensiero teosofico vi è l’idea che tutte le religioni siano valide e meritino di essere studiate, perché solo osservandole nel loro insieme si può raggiungere una conoscenza completa della verità. Così come recita il loro motto: There is no religion higher than truth (non c’è religione più alta della verità).

Emblema della Società Teosofica (n.d.r. la svastica era utilizzata come simbolo religioso non ha connotazione politica), da Adyar, Public domain, via Wikimedia Commons

Evoluzione

Mondrian decide di sviluppare la sua opera in tre parti, dando vita ad un trittico. La scelta non è casuale ma intende citare consapevolmente le pale d’altare dell’arte cristiana. La divisione in tre parti, inoltre, si riferisce alla teoria teosofica dei tre stadi dell’evoluzione spirituale. L’opera si legge da sinistra verso destra.

Un po’ come Io, Es e Super Io freudiani, l’uomo nella dottrina sposata dal pittore si presenta in uno stadio embrionale di pura natura. Successivamente – nel pannello centrale – inizia a meditare sulla propria condizione ed, infine, raggiunge il massimo stadio.

I colori utilizzati non sono casuali ma rispecchiano le emozioni e gli intenti delle tre donne. Il rosso è l’istinto, il giallo la razionalità e il blu – che domina tutta la tela – rappresenta la realtà spirituale.

Il dipinto non rappresenta solo le credenze spirituali di Mondrian ma, in un certo senso, è la perfetta metafora della sua evoluzione artistica che passerà dai soggetti impressionisti degli inizi alle opere iconiche per le quali – ancora oggi – è conosciuto in tutto il mondo.

Composition A: Composition with Black, Red, Gray, Yellow, Blue and White, 1919, Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea, Roma, da Piet Mondrian, Public domain, via Wikimedia Commons

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Immagine in evidenza: Piet Mondrian, Public domain, via Wikimedia Commons

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1 Commento

  • Pubblicato il 14 Aprile 2026 09:57 0Likes
    Francesco

    Articolo meraviglioso, che unisce l’arte con la religione. Non conoscevo la Teosofia, adesso invece, la trovo interessante.

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