Nel 2026, Radio IULM continua il ciclo di incontri dedicati ai propri studenti, pensato per portare davanti a loro professionisti del settore. In questo appuntamento, che apre le sessioni di questo anno accademico, l’Università ha avuto il piacere di ospitare Alessandra Zacchino, La Zac, storica voce di RTL 102.5, per chiacchierare un po’ della vita dietro il microfono e della radio tra futuro, presente e passato.
Una macchina ben oliata
La prima cosa che La Zac ha tenuto a chiarire è questa: quello che sembra spontaneo, in realtà è il risultato di un lavoro preciso e collettivo. The Flight dura due ore e alterna musica, e notizie e una costante interazione con il pubblico. Ma la scaletta musicale? I conduttori non la scelgono. È il compito dell’ufficio musica, solitamente composto da due persone che selezionano i brani e gestiscono i rapporti con gli artisti e le case discografiche. I conduttori, invece, si dividono già dal giorno prima i temi e le notizie da trattare, costruendo collegamenti tra attualità, musica e intrattenimento.
Il risultato che si sente in onda è il prodotto di una catena produttiva ben strutturata, in cui ogni ingranaggio ha il suo ruolo.
La professionalità in primo luogo
Uno degli aspetti più interessanti emersi dall’incontro riguarda la responsabilità comunicativa di chi lavora in radio. Parlare a migliaia di persone ogni giorno non è “un compito da prendere alla leggera”. Durante le due ore di diretta bisogna lasciare fuori dalla porta qualsiasi problema personale, mantenere la concentrazione e garantire un clima leggero indipendentemente da come ci si sente quel giorno.
Anche il linguaggio conta, si punta alla semplicità, parlando in modo chiaro, diretto, accessibile a tutti.
Radio nell’era dei social: una minaccia?
Con l’avvento dei social media e della cosiddetta radiovisione, la trasmissione radiofonica filmata e diffusa online, il mestiere del conduttore si è evoluto parecchio. Oggi, durante la diretta, si possono gestire i profili social del programma, rispondere in tempo reale agli ascoltatori e rafforzare il senso di community. Un vantaggio enorme in termini di vicinanza al pubblico, anche se La Zac ha ammesso che questo può togliere qualche frazione di attenzione alla conduzione vera e propria.
Discorso a parte meritano piattaforme come TikTok o Twitch. Il pubblico “tradizionale” della radio è spesso già fidelizzato, mentre su questi canali, invece, si intercettano utenti casuali, anche dall’estero. Un’opportunità preziosa per raggiungere nuove audience che difficilmente sarebbero arrivate altrove.
Ricordarsi di essere il conduttore
Le interviste agli artisti sono uno dei momenti più attesi e delicati del lavoro radiofonico. La Zac ha spiegato che imparare a “leggere” l’ospite fin da quando entra in studio è fondamentale, soprattutto quando lo si conosce da anni. L’obiettivo non è strappare la notizia sensazionale o inseguire il gossip a tutti i costi. Quando e se un artista sceglie di condividere qualcosa di personale, può diventare parte dell’intervista. Ma non è mai il conduttore a forzare quel momento.
La radio può battere la TV? Forse si
Guardando al futuro, La Zac si è detto ottimista. La radio, sostiene, resiste meglio della televisione perché richiede meno concentrazione: può accompagnare qualsiasi momento della giornata senza chiedere attenzione esclusiva. Un vantaggio non da poco nell’era dell’overload di contenuti.
Detto questo, anche la radio deve evolversi adattandosi a nuove tecnologie, nuove piattaforme, nuove abitudini del pubblico. In un mondo in cui l’accesso al contenuto si fa da qualsiasi dispositivo e su qualsiasi piattaforma, la radio non deve rimanere indietro. L’importante è che “la radio non perda mai il suo fascino”.
La Zac consiglia: amatela davvero
Prima della chiusura dell’incontro, La Zac ha lasciato un messaggio chiaro a chi sogna di lavorare in questo settore. Nel suo percorso da Salento a Milano, Alessandra Zacchino ha sempre “amato la radio per quello che è”, non come trampolino verso la televisione. Serve una vera passione per la comunicazione e consapevolezza di cosa significa, ogni giorno, parlare a un pubblico vasto e variegato.
Di fronte a un mondo sempre più veloce e caotico, la radio resta il filo rosso che lega tutti noi, dalla mattina alla sera. Essere dietro il microfono, sia agli albori del mezzo che adesso, significa accogliere un pubblico alla ricerca di una community e alla ricerca di un po’ di contatto umano. Il prossimo incontro del ciclo Radio IULM Incontra sarà il 21 aprile con Carlo Pastore .
