La mostra fotografica “Milano vista dal mare”, aperta al pubblico dal 5 marzo al 5 aprile 2026 alla Casa della Memoria di Milano, è un’esposizione itinerante organizzata e promossa dal progetto Fr-Agile!. Milano viene, in questa mostra, presentata e vista attraverso gli occhi di alcuni ragazzi Minori Stranieri Non Accompagnati coinvolti nel progetto e guidati dal fotografo Roberto R. Franchi.
Cos’è il progetto Fr-Agile!?
Il progetto Fr-Agile! si occupa di programmi di accoglienza dedicati ai Minori Stranieri Non Accompagnati (MSNA) presenti nella città di Milano. Questo progetto, attivo da settembre 2024, si dedica all’inserimento e all’integrazione di minori fragili, con specifici bisogni e necessità di competenze finalizzate alle loro esigenze.
L’accoglienza e l’integrazione si basano sul supporto residenziale e sulla presenza di un centro diurno che vede i ragazzi protagonisti di laboratori, attività culturali e sportive che consentono coinvolgimento e corresponsabilizzazione.
Il progetto, promosso dal comune di Milano, è finanziato da Fondazione Vismara, Fondazione Cariplo e Impresa Sociale Con i Bambini e lavora a stretto contatto con le comunità di accoglienza presenti sul suolo milanese. Fr-Agile! è gestito da una rete di 8 partner: Cooperativa Farsi Prossimo, Cooperative Spazio Aperto Servizi, Comunità Progetto, Fuoriluoghi, Ceasoltreilpregiudizio, Save The Children Italia ETS, Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico e Istituto per la Ricerca Sociale.
Progetti come questi sono fondamentali per favorire l’integrazione di tutti quei bambini e ragazzi che arrivano in Italia da soli e che si trovano in situazioni particolarmente vulnerabili.
Mercoledì 4 marzo sono stata all’inaugurazione della rassegna fotografica, nel paragrafo successivo vi racconto di che cosa si tratta.
L’inaugurazione di mercoledì 4 marzo
Alla Casa della Memoria, in Via Federico Confalonieri 14, ha avuto luogo l’inaugurazione della mostra di fotografia dal titolo “Milano vista dal mare. La citta nello sguardo dei MSNA, tra reportage e poesia.” nel contesto di MuseoCity 2026.
Prima di questo evento, le fotografie sono state esposte, a partire dal 6 novembre, a Palazzo Reale, alla Basilica di Santo Stefano e poi al centro diurno.
Durante la presentazione sono intervenuti l’assessore al Welfare e Salute, Lamberto Bertolè e, in dialogo con Milo D’Agostino: Claudia Sorlini, vicepresidente di fondazione Cariplo, Giovanni Manfredi, dirigente scolastico dell’ICS Barozzi, Roberto Franchi, fotografo curatore della mostra e Mohamed Elatabani, ex MSNA.
Partito dall’Egitto, dopo aver passato “due anni di battaglie” in Turchia, come ha citato lui durante la presentazione, Mohamed è arrivato a Milano e finalmente si è sentito accolto. “L’Italia è stata bella, mi hanno accolto (…) mi hanno fatto vedere come si vive la vita a Milano.” Ad oggi, Momo fa il panettiere e sogna di rimanere in Italia, nel capoluogo lombardo. Questo è quello che l’esposizione vuole fare: raccontare i punti di forza di una Milano accogliente, una città che dà a questi ragazzi la possibilità di essere integrati.

L’esposizione
L’esposizione è stata interamente realizzata dai ragazzi del progetto: non sono solo le foto ad essere state scattate da loro, ma anche le cornici sono realizzate a mano. Questa mostra può dirsi sostenibile sotto ogni punto di vista. Le fotografie sono stampate su carta da locandina con un grande risparmio di risorse. Le stesse cornici sono realizzate con materiali di scarto come cartone e stoffe.
Le fotografie esposte rappresentano la città di Milano attraverso gli occhi dei ragazzi che partecipano ai laboratori del centro diurno del progetto Fr-Agile! ed è divisa simbolicamente e fisicamente in 5 torri.
Le cinque torri
La prima torre ha come titolo “Primi fotogrammi: l’approdo“. L’orizzonte è una costante del viaggio; una costante che intimorisce o che si guarda con curiosità. L’approdo dovrebbe essere il risultato di ogni viaggio e, sebbene ancora non lo sia, la città di Milano lo è stato per i ragazzi che ci regalano le loro fotografie.
“I mediatori: ponti sospesi sul mare che hai attraversato” è il titolo della seconda torre. Chi arriva in una nuova città, in nuovo continente, ha bisogno di aiuto. L’aiuto di un amico appena incontrato, di un ragazzo che ti indica la strada, di un adulto che si prenda cura di te. Alcuni incontri posso eliminare le distanze, altri lasciarti qualcosa di singolare ma ciò che è sicuro è che ognuno di essi è unico.
La terza torre si intitola “Pianeta Duomo” e si ispira a quello che è considerato, soprattutto per questi ragazzi, il centro della città, il monumento simbolo del loro arrivo a Milano. Qualcosa li spinge a guardare verso l’alto nelle loro fotografie, a puntare al cielo.
La quarta torre ha come titolo “Esplorazioni urbane: strade, mobilità, luoghi”. La città di Milano, per chi arriva, è piena di spunti interessanti e di novità da cogliere. I MSNA che hanno partecipato a questo progetto, nella città di Milano ci si sono persi e poi ritrovati, hanno esplorato, si sono meravigliati e hanno accolto ogni stimolo da essa proveniente.
L’ultima torre è chiamata “Volti, incontri, comunità, gioco” e lo scopo delle fotografie che le appartengono è quello di riscoprire la propria originalità. Tutti abbiamo volti diversi, tratti differenti e storie dissimili che riflettono la nostra realtà interiore.

Foto di Carola Roda
Perché visitare l’esposizione?
Visitare questa breve esposizione, realizzata con l’impegno e con la forza di tanti ragazzi che senza l’aiuto del progetto Fr-Agile! si troverebbero per strada, senza una prospettiva di futuro, può aprire gli occhi verso una realtà diversa dalla nostra. Ascoltare la voce e vedere attraverso gli occhi dei ragazzi del centro diurno può essere un passo importante per dare spazio a storie spesso dimenticate.
L’arte può essere un perfetto punto d’incontro tra culture diverse e una porta per riflettere su temi molto dibattuti del nostro presente come l’accoglienza e l’integrazione. Mohamed, durante il suo intervento, ha dichiarato: “Ho fatto tanti tentativi prima di venire qua, quindi riesco a combattere fino all’ultimo respiro”.
Alla luce di questo, Milano vista dal mare non risulta più un poetico paradosso, ma un invito a guardare oltre, anche quando ci sembra impossibile farlo; un invito a ricercare la bellezza e la vita dietro la paura.
Immagine in evidenza: di Carola Roda
