Leuven è una città a Est di Bruxelles, in Belgio, nota per i propri birrifici. Ma per molti studenti universitari Leuven è, soprattutto, sinonimo di casa.
Meta Erasmus forse meno nota di alcune sue rivali, anche questa piccola città belga ha i suoi assi nella manica, e sa come giocarli.
Emma, studentessa magistrale presso la nostra università ed ex studentessa del corso triennale Comunicazione d’Impresa e Relazioni Pubbliche, sempre presso la IULM, ci racconta la sua esperienza vissuta proprio durante questi anni.
Cosa ti ha spinto a scegliere proprio Leuven come destinazione Erasmus?
Affascinata dal Belgio e dalla sua cultura, Emma ha scelto questa destinazione non soltanto per soddisfare una curiosità personale, ma anche per motivi più pratici.
Amici e conoscenze, prima che prendesse la fatidica decisione sulla meta scelta, le avevano infatti parlato molto bene di Leuven come città e polo universitario. Informatasi anche in autonomia, Emma era infatti venuta a conoscenza del fatto che il sistema di istruzione belga fosse molto più pratico rispetto a quello italiano, e la cosa la stimolava non poco.

Qual era la tua conoscenza della lingua prima di partire?
Emma ammette che già prima di partire per il Belgio la sua conoscenza della lingua inglese fosse buona e, riconosce, che, una volta tornata, non sia migliorata. Aveva sicuramente acquisito però più dimestichezza e una maggiore scioltezza nel parlare, caratteristiche indubbiamente utili per chi possiede già un buon livello di inglese.
Trovandosi in territorio fiammingo, la lingua ufficiale è l’olandese, ma quasi tutti parlano almeno due lingue straniere. Anche per questa ragione, per ciò che invece concerne la lingua locale, Emma non ha seguito alcun corso integrativo, né autonomamente né tramite l’Università (che, comunque, non ne aveva proposti).
Quali sono gli aspetti migliori di Leuven?
Essendo Leuven una città piuttosto piccola, tutto si trova, ovviamente, molto vicino. È una località in cui è possibile camminare a piedi per spostarsi praticamente ovunque, il che rende la propria permanenza molto più facile e pragmatica.
Non di minore importanza considerare inoltre, soprattutto in una città in cui si cammina molto, l’altissimo livello di sicurezza. Insomma, non proprio come Milano…
Più simile al capoluogo lombardo è invece la capacità della città di mantenere un’intensa vita serale e notturna, caratterizzata da bar sempre aperti e pieni di gente.
Ultimo, ma non per importanza, Emma ritiene anche particolarmente positiva la facilità (anche a livello economico) di spostarsi dentro e fuori dal Paese.

Quali sono invece gli aspetti peggiori?
Ma gli aspetti negativi ci sono ovunque, anche in una cittadina belga sconosciuta ai più.
Si tratta, in verità, di piccolezze, di modi di fare diversi dai nostri a cui è solo necessario fare l’abitudine.
Per esempio, ristoranti e supermercati chiudono molto presto, rendendo dunque indispensabile una maggiore organizzazione e programmazione in merito alle proprie commissioni da parte degli studenti. Inoltre, la domenica tutti gli esercenti commerciali sono chiusi. Dunque possiamo ritenere che sapersi organizzare a Leuven sia di fondamentale importanza.
Un altro dettaglio che potrebbe, quantomeno inizialmente, turbare noi italiani – e, in particolari, gli italiani dai palati più sopraffini – è il cibo locale. Emma parla di un vero e proprio “shock culturale”, definendo la cucina del posto una delle peggiori mai provate. Chissà, magari a qualcun altro piace! Si spera almeno agli abitanti di Leuven.
Qual è un aspetto che hai scoperto della cultura belga?
Come in molte altre località europee più a Nord dell’Italia, anche a Leuven la tendenza, da parte dei locals, è quella di non entrare troppo in confidenza con gli stranieri, e con gli studenti internazionali in particolare.
Ma ciò non significa che la cultura locale sia caratterizzata soltanto dall’iniziale freddezza degli abitanti, anzi! Pare che questi, dall’altro lato, diano molta importanza al proprio riposo. Riprendendo infatti quanto scritto poco sopra, tutto a Leuven tende a chiudere presto, nonostante l’orario a cui si attacca al lavoro cominci ben più tardi di quello italiano!

Come hai trovato il tuo alloggio? Che consigli daresti a chi cerca un alloggio a Leuven?
Emma mette subito le mani avanti: “a Leuven è quasi impossibile riusicre ad entrare in residenze studentesche”.
Come fare dunque?
Ciò che ha fatto Emma è stato affidarsi completamente al portale dell’Università ospitante adibito appositamente a questa necessità. Tramite questo è infatti possibile tenere sempre sott’occhio i vari annunci che vengono pubblicati in merito ad alloggi e affitti.
Quali sono le differenze tra la tua Università e quella di Leuven?
La differenza tra triennale italiana e triennale belga, secondo Emma, si è fatta sentire soprattutto per quanto concerne i lavori di gruppo. A differenza del proprio corso di studi in Italia, dove i progetti erano pochi ed eventualmente presentati soltanto una volta giunti al termine delle lezioni, in Belgio la costanza richiesta era ben diversa. Emma parla di “progetti di gruppo e assignments continui“, presentati quasi quotidianamente.
Questo aspetto, che forse potrebbe spaventare qualcuno, porta però con sè un enorme aspetto positivo. Emma dice infatti di non aver sentito la necessità di passare le notti insonni sui libri prima degli esami, anzi! Avendo lavorato con continuità su tutto ciò che veniva spiegato in classe, tutto ciò che le è bastato fare è stato rivedere i concetti principali.
Cosa diresti a chi sta pensando di trascorrere l’Erasmus a Leuven?
“Direi che sarà un’esperienza stupenda, in una città bellissima e sicurissima, super a portata d’uomo!”
Parole convincenti, no?
Emma consiglia vivamente di scegliere Leuven come meta per il proprio Erasmus, perchè è la città universitaria perfetta! O meglio, quasi…
Unica pecca per noi studenti? I prezzi. Se ci si può però permettere quello Emma ha definito ridendo un “erasmus luxury”, allora la scelta da prendere per lei è facile.

Che cosa rimpiangi di non aver messo in valigia?
A detta di Emma, rimpiange di non aver portato con sè soltanto una cosa: una giacca antivento.
Il tempo, si sa, può essere beffardo, e a Leuven, a quanto pare, in particolare.
Se sceglierete questo polo universitario, preparatevi a fare di pioggia e vento i vostri compagni di viaggio.
Se potessi tornare indietro e dire qualcosa a te stesso prima della partenza, che cosa diresti?
“Goditela il più possibile. Vivila serenamente, perché è una delle esperienze più belle che porterai per sempre con te, in un modo o nell’altro.”
Ritieni che, da quando il tuo Erasmus a Leuven è terminato, tu sia effettivamente cresciuta in maniera diversa da come avresti fatto se non fossi mai partita?
L’Erasmus di Emma è finito ormai quasi quattro anni fa, ma ciò nonostante il suo ricordo è ancora vivo dentro di lei.
Ritiene che si tratti indubbiamente di un’esperienza che, se ci sono le possibilità, consiglierebbe a tutti. Specialmente a chi non è fuorisede o a chi vive abbastanza vicino alla città in cui studia, proprio come lei.
Come mai? Perché si tratta di un momento di crescita particolarmente rilevante e forgiante, capace di dare una “bella botta di autonomia e realtà”.
Emma commenta infatti che non trattandosi di una vacanza studio, ma di qualcosa di ben più prolungato nel tempo, la capacità di imparare a restare lontana da casa per un po’ è stata per lei una vera e propria prova di coraggio. Ritiene che si tratti di una sfida importante da affrontare nella vita, in grado di farti acquisire skills fondamentali, sia per quel che riguarda lo studio (specialmente se in un idioma diverso dal proprio) sia per quel che riguarda le persone che con cui ci si interfaccia. Avere l’opportunità di conoscere persone internazionali che provengono da realtà diverse dalla tua, è, secondo Emma, un ottimo modo per poter sviluppare le proprie conoscenze e aprire i propri orizzonti.

Immagine di copertina: foto di Emma
