Che cosa significa davvero vivere a Lisbona per l’Erasmus? Che emozioni si provano nel finire un esame e avere la consapevolezza di potersi lanciare, senza più alcun pensiero, in mare? Anzi, nell’oceano? Quali aspetti rendono questa città bella da vivere per i giovani e quali meno?
Lo chiediamo ad Alessia, studentessa in IULM al secondo anno del corso magistrale di Strategic Communication.
Cosa ti ha spinto a scegliere proprio Lisbona come destinazione Erasmus?
Ciò che traspare chiaramente nel parlare con Alessia è quanto lei ami il mare, “anzi l’oceano!”.
Non nega infatti sia stata una parte decisiva nella scelta della sua meta finale, che conta però sicuramente tante altre qualità. Attratta dall’idea di una grande città internazionale (Lisbona è infatti la città più popolosa del Paese), Alessia ha sempre sperato di trovare in questa realtà portoghese una giusta commistione tra frenesia e relax. Dopotutto si sa, lo stile di vita sud-europeo affascina, e avere la fortuna di viverlo sulla propria pelle per svariati mesi non è cosa da poco.

Qual era la tua conoscenza della lingua prima di partire?
Per quanto riguarda la conoscenza della lingua locale, Alessia dichiara non solo di non averla mai parlata, ma soprattutto di non aver mai sentito la necessità di farlo. A circa un mese e mezzo dal suo arrivo, ci confessa infatti di non star seguendo nessun corso, né all’università né online, per cercare di imparare il portoghese. Non necessariamente per pigrizia, ma semplicemente perchè, fortunatamente, si tratta di una città molto variegata, dove si possono trovare persone di svariate nazionalità; insomma, come sempre, l’inglese salva un po’ tutti. Specialmente in ambiente universitario, variegato per età e provenienze, basta saper parlare la lingua che tutti sanno, senza necessità di impararne un’altra. Pare infatti che, a differenza di ciò che molti vanno in giro dicendo, a detta di Alessia, il portoghese non sia affatto simile all’italiano e che si tratti di un idioma molto più complicato da capire!
C’è da aggiungere però, che Alessia era avvantaggiata: studiando già interamente in inglese per il proprio corso magistrale di Strategic Communication – sebbene, come lei stessa ammette, “non sia madrelingua” – la vita è stata fin da subito più facile.
Un consiglio che mi sento di dare in questo senso è il seguente: anche qualora non siate particolarmente ferrati con l’inglese, non lasciatevi frenare. Avrete indubbiamente modo di impararlo nel Paese ospitante, anche qualora decideste di intraprendere un percorso di studio della lingua locale, perchè, come Alessia, non tutti vi seguiranno in questa decisione.
Quali sono gli aspetti migliori di Lisbona?
Agli occhi di Alessia, Lisbona appare come una città vivace, ricca di energia, capace però alle volte di rivelare anche un’atmosfera più rilassata. Forse questo è dovuto alla vicinanza con l’oceano, in grado di rendere ogni scorcio più romantico.
Le persone sono tranquille, alla mano, pronte a venirti in soccorso nel momento del bisogno.
Un aspetto indubbiamente positivo e non da poco che Alessia ci tiene particolarmente a sottolineare è la facilità che la città ha di offrire gite vivibili anche in giornata. Questa è sicuramente una caratteristica da non sottovalutare per una meta Erasmus, dove alla lunga potrebbe stufare vedere sempre le stesse cose e gli stessi posti tutti i giorni. La possibilità di avere a portata di mano gitarelle, anche brevi, ma entusiasmanti, non può che ritenersi un punto a favore.
Non dimentichiamo inoltre che stiamo parlando di una capitale cosmopolita, dove interfacciarsi con culture, lingue e storie diverse è all’ordine del giorno!
Quali sono invece gli aspetti peggiori?
Come ogni cosa bella, però, anche Lisbona ha i suoi lati negativi, se così vogliamo chiamarli.
Se siete delle ragazze a cui piace vestirsi alla moda, fatevi un favore: dimenticatevela. Lisbona è infatti famosa per essere un continuo sali-scendi di sampietrini, che potrebbe rendervi la vita abbastanza ostile qualora decideste di indossare i tacchi (ma pure qualora decideste di non farlo).
Insomma, di necessità si fa virtù: a Lisbona vestitevi comodi.
Allora è dunque meglio spostarsi utilizzando i mezzi? Sì, più o meno.
Vivendo a Milano ormai da anni per i propri studi universitari, Alessia confessa che in poche città si possa trovare la puntualità e l’organizzazione dei trasporti che si trova nel capoluogo lombardo. I tram e i bus ci sono, e funzionano anche bene, ma dimenticarsi le attese da 2-3 minuti a cui siamo ormai tutti comodamente avvezzi.
Finora però abbiamo parlato di piccolezze. C’è qualcosa di davvero negativo da dire su Lisbona? Ahimè, sì; stiamo parlando degli alloggi.
Trovare casa a Lisbona pare essere la fatica più grande che farai in questa città (pure più grande delle salite con i sampietrini che incontrerai). Confrontandosi anche con i suoi nuovi amici conosciuti in Portogallo, Alessia conferma che cercare un posto dove stare è stata un’impresa non da poco.

Qual è un aspetto che hai scoperto della cultura portoghese?
Alessia non ci pensa due volte prima di rispondere: la carineria e la tranquillità delle persone locali è ciò che l’ha ammaliata di più. Lascia trasparire una differenza proprio a livello culturale, raccontando di persone mai in ansia, mai nel panico, in grado di affrontare un problema con serenità quando gliene si pone uno davanti.
E non lasciatevi intimorire dalle apparenze, i portoghesi sono sulle loro soltanto a primo impatto. Pare basti parlarci soltanto pochi minuti per capire quanto disponibili in realtà siano e quanto, di conseguenza, sia tremendamente facile instaurare rapporti e crearsi occasioni sempre nuove.
Insomma, è sicuramente più facile adattarsi a una cultura che appartiene a persone gentili e alla mano, e non c’è da stupirsi che Alessia si stia trovando così bene in mezzo ad esse!
Come hai trovato il tuo alloggio? Che consigli daresti a chi cerca un alloggio a Lisbona?
Alessia rivela di aver trovato il proprio alloggio su una piattaforma pensata appositamente per studenti universitari in cerca di case e camere: UniPlaces.
Non si è trattata di una scelta casuale. Pare infatti che trovare alloggi sia un’impresa veramente complicata, e che per questa ragione sia meglio evitare privati o gruppi Facebook. Alessia racconta anche di amici che, purtroppo, si sono ritrovati – tra virgolette – truffati e consiglia caldamente, qualora ne si abbia la possibilità, di andare a visitare il futuro alloggio pro tempore. Vivendo e studiando in Italia questo per lei non era ovviamente possibile, motivo per cui ha deciso di affidarsi (e non senza ragione) a siti e piattaforme che aveva la certezza fossero verificati, in modo da poter essere aiutata qualora avesse riscontrato dei problemi nei primi giorni successivi al suo arrivo.
Un altro dettaglio da non tralasciare: potreste pensare di essere abituati alla condivisione perchè già in Italia avete dovuto convivere con dei coinquilini con cui dividere l’affitto; bene, ma potrebbe non bastare. Partire psicologicamente preparati, perchè pare che a Lisbona gli appartamenti si condividano con ben più di soli due o tre studenti come da noi…
Quali sono le differenze tra la tua Università e quella di Lisbona?
Di differenze, ce ne sono a bizzeffe.
I punti cruciali però sono due: approccio e metodo di studio.
A Lisbona le lezioni sono obbligatorie qualora non si volesse dare l’esame finale (e, parliamoci chiaro, chi non vorrebbe un esame in meno?). Ciò non significa però ozio più totale: durante ogni lezione è previsto un progetto o lavoro di gruppo che, molto spesso, va presentato alla fine della lezione stessa. Capita anche, alle volte, che durante un corso vengano proposti dei test a crocette, ma per i quali non è certamente necessario passare la notte in bianco; immaginatevi più delle “mini tasks”.
Le classi sono poco numerose, composte da circa una quindicina di persone, il che rende essenziale mantenere la soglia dell’attenzione sempre alta, poiché i professori tendono a interagire moltissimo con gli studenti.
In compenso non c’è molta teoria da studiare, o quanto meno dimenticatevi quei grossi libroni tipici delle università italiane. Insomma, immaginatevi un approccio basato molto più sulla partecipazione, e molto meno sulla teoria. Che dite, può piacervi?
E per chi non segue le lezioni? Qualora si decidesse di non frequentare, è obbligatorio sostenere l’esame finale, che dicono essere molto difficile, a detta di ciò che ci rivela Alessia. Ad ogni modo, quest’ultima sconsiglia di optare per l’assenteismo, considerando quanto stimolanti e interattive le si stiano rivelando le lezioni in classe finora.
Cosa diresti a chi sta pensando di trascorrere l’Erasmus a Lisbona?
“Fatelo! Partite! Questa città mi ha fatta sentire a casa molto in fretta.”
Queste le parole di Alessia, che ancora una volta ci ricorda quanto sembri facile vivere a Lisbona. È una capitale in cui integrarsi è veramente molto facile, in grado di offrire “veramente tanto, soprattutto per i giovani”.
Partire e lasciare indietro amici e familiare è sicuramente difficile, ma “già dopo una sola settimana ti sentirai completamente coinvolto nella vita e negli eventi della città”.
Insomma, se state cercando qualcuno che vi faccia desistere dal scegliere Lisbona come meta, non chiedete ad Alessia!

Che cosa rimpiangi di non aver messo in valigia?
“Una giacca impermeabile.”
Confrontandosi un po’ con le persone del posto, pare infatti che quest’anno a Lisbona il tempo abbia fatto un po’ come gli pareva. Per le prime tre settimane successive al suo arrivo infatti, non ha fatto altro che piovere. Si tratta sicuramente di un evento straordinario, ma forse, per i futuri studenti Erasmus a Lisbona, ci sentiamo di consigliarvi di partire preparati.
Una dimenticanza, invece, è stato il telo mare, al quale però è stato facile rimediare. Vuoi che una città sull’oceano non ne venda ad ogni angolo della strada?
Ma non finisce qui, perchè Alessia ci tiene a dirci anche che cosa rimpiange di aver messo in valigia, soprattutto considerando quanto ci si ritrovi costretti a giocare a tetris nel momento della chiusura dei bagagli per l’Erasmus.
“I tacchi.”
Ben pensando di poter vivere notti brave e alla moda nella capitale portoghese, Alessia ha dimenticato di fare i conti con la realtà: salite e discese, discese e salite.
Se potessi tornare indietro e dire qualcosa a te stesso prima della partenza, che cosa diresti?
“Mi direi di essere più serena per quanto riguarda persone e amicizie: avevo paura a lasciare tutti i miei amici a casa, ma poi mi sono resa conto che è stato molto più naturale del previsto farmi un gruppo di amici anche qui.”
Basta trascorrere anche solo pochi giorni a Lisbona per capire che sia grazie all’università, che alle varie associazioni erasmus, che alla città in sé, si hanno tante opportunità di conoscere persone nuove e stimolanti.
“Di questo ora sono tranquillissima” dice Alessia, e, dopotutto, è la cosa più importante.

Immagine in evidenza: Miradouro da Graça (foto di Alessia)
