Piccoli spiriti, grandi segreti: gli Yumboes

Dopo il nostro grande viaggio all’interno dei miti sconosciuti della mitologia greca, facciamo un cambio di rotta per sbarcare sulle coste africane. Vi presento gli Yumboes!

“Sono piccoli come bambini, chiari come la luna,

e parlano una lingua che somiglia al vento tra l’erba.”

Tradizione orale Wolof

Sono Gabriella Silvestri e vi do il benvenuto su MITOmania, dove esploreremo i miti più particolari e sconosciuti delle culture antiche!

Piccoli spiriti…

Gli Yumboes sono minuscoli esseri soprannaturali, alti a malapena due piedi, nati dalla mitologia del popolo Wolof, originario del Senegal, in Africa occidentale. Questi piccoli esseri hanno un secondo nome, ovvero: “Bakhna Rakhna”, che significa “brava gente”.

Sono gli spiriti dei morti e, come in altre credenze africane, sono di color bianco perla, con i capelli lunghi e argentati, come il chiaro di luna. Si crede che vivano sotto le colline di Paps (colline a forma di seno, presenti in diverse parti del mondo). Escono allo scoperto solo di notte, e lì si può vedere danzare sotto il bagliore lunare, oppure banchettare con mais rubato agli umani e con pesce ottenuto autonomamente. Vengono accuditi da servitori quasi del tutto invisibili, se non per le mani e i piedi. Ai loro banchetti sono spesso invitati nativi e stranieri.

L’unica fonte certa in cui sappiamo dell’esistenza di questo mito è il libro “The Fairy Mythology”, di Thomas Keightley. Tra le pagine narra di una donna cresciuta sull’isola di Gorée, che aveva sentito parlare degli Yumboes da una domestica Wolof. Keightley notò principalmente le somiglianze tra gli yumboes, le fate europee ed i fantasmi ancestrali africani.

…grandi segreti

Nella cultura contemporanea gli Yumboes sono presenti molto di più di quanto pensiamo. Ad esempio, li possiamo trovare su Pottermore come elfi domestici africani e mascotte della squadra nazionale di Quidditch del Senegal.

In un libro-game della serie televisiva “Knightmare”, gli Yumboes appaiono selvaggi e carnivori, pronti ad attaccare il giocatore approdato sulla loro isola. Questi esserini appaiono anche nel romanzo “Skin of the Sea” di Natasha Bowen e nel racconto “Not Seeing Is A Flower” di Urhobo Erhu Kome.

Il mito continua… solo su MITOmania!

Alla prossima settimana!

Gabriella Silvestri

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