La chiesa San Bernardino alle Ossa è considerata la chiesa più macabra della città di Milano.
Un ossario nascosto nel cuore della città
La chiesa San Bernardino alle Ossa è considerata la chiesa più macabra della città di Milano. A colpire è sopratutto Il forte impatto visivo dell’ossario al suo interno, ricoperto quasi nella sua interezza di teschi e ossa umane.
Altra particolarità è il suo “mimetismo” in quanto, più che ad una chiesa, assomiglia ad un “normale” palazzo.
La sua storia
La storia di questo singolare luogo risale al XII secolo anche se con un aspetto diverso. A quel tempo era l’Ospedale del Brolo, destinato alla cura dei lebbrosi, anche con un cimitero annesso. Tuttavia nel 1210 fu necessaria la compartizione del primo ossario per liberare lo spazio nel cimitero che nel mentre si era sovraffollato. In seguito venne edificata la chiesetta di San Bernardino proprio accanto all’ossario.
L’ossario inoltre insieme alla chiesa si trova proprio accanto alla Basilica di Santo Stefano Maggiore. È importante poiché nel 1642 il campanile della basilica crollò danneggiando grevemente sia l’ossario che la chiesa.
L’ossario venne ricostruito nel XVII secolo grazie l’Ordine dei Disciplini, una confraternita religiosa presente a Milano dal XIV secolo, che predicava la flagellazione ma, soprattutto, il culto per i morti; fu infatti loro l‘idea di impressionare i fedeli con l’utilizzo dei resti umani. Infine nel 1750 San Bernardino viene ricostruita in stile barocco, specialmente negli interni, assumendo l’aspetto attuale.

Il luogo più suggestivo
L’ossario è una piccola stanza raggiungibile percorrendo un corridoio alla destra dell’entrata della chiesa. Si tratta di una piccola stanza le cui pareti sono completamente teschi e ossa umane. Vennero disposte in modo ordinato e schematico per formare motivi ornamentali.
All’inizio l’origine delle ossa era ricondotto ai martiri morti durate le persecuzioni ai cristiani nell’epoca di Sant’Ambrogio, motivo per cui era chiamato “Ossario degli Innocenti”. Venne poi scartata dando così la certezza che i resti siano in realtà appartenenti ai malati e ai frati che risedevano nell’Ospedale del Brolo.

L’affresco che contrasta la morte
Sul soffitto della stanza, anche se un po’ oscurata dall’attenzione riservata alle ossa, si trova l’affresco “Trionfo delle anime in volo” realizzato da Sebastiano Ricci. Coi suoi colori vivici e i movimenti delle figure angeliche crea un contrasto impattante e suggestivo con le pareti ricoperte di ossa, trasformando così il luogo non solo come un simbolo di morte ma una vera riflessione sulla salvezza e resurrezione.

Curiosità e leggende
San Bernardino ha molte curiosità che la riguardano. Prima fra tutte la tomba di due discendenti di Cristoforo Colombo, ovvero Cristoforo Colòn de Portugal e Luigi Colòn de Portugal, sepolti proprio all’interno di essa.
Inoltre si dice che Re Giovanni V del Portogallo, durante una sua visita a Milano rimase particolarmente affascinato dalla composizione barocca dell’ossario tanto da riprodurre “La Capela dos Ossos”, all’interno della chiesa di San Francisco a Évora (PT).
Ma poteva mai un luogo così suggestivo non avere una leggenda che lo circonda? Certo che no! Si vocifera che tra i molteplici scheletri ci sia quello di una bambina morta in tenera età di lebbra e ogni 2 novembre, il giorno dei morti, il suo scheletro si animerebbe trascinando con se tutti gli altri morti per compiere una danza macabra, tuttavia questa famosa leggenda non ha mai trovato alcun riscontro scientifico ma rimane comunque una bella storia per suggestionare i visitatori.
Un episodio storico nei dintorni
Nella vicina piazza della Basilica di Santo Stefano Maggiore avvenne l’assassino del duca Galeazzo Maria Sforza, nel 1476 proprio il giorno di Santo Stefano.
Fu colpito da tre congiurati nonostante la scorta, ricevendo un totale di quattordici ferite, di cui otto mortali.
Un tocco contemporaneo
Una piccola chicca che spesso passa inosservata è posizionata nei giardini dietro San Bernardino. Qui troviamo un’opera dedicata al poeta Bulgaro Pencho Slaveykov. Donata dal Consolato bulgaro e inaugurata nel 2019, celebra i 140 anni di relazioni diplomatiche tra la Bulgaria e l’Italia. È opera dell’artista Adrian Novakov, raffigurante l’uomo seduto su una monumentale panchina realizzata con ghisa e acciaio mentre la statua è completamente fatta di bronzo.

Come arrivarci?
Raggiungere San Bernardino è molto semplice essendo a due passi dal Duomo e quindi molto ben collegata con le metro.
Appunto per chi utilizza la linea M1 basta scendere alla fermata Duomo e proseguire per una decina di minuti verso via Verziere / via Brolo.
Sulla M2 si deve fare un cambio a Cadorna, prendendo la M1 in direzione Sesto FS per poi scendere a Duomo.
Per i viaggiatori della M3 basta scendere alla fermata Missori e farsi un camminata di circa cinque minuti.
Anche per chi utilizza la M4 è piuttosto facile raggiungere San Bernardino, basta scendere a San Babila e metterci circa una decina di minuti a piedi.
Infine dalla linea M5 è raggiungibile facendo un cambio a Garibaldi con la M3 e scendendo a Missori.
Per maggiori informazioni su giorni di visita o contatti controllare il sito ufficiale di San Bernardino alle Ossa.
Immagine in evidenza: Emily Belluccio

3 Commento
Antonella
Davvero molto interessante
Grazie
Monica
Grazie!davvero interessante e picevole da leggere
Leandro
complimenti un articolo interessante