Che sia la vostra prima esperienza Erasmus o meno, è sempre bene avere chiare in mente quali siano le caratteristiche cruciali per voi che devono (o non devono) essere presenti nella città in cui desiderate trascorrere il vostro Erasmus. Sembra un consiglio stupido, ma effettivamente è facile non tenere in considerazione quanto siamo abituati alla nostra quotidianità italiana e a quanto questa, inevitabilmente, in un altro Paese cambierà.
Ecco una lista di consigli utili per cercare di essere preparati ben prima della partenza, durante una fase ancora più fondamentale: la scelta.
Le basi
La primissima cosa da considerare è indubbiamente una: la lingua.
Alcune università richiedono un certo livello di inglese, altre propongono corsi soltanto nella lingua ufficiale dello Stato in cui punti a trasferirti. È bene dunque capire se scartare o meno determinate città in base al bagaglio linguistico che porti con te.
Nulla vieta, ovviamente, di imparare da zero il francese se il tuo sogno è un Erasmus a Parigi; sii solo consapevole dell’impegno che questo richiederà! Ritrovarsi a seguire ore e ore di lezione in una lingua che comprendi soltanto a metà potrebbe non essere il massimo, specialmente se ti sembra di essere l’unico a non capire cosa stia succedendo.
Il clima
Sembra inutile doverlo specificare, ma assicuro che non è così: l’Europa è grande. E il fatto che sia grande porta con sé inevitabilmente tutta una serie di differenze climatiche che potrebbero non apparirci immediatamente scontate.
I Paesi del Nord possono attrarre, ma dobbiamo tenere a mente la differenza di ore di luce che li caratterizza. Il Portogallo può intrigare, ma meglio non scordare i venti che lo hanno reso famoso. La cultura britannica può affascinare, ma siete pronti alla costante pioggia?
Insomma, oltre che tenere in considerazione solamente gli aspetti positivi del Paese che abbiamo scelto come nostra meta, cerchiamo di crearci un quadro più ampio e realistico. Questo ci sarà utile per evitare di restare delusi quando, una volta arrivati, capiremo che non è tutto oro quel che luccica.
Questo discorso non vuole assolutamente essere di sconforto o di disincentivo alla partenza, ma cercare di riportare coi piedi per terra la nostra mente già invaghita delle belle strade, piazze e località che ha visto su Internet.
Parlando per esperienza personale, per esempio, ritengo che avessi fatto bene i conti con tutto ciò che riguardava le differenze climatiche fra Italia e Norvegia, e posso anzi dire di aver scelto questa destinazione anche per l’assenza di giornate di forte sole con temperature elevate. Eppure, per quanto preparata fossi, ciò non è stato abbastanza per abituarmi all’idea di non vedere per giorni nemmeno un flebile raggio di sole. Molti per questa ragione consigliano di integrare la Vitamina D (cosa che io personalmente non ho ancora fatto, ma che credo inizierò a breve).
Cercate di conoscere bene voi stessi e riconoscere chiaramente quali siano le vostre abitudini, prima di cercare di costruirne di nuove dall’altra parte d’Europa.
La cultura
Forse ancora più rilevante del clima, è la cultura di un Paese. Questa vi accompagnerà per l’intera durata del vostro Erasmus, ed è bene cercare di indirizzarsi verso ciò che più ci sconfinfera.
Se sapete di essere persone particolarmente estroverse, sociali e amanti del trascorrere il vostro tempo libero immersi in contesti sempre diversi e ricchi di gente, allora cercate destinazioni che rispecchino queste vostre necessità.
Se invece credete di essere persone un po’ più tranquille, che non necessitano di uscire per forza ogni sera o di trascorrere ogni giornata a conoscere gente nuova, allora optate per Paesi più “introversi”.
Questo è un passaggio molto importante durante la fase decisionale, perchè andrà a definire pienamente il tipo di esperienza che vivrete. Vero è che ogni esperienza è a sè stante e che con la giusta compagnia ognuno trova poi modo di divertirsi nei modi a lui più affini, ma una cultura che, in qualche modo, facilita questo procedimento, non può certo far male.
Il cibo
Se hai paura di sentire la mancanza di casa, degli amici, del partner o del tuo animale domestico, rasserenati. La cosa che più ti mancherà per prima sarà sicuramente il cibo.
Sempre per il discorso delle differenze culturali di cui sopra, è fondamentale che tu sappia a che cosa andrai incontro anche da un punto di vista culinario.
Nulla ti preparerà davvero a dire addio alla cucina italiana (specialmente a quella di mamma), quindi cerca di pensare a cosa ti piacerebbe assaggiare e cosa no prima della tua decisione finale.
In ogni caso, comunque, questo punto ha poca rilevanza: quasi certamente, ovunque andrai mangerai peggio che in Italia. Anche se purtroppo non c’è molto che tu possa fare a riguardo, esserne consapevoli aiuta.
L’ago della bilancia
La variabile veramente imprescindibile in questa decisione, sei soltanto tu. Cercare di conoscersi e autoanalizzarsi è estremamente rilevante, come dimostrato sopra, ma è altrettanto importanti sapersi fidare. Fidati di te stesso, del tuo istinto e della gioia che senti nel sentire nominare quella che potrebbe essere la città dove trascorrerai i tuoi prossimi sei mesi. Lasciati guidare sì dalla pragmaticità, ma anche dall’emozione che a pelle ti suscita parlare del posto dove da sempre desideri di andare.
Alla fine, nessuna scelta sarà quella giusta e nessuna scelta sarà quella sbagliata. Ciò che farà davvero la differenza sarà sempre soltanto il modo che tu avrai di affrontare ciò che ti capita.
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