Anselm Kiefer, “Le Alchimiste”: la mostra a Palazzo Reale

Dal 7 febbraio al 27 settembre 2026, la Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale a Milano, ospiterà la mostra “Le Alchimiste” di Anselm Kiefer, curata da Gabriella Belli ed inserita nel programma culturale legato alle Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano Cortina 2026. Questa esposizione racconta di un dialogo, quello tra arte e alchimia, mettendo in luce nomi di alchimiste, di donne dimenticate.

Chi è Anselm Kiefer?

Anselm Kiefer è un pittore e scultore contemporaneo che, attraverso la sua arte, si misura con la storia. Nato in Germania nel 1945, l’artista basa le sue opere sulla memoria, soffermandosi spesso sulle tragedie della Seconda Guerra Mondiale e del nazismo. L’arte, per Kiefer, è attraversata da un’urgenza testimoniale. L’artista ha bisogno di farsi interprete degli eventi del proprio mondo e ha il dovere di dare voce a quello che succede intorno a lui.

Le opere di Kiefer vedono l’utilizzo di materiali molto diversi tra loro come il piombo, l’acciaio, l’argilla e la foglia d’oro. Anche le tecniche di cui si avvale sono altrettanto innovative: troviamo tra queste l’elettrolisi mediante la quale le opere, posizionate in acqua, attraverso delle scariche elettriche vanno a modificarsi, e l’inumazione. Tutte le tecniche usate dall’artista sono risposte alla volontà di trasformazioni fisiche dell’opera, stratificazioni materiche e concettuali.

Le Alchimiste

L’esposizione, composta da quarantadue grandi teleri o, come li definisce l’artista, paraventi, rende omaggio alle Alchimiste: donne custodi di saperi legati all’alchimia ma dimenticate dalla storia.

L’alchimia è quell’arte che unisce scienza, mito e filosofia. Fin dal Medioevo, prevedeva la manipolazione e trasformazione dei metalli e la loro possibile trasformazione in oro tramite la ricerca della pietra filosofale o, ancora, la ricerca di rimedi per il prolungamento della vita. Grazie a questa disciplina si sono aperte le strade per la chimica, la fisica e la medicina. Le donne rappresentate da Kiefer possono, dunque, essere considerate scienziate ante litteram.

Anselm ha deciso di omaggiarle per illuminare la loro esistenza, per dare un volto e un’identità alle Alchimiste che la storia ha eliminato dalla propria memoria.

Tra le donne rappresentate troviamo: Caterina Sforza (Milano, 1463 – Firenze, 1509), autrice di un manoscritto di ricette per medicamenti e formule alchemiche, Isabella Cortese (Venezia, seconda metà XVI secolo) autrice di uno di quelli che vengono considerati i libri segreti del Rinascimento e molte altre come Kleopatra (Alessandria d’Egitto, III – IV secolo), Camilla Erculani (Padova, XVI secolo), Isabella d’Aragona (Napoli, 1470-1524).

Ritratti, a partire da sinistra, di Caterina Sforza, Martine de Bertereau e Isabella Cortese. Realizzati con emulsione, olio, acrilico, gommalacca, foglia d’oro, sedimento di elettrolisi, materiali essiccati e collage di tela su tela. Foto da Carola Roda

La mostra

Anselm Kiefer, in dialogo con la curatrice Gabriella Belli, ha rivelato che l’idea di un ciclo di opere dedicate alle Alchimiste è nata proprio osservando la Sala della Cariatidi di Palazzo Reale. Questa sala, parzialmente distrutta durante la Seconda Guerra Mondiale è il perfetto incontro con queste grandi donne del passato. Un pantheon volto al dialogo del mito con la storia e della memoria con l’oblio.

Come le donne rappresentate, anche Kiefer viene considerato un alchimista. Questo grazie alle tecniche e ai materiali utilizzati nelle sue opere come la distillazione, la stratificazione, la separazione e, di conseguenza, l’unione. La mostra viene, dunque, considerata un incontro tra arte, alchimia e architettura.

I teleri raffiguranti le donne entrano in relazione con la Sala in cui sono allestiti creando un ambiente monumentale, intriso di significati. Questa relazione è acuita dagli specchi presenti sulle pareti della stanza, grazie ai quali si creano inediti giochi di riflessi. Le opere materiche di Kiefer, realizzate con colori acrilici, gommalacca, foglia d’oro, fiori essiccati e sedimenti di elettrolisi vanno ad intrecciare diversi temi cari all’artista e alle Alchimiste stesse: il mito, la memoria collettiva e l’identità.

Ritratti, a partire da sinistra, di Sophie Elisabeth von Clermont, Dorothea Juliana Wallich e Rebecca Vaughan. Realizzati con emulsione, olio, acrilico, gommalacca, foglia d’oro, sedimento di elettrolisi e carboncino su tela. Foto da Carola Roda

Di seguito, riporto gli orari di ingresso alla mostra:

Da martedì a domenica – dalle ore 10 alle ore 19:30
Giovedì – chiusura alle 22:30. Lunedì – chiuso.
L’ultimo ingresso è possibile fino ad un’ora prima della chiusura.

Immagine in evidenza: Carola Roda

Autore

Lascia un commento