Sanremo e la comicità: il potere della performance

Sanremo è un evento nazionale, storico, culturale di tutta l’Italia che ogni anno influenza il consumo televisivo di ogni italiano: le performance, il fashion styling degli artisti, lo stile delle canzoni…

Poi invece c’è un qualcosa che in campo artistico di avanguardia viene definito “happening“, un’avvenire, una performance del tutto improvvisata o non prevista che suscita subito impatto particolarmente emotivo sulle persone: Bugo e Morgan, Blanco e le rose, The Kolors e Fru dei The Jackal sul palco, ogni singola e minima subordinazione dalle linee della scaletta è in grado di provocare un’enorme reazione collettiva in tempo reale grazie ai social media – ma anche grazie all’assurdità del momento – e diventare un vero e proprio pensiero imitato da parte di ognuno di noi, letteralmente un meme nella cultura della Gen Z.

Comici e Imitatori al Festival di Sanremo

Sanremo sa anche essere comico sotto una moltitudine di aspetti e quest’anno di certo non mancano comici e attori comici di grande rilievo: Lillo come co-conduttore nella seconda serata; Aurora Leone e Federico Basso come ospiti fissi del Dopofestival con la loro visione personale del contesto, è necessario specificare inoltre l’inaspettata – come “l’inquisizione spagnola” – presenza di Valerio Lundini e la sua personale conoscenza riguardo le curiosità sulla storia del festival con un pizzico di cinica satira, poi l’arrivo degli ospiti Virginia Raffaele e Fabio de Luigi per presentare il loro nuovo film “un bel giorno” e l’attesissima presenza di Nino Frassica durante la serata finale, oltre alla presenza dei due stimati imitatori Vincenzo de Lucia – nei panni della stessa Laura Pausini – e Ubaldo Pantani con il suo Lapo Elkann.

Quest’anno però si percepisce un’energia diversa, percepita dal calo degli ascolti rispetto agli anni precedenti e lo share, la critica oggettiva della stampa e quella personale e più informale del pubblico e l’oggettività delle situazioni: c’è chi mette in ballo le capacità dei presentatori nel presentare un evento di calibro internazionale – è bene ricordarsi che è in eurovisione – o addirittura strumentalizza posizioni politiche per trovare fini e scopi in determinate scelte, non si può non citare il famigerato caso di Andrea Pucci, sua la scelta di lasciare la co-conduzione dopo le polemiche social e le esplicite richieste del coda cons.

La comicità e la viralità di quest’anno

Basta vedere l’andamento di queste prime serate per osservare come I presenti mettono in ballo le loro risorse e come la comicità in gioco si riesce anche a percepire: Lillo ci mostra il suo passo di danza perfetto da ballare sulla intro simbolo di quest’anno – la hit “Emigrato” del cantante leccese di Sanremo Giovani Welo – che diventa subito “social”; Pilar Fogliati si diletta nell’uso di diversi accenti legandoli a personaggi caricaturali, l’aristocratica romana Uvetta Budini Di Raso; Raffaele e de Luigi si scatenano in un’improvvisata orchestra “molto curata”, riescono a reggere tutta la serata in solo 10 minuti di “Peffomance” (come direbbe quella Marina Abramovich).

Il Dopofestival condotto da Nicola Savino, dopo l’esperienza precedente con Alessandro Cattelan, attualmente viene valutato con uno share più alto rispetto all’anno scorso e qui non mancano momenti esilaranti: dalle false schede della Leone riguardo i vari cantanti in gara fino alla gag creata da Basso del postino di “C’è posta per te” che ha il compito di consegnare la letterina a Patrizia detta “Patty” Pravo, poi consegnata a Renga per la partecipazione del Dopofestival di Sanremo

Sono momenti commentati anche sui social, ma sfortunatamente non hanno ancora raggiunto – più per colpa di un sistema poiché lo sforzo e la bravura dei comici è da valutare molto – quel picco di share per creare un vero e proprio tormentone cult.

Passato e presente di Sanremo

Un tempo le serate del Festival di Sanremo erano palcoscenico di forme di comicità politicamente scorrette e surreali: gli sketch surreali e caricaturali del trio Solenghi – Marchesini – Lopez e i monologhi molto più caustici e satirici – ad oggi altamente censurabili – di Beppe Grillo.

Non si parla di “arrivo del politicamente corretto” per parlare dell’evoluzione di questo tipo di aspetto, perché si parla di un vero e proprio cambiamento politico-sociale del nostro sistema e riguardo il nostro interesse personale, soprattutto per mano dell’abitudine di vedere sketch brevi sui social media che ci abituato a una modalità di comicità diversa, molto più breve e non-sense

Durante il periodo di conduzione del festival da parte di Amadeus, dal 2020 al 2024, hanno calcato il palco comici il quale il pubblico si divide tra amatori e odiatori seriali: Angelo Duro e Checco Zalone, campioni di incassi al cinema, caustici, senza peli sulla lingua quando devono narrare gli aspetti della nostra società.

Duro si rivelò per la critica un vero e proprio “flop” a causa di un linguaggio – secondo loro – troppo volgare e cattivo mentre Zalone da una parte divertì ma dall’altra ricevette commenti negativi dal pubblico a causa di uno sketch basato su una rappresentazione – a detta loro – troppo scherzosa, caricaturale e stereotipata riguardo le persone Trans.

(Ricorderemo sempre il divertimento di quel periodo Sanremse grazie alla strabiliante alchimia della coppia Amadeus – Fiorello detta anche “Amarello”)

L’aiuto dei commenti social

Come già detto in precedenza, la comicità del festival di Sanremo è movimentata da momenti “trash” e cult delle varie edizioni: dall’episodio baudiano di «questo festival è truccato» fino al litigio tra Bugo e Morgan; il pubblico ingigantisce tutto ciò, ancora di più dopo l’arrivo dei media più tecnologici.

Si vuole parlare di quelle comparse che proprio non ti aspetti sul palco? l’anno scorso non solo Fru dei The Jackal con Stash dei The Kolors, replicato anche quest’anno sul palco del Suzuki Stage , ma anche il cameo di un impacciato Luca Ravenna – stand up comedian noto anche per aver partecipato alla prima edizione di LOL – durante l’esibizione del cantante torinese Willie Peyote in “Grazie ma no grazie“.

Un altro esempio interessante è la performance che riesce grazie alla scenografia e al costume: è da ricordarsi l’edizione del 2021 – sempre condotta da Amadeus – con le strabilianti performance di Max Gazzè, mentre suona alla serata cover con una band fatta completamente di cartone ovvero la “Magical Mistery Band” o mentre è vestito da Salvador Dalì, con sembianze completamente identiche.

Oggi scovare quel tocco di comicità nel festival non è tanto fattibile direttamente attraverso la diretta televisiva, quanto tra i vari commenti e “meme” provenienti dai social, proprio grazie alla prospettiva altrui sulla situazione. E si spera che con un organizzazione o una direzione diversa, il festival di Sanremo possa continuare ad offrire momenti ancora più iconici e divertenti, persino a detta dei social.

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