La “settimana santa” della musica italiana è ufficialmente entrata nel vivo e i microfoni di Radio Iulm si sono potenziati per GPS – Guida per Sanremo. Ai microfoni Alessandro Sangalli e Alessandro Menetto per mettere in rassegna le notizie di prima pagina, le temutissime pagelle e i look più discussi della prima serata. Ecco il riassunto di tutto quello che vi siete persi (o che volete rivivere) della nostra diretta!
La rassegna stampa: tra nostalgia, Sandokan e la doppia “P”
La prima serata, guidata da Carlo Conti, è stata all’insegna del “nazional popolare” e dei grandi ricordi.
Ecco cosa dicono i principali quotidiani:
- Il Corriere della Sera sottolinea l’emozione per le voci storiche, con l’apertura affidata a Pippo Baudo e la commovente standing ovation per il maestro Beppe Vessicchio.
- La Repubblica, oltre a celebrare i grandi ritorni, fa notare un clamoroso refuso apparso sul ledwall durante la serata: la parola “Reppublica” scritta con due “P”.
- Il Secolo XIX dedica spazio a uno dei momenti più toccanti: la presenza sul palco della centicinquenne chiavarese Gianna Pratesi, che votò al referendum del 1946.
- I Co-conduttori promossa Laura Pausini, che ha ironizzato chiedendo “una piccola pausa, una Pausini”. Più divisivo Can Yaman: se Il Messaggero e Libero lo definiscono un po’ “tamarro”, Il Corriere lo ha visto “col contagocce” per le prime tre ore, nonostante l’attesa.
Rubrica “La Media”: top e flop della prima serata
Le pagelle sono il sale di Sanremo. Abbiamo incrociato i voti delle principali testate (Sky TG24, Il Giornale, Il Messaggero e Rolling Stone) per darvi la vera “Media” delle esibizioni. La classifica provvisoria della Sala Stampa (Top 5 in ordine casuale) ha premiato: Arisa, Fulminaci, Serena Brancale, Dito nella Piaga e la coppia Fedez-Masini.
I Promossi (Top):
- Fulminaci (“Stupida Sfortuna”): Fa incetta di voti altissimi, conquistando un 9 sia da Sky TG24 che da Il Messaggero, che lo paragona al Lucio Corsi dello scorso anno per la sua raffinatezza pop.+1
- Patty Pravo: Rolling Stone le assegna un sonoro 10, definendola una vera diva in sala e lodando la sua interpretazione maestosa.+2
- Ditonellapiaga (“Che Fastidio”): Scuote l’Ariston. Prende 8 da Il Messaggero grazie a un ritornello martellante, anche se Il Giornale la boccia con un 5 accusandola di scarsa dizione.+1
I Bocciati (Flop):
- J-Ax (“Italia Starter Pack”): Rolling Stone ci va giù duro lasciandolo “Senza Voto” (SV), criticando la messa in scena definita una “baracconata” con cheerleader acrobatiche.
- Enrico Nigiotti (“Ogni volta che non so volare”): Prende un 3 da Rolling Stone, che giudica il brano terribilmente vecchio nell’impianto e critica la coraggiosa scelta di omettere il ritornello.
- Dargen D’Amico (“Ahi Ahi”): Raccoglie voti tra il 4 e il 5 da Il Giornale, che definisce la sua gag tremenda e il brano un “vorrei ma non posso”.

I padroni di casa e gli ospiti
Il Direttore Artistico, Carlo Conti, è rimasto fedele a uno stile sobrio firmato Stefano Ricci, alternando smoking in seta e velluto. Al suo fianco, Laura Pausini ha dominato la scena in Giorgio Armani Privé, avvolta in tonalità blu notte e azzurre impreziosite da cristalli. L’attore Can Yaman ha invece rappresentato la voce fuori dal coro: un look wild, senza farfallino e con camicia sbottonata, che ha diviso la critica tra chi lo ha trovato magnetico e chi eccessivamente informale.
I Big in gara: tra messaggi e avanguardia
La varietà è stata il tratto distintivo delle esibizioni:
- Ermal Meta ha scelto la strada dell’emozione, portando sul colletto il nome ricamato di una bambina, un dettaglio che cambierà per ogni serata.
- Arisa ha incantato con un look monocromatico bianco arricchito da oltre mille gocce di cristallo.
- Dargen D’Amico ha osato con un completo arancione e marrone che ha subito acceso l’ironia dei social.
- Chiello ha portato sul palco una Napoleon Jacket di estrema tendenza, mentre Luchè ha sdoganato il mondo urban sostituendo il classico blazer con un bomber di Louis Vuitton.
- Fedez e Marco Masini hanno giocato sul contrasto nel total black: elegantissimo e formale il secondo, decisamente più casual e senza giacca il primo.
Analisi degli ascolti: un esordio sotto esame
La seconda parte della nostra rassegna si è concentrata sui dati Auditel, discussi insieme a Nicola Fabbri, firma del Fatto Quotidiano e colonna di TV Blog. I numeri del debutto La prima serata ha registrato 9,6 milioni di telespettatori con uno share del 58%. Sebbene si tratti di numeri importanti, il confronto con l’esordio del 2025 (che sfiorava i 13 milioni e il 65% di share) segna un calo netto. Fabbri ha definito questo debutto come il peggiore in termini di valori assoluti dal 2008, fatta eccezione per l’edizione atipica del 2021.
Le cause del calo
Secondo l’analisi tecnica, il pubblico è rimasto sintonizzato durante la prima parte (Sanremo Start), per poi allontanarsi progressivamente dopo la prima ora di trasmissione. Tra i fattori che potrebbero aver influenzato questo andamento:
Inciampi tecnici: Nonostante la conduzione “liscia” di Conti, non sono mancati piccoli errori, come il refuso grafico sulla parola “Repubblica” (scritta con due P) e il microfono spento durante l’esibizione di 13 Pietro.
L’effetto nostalgia: La celebrazione del centenario del voto alle donne e i 25 anni di carriera di Tiziano Ferro hanno dato alla serata un tono molto istituzionale, forse faticando a intercettare la Generazione Z.
Scelte musicali: Una selezione di brani definita più tradizionale e meno incline alla sperimentazione rispetto alle passate edizioni.
3 curiosità su 5 Big in gara
GPS continua con Simone e Alberto, che nella loro rubrica ci raccontano alcune curiosità sui cantanti in gara. Oggi abbiamo parlato di Michele Bravi, Enrico Nigiotti, J-Ax, Patty Pravo e Levante.
Lo sapevate per esempio che Michele Bravi oltre la musica ama scrivere? Altro cantante di cui abbiamo parlato è Enrico Nigiotti, che si ritirò da Amici nel 2018 per non sfidare la sua fidanzata e partecipò anche ad X-Factor arrivando terzo. Su J-Ax abbiamo scoperto che è molto legato ai gatti e amante degli animali. Abbiamo parlato anche dell’origine del nome d’arte di Patty Pravo: Pravo compare nel testo “La coscienza di Zeno” e lei lo scelse, rimanendone affascinata. Invece il nome Levante è ispirato a un film: “Il Ciclone” dove il personaggio di Pieraccione si chiamava proprio Levante.
Fantasanremo
Per quanto riguarda il Fantasanremo Simone e Alberto ci hanno spiegato la classifica della prima serata: Dargen D’Amico si classifica al terzo posto, in quarta posizione invece abbiamo Leo Gasmann. L’ultimo è Tredici Pietro che ha totalizzato dieci punti.
La classifica provvisoria e le diverse opinioni
Abbiamo poi parlato della classifica della critica, che è ancora provvisoria: Arisa, Fulminacci, Fedez e Masini, Serena Brancale e Ditonellapiaga. Ma ci sono opinioni molto differenti: ad esempio per Rolling Stones, Ditonellapiaga prende sei e mezzo, mentre per Vanity Fair il voto è nove. Fulminacci per Vanity Fair prende otto e mezzo, mentre per Rolling Stones sette e mezzo.
Conferenza stampa e commenti
In seguito abbiamo avuto un collegamento con gli inviati Gabriele Rocco e Sara Cimino che si trovano a Sanremo e hanno raccolto un po’ di opinioni tra i cittadini: è piaciuta moltissimo Arisa per esempio. Abbiamo ascoltato una fascia musicale anni ’90, per poi seguire la conferenza stampa e commentarla insieme: si è parlato di dati di ascolto molto interessanti. C’è infatti stato un calo rispetto all’anno scorso, ma si spera di migliorare nel corso delle prossime serate. Tra le altre novità l’arrivo di Bresh al Suzuki Stage questa sera.
Intervista a Guido Barzoletti
Per concludere la mattinata di GPS, Alberto Paini e Giulia Impiombato hanno dialogato tramite collegamento telefonico con Guido Barzoletti, giornalista, autore e conduttore del programma radiofonico “Sanremo 2026 il giorno dopo… dettagli e curiosità” a cura di Rai Pubblica Utilità. Di seguito si riporta un frammento di intervista svolta dai nostri due speaker.
Qual è la sfida più grande nel coordinare un’offerta così integrata come quella di Rai Play Sound?
Rai Play Sound è un’espansione che guarda il futuro del servizio pubblico, che una volta si chiamava radiotelevisivo. Oggi siamo veramente in un’altra dimensione. La televisione generalista continua a dare la sensazione di restare il blocco costitutivo del consumo. In realtà c’è uno slittamento lento ma irreversibile. Lo ha dimostrato anche l’analisi della platea del Festival di Sanremo: rispetto allo scorso anno sono 2 milioni nella prima serata nel total audience rispetto al 2025. È chiaro che l’offerta online e sulle piattaforme è completamente diversa da quella della televisione.
La televisione lavora sulla continuità di un palinsesto, le piattaforme lavorano sullo spacchettamento dell’offerta. Questa è una frontiera di offerta e di linguaggi. È una prospettiva, irreversibile tra l’altro, perché il futuro si gioca su quello. Sembra un discorso fatto e finito, che rischia anche di essere ovvio, ma le cosiddette giovani generazioni non sono passate attraverso la televisione generalista. Semmai lo sforzo che il servizio pubblico tenta di fare è quello di recuperare le fasce d’ascolto che sono ormai esterne alla televisione generalista e di riportarle dentro, ma è molto difficile. Un festival come quello di Sanremo riesce a recuperare delle fasce d’ascolto. Un altro esempio è la serie tv Mare fuori, che gioca invece su due livelli, perché va in onda su Rai 2 nella televisione generalista, ma poi ha un record di streaming su Rai Play.
GPS torna domani 26 febbraio in diretta sempre dalle 9:30 alle 13 e dalle 15 alle 18. Rimanete sintonizzati sui nostri canali!
Immagine in evidenza: Mariam Hadiri
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