Una crocifissione strana quella del dipinto Corpus Hypercubus. Anticonvenzionale come tutte quelle a cui ci ha abituato la fervida immaginazione di Dalì, eppure diversa dalle altre. Le dimensioni vengono rimaneggiate dal pennello dell’artista, si scontrano e si fondono creando un perfetto connubio tra anima e mente, tra fede e scienza.

Creatività o fantascienza?
Corpus Hypercubus rappresenta al suo massimo la poliedricità dei Dalì. L’artista, infatti, era un uomo che viva pienamente immerso nel suo tempo, al passo con le innovazioni e le riflessioni a lui contemporenee. In gran parte delle sue opere risultano chiari e lampanti i riferimenti alla fisica quantistica. Un evento in particolar modo convince Dalì a dedicarsi ad una riflessione artistica multidisciplinare che coinvoge la nuova scienza: lo sgangio della bomba atomica. A seguire la sua dichiarazione in merito.
«L’esplosione della bomba atomica, il 6 agosto del 1945, aveva provocato in me una vera e propria scossa sismica. Da allora, l’atomo fu il principale oggetto dei miei pensieri. In molti scenari da me dipinti in quel periodo trova espressione la grande paura che mi assalì allorché appresi la notizia dell’esplosione della bomba atomica. Decisi di utilizzare il mio metodo paranoico-critico per sondare quel mondo»
Questo lo spinge a scrivere il Manifesto dell’antimateria nel 1958, dove si dichiara discepolo di Heisenberg, colui che vinse il Premio Nobel per la fisica nel 1932 per aver inventato la meccanica quantistica.
La sua pittura, già influenzata dalla psicanalisi freudiana, raggiunge una nuova maturità e si contamina di elementi e riferimenti alla nuova scienza. Nelle opere del surrealista soggetti mitologici e cristiani vivono in totale sincretismo con elementi riguardanti la fisica quantistica e simboli onirici creando un connubio paradossalmente armonico, un concetto innovativo rinominato dagli studiosi come Misticismo Nucleare.
Gala
Ci sono solo due figure umane nel dipinto: il Cristo Crocifisso e Maria Maddalena che prega il una landa altrimenti desolata. La Maddalena ha un volto particolarmente conosciuto che fa da protagonista in molte opere di Dalì, si tratta di Elena Dmitrievna D’jakonova conosciuta anche come Gala.
La donna, nata nel 1894 in Russia, si ammala di tubercolosi e viene mandata a curarsi in un sanatorio svizzero dove conosce Paul Èluard, poeta surrealista che nel 1917 diventerà suo marito. Il matrimonio terminò nel 1930 dopo che Gala conobbe Salvador Dalì. La donna non diventerà solo la compagna del pittore ma anche la sua musa.
Il Tesseract
Ricordate il cubo azzurro che fa da protagonista nella maggior parte dei film del Marvel Cinematic Universe? Quello è il Tesseract. Nelle pellicole del franchise è il contenitore della gemma dello spazio e permette a chi lo possiede di teletrasportarsi, inoltre racchiude in sè un’enorme fonte d’energia.
Il Tesseract, italianizzato come tesseratto, è una forma geometrica che esiste realmente. Si tratta di un ipercubo, ovvero di un cubo che al posto di possedere tre dimensioni nel possiede una in più: la quarta. È composto da otto cubi tridimensionali collegati nelle quattro dimensioni. Il suo sviluppo prende una forma molto simile ad una croce.
L’accostamento tra questa particola forma geometrica e il Cristo Crocifisso rappresenta un’immagine potente sospesa tra metafisica e divino che racchiude in sè e nelle sue misteriose dimensioni tutta l’appresione e la fragilità del tempo in cui l’artista si trovava, suo malgrado, immerso.
La figura stessa di Cristo, nella mente del pittore, detiene un forte legame con la fisica. Essendo la natura duplice e sovrapponibile, che appartiene sia alla sfera umana e sia a quella divina, proprio come le particelle quantistiche che sono, allo stesso tempo, sia onde che particelle.
Scacco matto
Da Alice Attraverso lo Specchio di Lewis Carroll alla partita tra l’astronauta Frank Poole e il supercomputer HAL 9000 in 2001:Odissea nello Spazio di Stanley Kubrick, il gioco degli scacchi compare spesso nell’arte.
Conosciuta come simbolo massonico che rappresenta l’equilibrio degli opposti, una sorta di Yin e Yang occidentale, la scacchiera di Dalì non è solamente il campo dove – per la psicanalisi – forze consce e inconsce si scontrano. È il teatro dove aggressività e desideri repressi vengono sublimati, ma è anche una landa sterminata e desolata. A parte Maria Maddalena non vediamo nessun altro. La terra della ragione non ha abitanti, l’uomo ha inventato un’arma per autoannientarsi (n.d.r. la bomba atomica) il mondo non segue più nessuna logica. L’umanità ha dimenticato come ci si sente davvero umana.
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Immagine in evidenza: “NYC – Metropolitan Museum of Art: Salvador Dalí’s Crucifixion (Corpus Hypercubus)” di Wally Gobetz, CC BY-NC-ND 2.0

1 Commento
Francesco Miragliuolo
Questo articolo è meraviglioso perché, non solo descrive a pieno Dalì, ma ti fa entrare nella sua anima, raccontandone le emozioni.